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The Walking Dead: Recensione episodio 5.06- Consumed

“Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo.”

-William Shakespeare

Il fuoco distrugge, rade al suolo, rende sterile la terra. Dopo che qualcosa viene avvolta dalle fiamme non resta che la cenere, polverosa e scura. Ma il fuoco è anche potenza, è un’arma, è calore è rabbia. Avere il “fuoco dentro” vuol dire sentirsi vivi e capaci di ogni cosa. I personaggiWalking-Dead-506-Over-The-Edge-642x362 femminili più interessanti di The Walking Dead, Beth e Carol, sono due donne che ardono perennemente. Entrambe all’inizio erano solo dei piccoli tizzoni che rischiavano di spegnersi: una per colpa di un marito violento e l’altra a causa della perdita del fidanzato e della madre. Entrambe però hanno saputo accendere nuovamente quella fiammo sopita dentro di loro e sopravvivere nonostante nessuno avrebbe mai scommesso su di loro. Potremmo dire che entrambe condividono la miccia che ha dato il via alla riscoperta della loro forza. Senza la presenza e l’aiuto di Daryl nessuna delle due sarebbe dove è ora, forse avrebbero potuto lo stesso tirare fuori la determinazione, ma quella fiducia in sé stesse, quello sguardo di fuoco non ci sarebbe stato.

Se in “Still” Beth e Daryl tiravano fuori l’uno il meglio dell’altro, risultando essere una coppia capace non solo di sopravvivere ma anche “andare avanti” e ricominciare, in “Consumed” Carol sembra essere lo specchio del balestriere. La bellezza del rapporto tra Daryl e Carol sta proprio nella grande vicinanza dei loro personaggi, entrambi hanno subito abusi, hanno perso tutta la loro famiglia, stanno meglio da soli e non parlano mai. Potremmo definire questo episodio speculare a “Still” in cui due opposti inaspettatamente si incastrano alla perfezione, qui invece stiamo osservando due anime uguali. Carol e Daryl condividono più silenzi che dialoghi in questo episodio, facendo rimbalzare lo spettatore in un continuo ping-pong di sguardi, sospiri, gesti e lacrime. Dimostrando come i veri personaggi interessanti siano quelli che vengono meno indagati. Questa coppia fuggita alla ricerca di Beth è protagonista di un episodio che concentra il meglio di questa serie. In un giusto equilibrio tra azione e emozione i due protagonisti prendono parte ad situazioni che rimarranno iconiche nello show (come quella del camioncino che cade dal ponte) e di un dialogo molto intenso sul concetto di “evoluzione”.

Se il fuoco è simbolo di distruzione, parallelamente è anche segno di rinascita. La leggenda della Fenice o “L’ Uccello di Fuoco” di Stravinskiji Walking-Dead-Daryl-and-Beth-850x560sono il simbolo delle cose buone che possono nascere dalle fiamme. Se infatti Carol è arrivata fin qui grazie alla rabbia che le brucia dentro è anche grazie ad essa se è cambiata così tanto. La domanda che l’episodio vuole porre è proprio questa: Le persone cambiano in un mondo post apocalittico? In una situazione in cui l’uomo deve ogni giorno vivere al limite, spesso cascando nell’istinto animale, si può cambiare? E cambiare in meglio? La risposta è, non solo Carol e Daryl sono cambiati ma sono cresciuti, sfruttando a pieno tutto il potenziale che avevano nascosto a causa delle continue minacce. Carol è giunta fino qua seguendo la scia dei roghi di cadaveri, della prigione in fiamme e del fumo bianco del Terminus, come a voler descrivere la rabbia e la determinazione che piano piano si accendeva in lei. I sopravvissuti come Daryl, Carol e Beth non sono cenere, non hanno subito in maniera passiva l’apocalisse zombie, ma hanno fatto in maniera che tirasse fuori il meglio di loro: sono fuoco che brucia.

Un episodio intenso, che ci traghetta verso i due episodi di cui si compone il finale e che continua a confermare l’annata positiva di questa serie.138 Se infatti in passato avevo sempre trovato nelle stagioni uno scarso equilibrio tra eccessiva azione e eccessiva introspezione, quest’anno tutto sembra essere nel posto giusto. Il ritmo della storia è incalzante ma non troppo veloce, i personaggi sono ben approfonditi ma con dialoghi ridotti all’osso, gli episodi si concentrano su piccoli gruppi invece di focalizzare troppo l’attenzione su Rick (e Carl). Per questo credo di poter dire sinceramente che, in questo autunno, The Walking Dead regna sovrano, alzandosi al di sopra della media degli altri show e modificando il suo modo di narrare le storie. Come se gli sceneggiatori avessero preso tutte le cose buone degli anni passati e le avessero concentrate insieme.

Il destino di Beth è nelle mani di Daryl, di Noah e del gruppo. Nel prossimo episodio vedremo se i rumors sulla morte di uno dei personaggi cardine si riveleranno veri, aspettando questo vi invito a commentare qui sotto e a continuare a seguirci.

Good Luck!

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