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The Walking Dead: recensione episodio 4.05 – Internment

Hershel abbandona il suo vecchio schema di vita e finalmente si cala quasi a piene mani nella realtà zombesca circostante.
Rick permette a Carl di aiutarlo dando così l’occasione al figlio di uscire (nuovamente) dal suo status di bambino e diventare un Rambo…pardon, adulto.

Ecco, questo è Internment. E potrei chiudere la recensione qui. Senonché ci sono tre o quattro aspetti da analizzare. E in aggiunta ritorna il Governatore. Di già?!

Autoesiliatosi nel ghetto degli infetti, Hershel riesce a ricostruire nella prigione il modello della propria vita famigliare dove si prende cura del resto dei “congiunti”, curandola e nutrendola nel fisico e nello spirito (Lizzie costretta a leggere Mark Twain, citazioni e dialoghi filosofeggianti). Capiamo così finalmente come mai Maggie abbia deciso di saltare fra le braccia del primocapitato Glenn pur di sfuggire a quella vita pizzosa e morigerata. In questa realtà ovattata uccidere uno zombie davanti agli altri componenti del gruppo è una violenza inconcepibile come per un ciellino un aborto terapeutico. E al secondo cadavere spostato ti sale subito la voglia che quella protesi si rompa e inizi la caccia al vecchio. Ma così non è. Rimasto ormai l’unico sano all’interno del ghetto, Hershel sarà così costretto a fracassare il suo primo cervello. La puntata, purtroppo, è quasi tutta qui;  i quaranta minuti servono a questo e a poco altro, ma di ciccia sul fuoco ce n’è poca per un intero episodio e la noia la fa da padrone. Hershel alla fine riesce sempre a non essere mai realmente in pericolo (che culo che ha certa gente), Glenn non ci lascia le penne, Rick e Daryl non si confrontano sulla cacciata di Carol, Lizzie non viene sgranocchiata (e un po’ ricorda il rapporto di Hershel con i vaganti nella seconda stagione) e gli unici morti sono gente mai vista prima.

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In aggiunta, il punto centrale dell’episodio, la prima uccisione di Hershel, vola via che neanche te ne rendi conto. Inevitabile il raffronto al primo episodio di The Walking Dead, quando Rick “dona la pace” alla madre dei Webisodes (credo tra l’altro la sua prima zombie-uccisione). Scarsa enfasi, forse per evitare troppa retorica, ma tant’è, se raffronti le due scene ti viene naturale chiedere se stai guardando sempre la stessa roba (sì, lo so che non c’è più Darabont, ma la domanda rimane).

Poi finalmente il mondo fittizio di Hershel crolla (come crolla il cancello della prigione). L’orrore ripiomba in casa Greene e questa volta Hershel è solo a combatterlo (quando spezza il braccio al dottore per bloccarlo nella cella credo sia l’unico acuto dell’episodio) e alla fine scoppia in crisi: finito tutto prova a rifugiarsi nella Bibbia, ma la richiude; la riapre e la richiude. E scoppia a piangere.
Purtroppo tuttavia la mattina dopo esce da quel covo di matti (si allontana dall’orrore) per andare a seppellire i vaganti morti. Ma quindi tutto questo è servito a qualcosa ?

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Il secondo elemento sviluppato nell’episodio è il rapporto padre-figlio. Rick tenta di proteggere Carl allontanandolo; Hershel tenta di proteggere Maggie, allontanandola, ma entrambi devono rinunciare alla sicurezza della prole per il precipitarsi degli eventi. Qualcuno però dica a Rick di decidere che fare col proprio figlio: prima lo vuole proteggere, poi lo trasforma in Rambo. Quindi torna a chiedergli di essere un bambino e di nuovo qui gli affida un fucile a ripetizione che il ragazzino dimostra di imbracciare meglio del padre stesso (è un tipico esempio di momento americano padre e figlio). Ribaltamento dei ruoli: Carl soccorre Rick, “Andrà tutto bene papà”, la vita in fondo è bella se hai un mitra in mano,  in fondo poteva andarti peggio come lo sconosciuto in prigione azzannato dal figlio (generazione ribelle), ma viva la coerenza.

