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The Walking Dead: Recensione episodio 5.12 – Remember

When the winter rains
come pourin’ down
On that new home of mine,
Will you think of me
and wonder if I’m fine?
Will your restless heart
come back to mine
On a journey thru the past.
Will I still be in your eyes
and on your mind?- Neil Young

The Walking Dead ha mandato in onda in questi cinque anni numerosi episodi che avevano il compito di introdurre luoghi nuovi.fotonoticia_20150223105026_800 Dalla fattoria nel secondo episodio della seconda stagione, al recente “Slabtown” dove era spiegato come funzionava l’ospedale in cui era stata portata Beth. Ma la cosa comune a questi episodi passati era la troppa fretta nel voler spiegare in maniera didascalica, i personaggi nuovi e i ruoli, i legami e i rapporti di forza relativi a questi ultimi. Questo non sempre ha pregiudicato la buona riuscita degli episodi, ma ha comunque reso meno interessante in quelli successivi voler capire come stavano le cose alla fattoria o dal Governatore o nell’ospedale.

Il gruppo ha vagato per mesi, arricchendosi, subendo perdite e legandosi a doppio filo ogni volta che veniva messo alle strette. Sono sopravvissuti, morti che camminano a cui ancora batte il cuore. Ma proprio per questo hanno bisogno di fermarsi, e iniziare a ricordare la loro umanità, c’è sempre un discrimine tra lo zombie e l’essere umano che dopo aver perso anche Beth sembrava essere sparito per molti dei protagonisti.

“Remember” titola l’episodio. Ricorda, quello che eri prima che accadesse l’epidemia, quello che hai dovuto fare per sopravvivere, e quello che ti circonda. Alexandria non è un pericolo per la vita del gruppo, ma potrebbe esserlo per la  sanità mentale dei suoi componenti. Una cittadina che non ha mai visto uno zombie avvicinarsi, circondata da mura che appaiono invalicabili per gli “walkers”, pulita, con case vuote che aspettano solo di essere abitate e famiglie con bambini e anziani che giocano a carte sotto il porticato. Una normalità che uccide, che sembra irreale come la polvere illuminata dai raggi del sole, e che non riesce ad essere compresa subito da tutti nella maniera corretta.

Rick-and-Jesse-1024x577Deanna è il “sindaco” di Alexandria, quella che si occupa dei suoi abitanti e di decidere chi va e chi resta. Nel suo salotto alcuni dei protagonisti subiscono un’interrogatorio che servirà a Deanna per stabilire cosa e in che modo occuparli. Ad Alexandria ognuno deve fare la sua parte, quindi c’è chi è onesto in maniera brutale come Rick e Carl, chi preferisce mentire come Carol e chi invece si chiude a riccio come Daryl. In queste scene di colloquio con lo sguardo dritto in camera, i protagonisti non solo presentano loro stessi a Deanna, ma in qualche modo iniziano un percorso di auto analisi. Dove sono arrivati, quello che hanno fatto e quello che ritengono importante dire di loro stessi o quello che vogliono celare. Rick, vuole far capire che è un leader, Carl che non ha più l’età anagrafica che dimostra, Michonne che ha fatto pace con i suoi demoni, Daryl non riesce ad adattarsi perché forse la vita da errante è quella che più gli si adatta e Carol che sembra pronta a ricominciare da zero.

Il dodicesimo episodio di questa quinta stagione è un nuovo Pilot. Una sorta di numero zero per TWD, con la presentazione di tutti iWalking-Dead-Episode-512-Remember-600x337 personaggi, vecchi e nuovi, un luogo che non sappiamo ancora quali insidie possa nascondere e di cui per ora abbiamo capito ben poco. Scritto come se volesse essere un episodio iniziale, “Remember” non si perde in spiegoni inutili, ma lascia che siano i personaggi a parlare e che l’azione proceda logicamente senza fretta o necessità di far capire subito chi e perché è il cattivo. La sceneggiatura e il montaggio sono ottimi, riescono ad incuriosire, a far riflettere e a narrare facendo volare via i quaranta minuti di episodio.

Abbiamo detto più volte che The Walking Dead non riusciva a trovare il giusto equilibrio tra azione sfrenata e introspezione. Mancava di quel gusto europeo che ha fatto di “In the flash” la miglior serie sugli zombie della tv, finendo sempre per cadere nella narrazione uguale e ripetitiva, procedendo cattivo dopo cattivo. Credo che Alexandria possa rappresentare il punto di inizio di una serie diversa. Come il gruppo, lo spettatore dovrà abituarsi ad una differenza di ritmo e di tematiche affrontate, rimpiangendo a volte le orde di zombie da sbudellare come Carl e Rick, o vedendo i non morti in maniera diversa come Glenn, ma alla fine potrebbe nascere una serie nuova, diversa e se così non fosse Rick si prenderà Alexandria e noi torneremo ai vecchi tempi.

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Rick troverà guai con la bionda madre di famiglia dal marito inquietante? Chi ha preso la pistola nel frullatore? Deanna essendo un politico sarà sincera? Daryl smetterà di mangiare carogne e si laverà? Carl scoprirà che esiste una fase della vita che si chiama adolescenza ?

Abbiamo viaggiato con loro, sofferto per le loro perdite e gioito per le vittorie, ci siamo spaventati quando erano in pericolo e annoiati quando venivano minacciati dal solito villian insignificante. Ora è tempo di sedersi sotto un portico di una bella casa pulita di Alexandria e fare i conti con il tempo passato e con quello che sta per arrivare.

Good Luck!

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