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The Walking Dead: Recensione episodio 6.09 – No Way Out

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Se volessimo cercare un’origine delle serie tv potremmo forse trovarla nei romanzi a puntate che venivano pubblicati sui giornalithe-walking-dead-episode-609-daryl-reedus-9351 già da metà 800, che hanno successivamente portato alla nascita dei fumetti e di tutti quei tipi di storie in cui la narrazione non si esaurisce in un numero limitato di pagine o fotogrammi, ma si spalma in più momenti distaccati tra loro nel tempo. La narrazione episodica ha da sempre avuto un maggiore contatto con il pubblico e con la sua risposta alla storia, permettendo una maggiore malleabilità del racconto direttamente in corsa. Se un film è brutto tale resta, se una serie inizialmente non funziona ma arriva al rinnovo, può correggersi e in parte migliorare, ma come ben sappiamo questo non succede quasi mai. Spesso assistiamo ad un declino lento ed inesorabile verso la fine, come quando le rose che vi hanno regalato a San Valentino cinque giorni dopo sono solo piante marce da buttare. In questi casi di caduta nel baratro si pone un problema di fondo: come considerare gli episodi successivi? Nel caso di un telefilm che è stato capace di regalare emozioni forti, di creare un genere tutto suo, di dare origine ad uno dei fandom più agguerriti di sempre e che ci ha regalato delle stagioni godibili, come dobbiamo giudicare gli episodi che non godono più di questo lustro? Dobbiamo guardarli memori della serie che era o arrabiarci per l’occasione sprecata?

the-walking-dead-season-six-ewNel caso di The Walking Dead e di questo “No Way Out” io scelgo la seconda opzione. Dopo la hiatus gli sceneggiatori ritengono fondamentale tornare con il botto, illudendo nuovamente lo spettatore che qualche personaggio chiave morirà e aumentando esponenzialmente i due elementi di forza della serie: gli zombie che da episodi in cui non comparivano passano ad essere migliaia e i conflitti a fuoco con ben due esplosioni e corpi sbudellati sparsi per tutta Alexandria. Sempre gli stessi sceneggiatori ritengono nuovamente fondamentale scrivere dialoghi ripetitivi, inutili e inappropriati; perché, caro Glenn, quando stai all’interno di una chiesa con una mandria di zombie che assediano tua moglie incinta su un trabiccolo, magari non è il caso di parlare di coerenza morale con una tredicenne e lo stesso vale per il prete che lascia il rosario per la mannaia a suon di frasi dei Baci Perugina e Rick che davanti alla mattanza costatagli tre membri dei suoi, a suo figlio con un buco in testa e una città completamente distrutta, afferma di sentirsi a casa.

Ed è qui che nello spettatore nasce la rabbia, il fastidio, l’ulcera: nasce dalla spocchia. “No way out” è un episodio che urlathe-walking-dead-episode-609-glenn-yeun-935 “vorrei essere la miglior serie dell’anno” e con questa boria racconta di vicende che non risultano credibili e che più di tutto sono ripetitive e già viste l’anno scorso ( Carol che salva la gang dal “Sanctuary”stile rambo la ricordate?). E questa presunzione si risolve in personaggi che sono immortali, che sopravvivono dalla prima stagione per dare spazio a morti stupide solo per esigenze di trama, che non hanno nessun effetto sullo spettatore perché la caratterizzazione dei personaggi è limitata a quelli principali. Sulla scia di questa protervia, l’unica nota positiva è il montaggio che in questo caso risulta diverso dal solito e segno di una minima ricerca della diversità e di innovazione narrativa, ma che comunque non basta.

the-walking-dead-saison-6-episode-9-600x400No AMC, non bastano più gli zombie, non bastano più i corpo a corpo sanguinolenti, non bastano più i cattivi che si susseguono come gli account fitness su instagram, è necessario un cambio di narrazione e di modalità di racconto. Perché le serie tv sono capaci di molto altro; viviamo in anni in cui la televisione supera di gran lunga il cinema per qualità narrative, recitative e registiche e innumerevoli sono i prodotti che lo dimostrano, quindi perché rimanere nella fanghiglia della mediocrità e della ripetizioni di soliti schemi? Eliminiamo personaggi fondamentali, creiamo sofferenza vera, mettiamo spessore nei dialoghi e senso logico nelle azioni e nei fatti che stiamo raccontando, altrimenti la soluzione è chiudere i battenti.

Good Luck!

Angolo della Vipera:

Carol sterminatrice di bambini è una garanzia, dopo i fiori rintontisce il povero Sam così tanto da farlo morire.

Rick, ma come puoi far decidere ad una bionda che conosci da due giorni i destini di tua figlia?

Ma tutti questi abitati di Alexandria li ricordavate voi?

No, Carl, quanto ci dispiace per il tuo occhio… ora puoi andare a recitare in Once Upon a Time

Quindi con una quindicina di persone armate di coltelli è possibile sconfiggere un’orda di zombie in una notte…

Possibile che Morgan fosse più interessante quando non c’era mai?

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6.09 - No Way Out
  • Spocchioso
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