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The White Queen: Recensione dell’episodio 1.01 – In Love With The King

Quando la BBC si mette in testa l’idea di un drama in costume l’attesa è tantissima, bisogna ammetterlo. Ancor maggiore per qualcuno che si nutre di telefilm in costume oppure storici per colazione, pranzo e cena, come la sottoscritta. In questo caso, due sono i possibili risultati, una volta visto il pilot: completa estati o grandiosa delusione. Non mi sento di appartenere a nessuna delle due categorie, al momento, semmai mi trovo esattamente al centro. Peggio di così…

white queen 3Philippa Gregory, la simpatica signora che aveva portato sul grande schermo Eric Bana nei panni di Enrico VIII e Natalie Portman in quelli di Anna Bolena, sbarca sul piccolo schermo, stavolta, nell’affascinante ambientazione dell’Inghilterra quattrocentesca, divisa dalla sanguinosa guerra delle Due Rose. Tre grandi donne tirano, in prima persona o indirettamente, le fila di questo conflitto, determinandone le sorti. Per ora abbiamo conosciuto solo una delle tre: Elizabeth Woodville, interpretata da Rebecca Ferguson. Onestamente? Mi aspettavo di più. Non parlo solo di lei come donna, che riesce ad incarnare piuttosto bene il ruolo della parzialmente ingenua vedova, devota ai figli, che sacrificherebbe volentieri se stessa per vederli tornare in possesso degli averi del padre. E’ il ruolo dell’innamorata e della regina che, secondo me, le si addice poco. Sarà che l’abbiamo vista poco, sarà che ci sono state poche occasioni per vederla sfruttare tutto il proprio potenziale, sarà la Terra che gira intorno al Sole, insomma, ma non mi ha comunque convinto. Troppo scialba, troppo lenta, troppo innocente anche quando, razionalmente, non dovrebbe esserlo. Cosa dirvi? Anche la madre, a mio parere, ha gestito molto male tutta la storia della stregoneria, e non solo quella. Insomma, una famiglia piena di talenti.

white queen 2Qualcuno che invece mi ha affascinato è stato Max Irons. Bello, fresco, completamente immerso nei panni di un re disinvolto, che sa di avere il mondo ai propri piedi e non manca mai di farlo presente agli altri. Non importa che sia stato solo per un’ora, so già che amerò alla follia il suo personaggio. Non avendo letto i libri della Gregory ancora non so fin quando resterà in vita – speriamo che il telefilm non prenda la brutta piega di Game of Thrones! – ma spero per tante, tante puntate a venire.

Altri volti noti sono James Frain e David Oakes. Il primo potrei apprezzarlo anche con un sacco dell’immondizia e una buccia di banana in testa. Riesce a rendere autentico e genuino qualsiasi personaggio, anche il Kingsmaker, in questo caso. Sono ancora indecisa se sia un good guy o un bad guy, ma direi che sapremo giudicarlo solo con il tempo. David Oakes… muore molto spesso, ultimamente, sullo schermo, quindi spero che diano più spazio al suo personaggio, questa volta.

Nel complesso la storia non è male, per adesso, tanto che mi sentirei molto libera di darle un otto pieno. C’è azione, c’è intrigo, c’è storia e tutto quello che dovrebbe e potrebbe fare di una serie qualsiasi una serie di successo. La magia, inoltre, rende il tutto molto più interessante. Anche il fatto che Elizabeth stessa abbia ereditato alcune doti della madre mi sembra uno sbocco interessante, anche se non so dove condurrà, eventualmente.

white queen 1Tra le maggiori pecche che mi è capitato di osservare in questo singolo episodio, potrei elencarvene alcune. Prima fra tutte: i costumi. Sarò stacanovista ma per un telefilm in costume è imperativo avere un buon costumista. Non mi importa se quella era la moda dell’epoca, non è sano vedere i vestiti maschili molto più belli di quelli femminili, non è neanche bello da vedere a dirla tutta. Spero per loro che, in un’eventuale ridistribuzione del budget, la prima problematica ad essere gestita sia quella. Inoltre credo che si sia dedicato fin troppo tempo alle scene amorose che alla trama. Certo, era un’introduzione, spero che fosse solo un caso.

Per il resto, non ci resta che stare a vedere. E mentre aspettiamo la prossima puntata, non ci resta che chiederci: York o Lancaster?

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