Tirando le somme, l’episodio si rivela alquanto lacunoso. Si ritorna di nuovo a far strage di zombie, ma il tutto è privo di adrenalina. Permane la dualità di conflitto interno (dentro la prigione, con un virus dentro i personaggi ed Hershel a fare i conti con se stesso) e conflitto esterno (Rick & Carl Vs. Zombie fuori dalla prigione) ma i veri fuochi d’artificio sono lasciati per il futuro, forse, quando Rick dovrà rispondere dell’esilio di Carol e il Governatore tornerà a muovere le proprie pedine (anche se speravo di rincontrarlo fra qualche stagione).

E all’0rizzonte si preannuncia una stagione difficile da inquadrare: il virus che ci ha tediato fino adesso, sembra debellato e al Governatore saranno lasciati gli episodi rimanenti. Tanto valeva fare una stagione di tredici puntate e risparmiarci l’infezione. La malattia non era un’idea malvagia, ma è stata trattata malissimo.

4.05 - Internment

non ci siamo

poca carne al fuoco con troppo tempo dedicatole

User Rating: 4.37 ( 4 votes)

Federico Lega

Fra gatti, pannolini, lavoro, la formazione del fantacalcio e qualche reminiscenza di HeroQuest e StarQuest, stare al passo con le serie tv non è facile ma qualcuno lo deve pur fare

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10 Commenti

  1. Che brividi in questa puntata!!!
    Mentre Rick e Carl fanno una bella mattanza di zombie e per ora risolvono il problema dei “vaganti che spingevano al cancello della prigione”; Hershell è stato “la superstar” di questa puntata: forte,integerrimo,non si è mai arreso di fronte a niente, non ha mai perso la speranza ha cercato di fare l’impossibile nel salvare più vite possibili e Maggie non e stata da meno non ha pensato due volte anche lei a mettere a repentaglio la sua vita per slavare quella degli altri e non solo ha salvato suo padre ma è stata vicina pure a Glenn.
    Rick a detto a Hershell e Maggie perchè ha “abbandonato Carol e loro hanno subito capito non credo però sarà lo stesso quando lo dirà a Daryl…
    Glenn sembra che c’è la farà, io comunque quando Rick e Carl contro l’orda di zombie e padre e figlia alle prese con l’influenza nella prigione stavo maldeicendo gli altri ovvero Daryl,Michonne e co& pensandoquanto cavolo ci voleva per ritornare dal posto dove erano andati .
    Lo so Lizzie è una bambina ma mi sembra alquanto scemotta, staremo a vedere comunque.
    Il problema degli zombie che spingono contro il cancello per ora si è risolto e la terribile influenza alla prigione piano piano “stà rientrando” per i nostri eroi non c’è un minimo di pace visto che è ritornato quel gran stro..o del Governatore di cui personalmente non ne sentivo la mancanza!

  2. Ma, Federico, io sono un po’ meno negativo di te, nel senso, sicuramente hai ragione che la tematica dell’infezione poteva essere trattata in altro modo, ma io l’ho anche apprezzata per sviluppo e motivazioni. Oltretutto i tempi scenici per me c’erano, nel senso che in questo episodio, dove iniziavo a percepirla come “stanca” anch’io, effettivamente siamo arrivati alla conclusione. Come ho apprezzato per la figura di Hersel il completamento di un arco narrativo che lo porta ad essere più sofferente e reale.
    La parte Rick-Carl, invece, anche secondo me vive di troppi alti e bassi, di passi avanti e passi indietro e la scena dell’assalto effettivamente non aveva nessuna tensione, sembrava un videogame venuto male (ho trovato però più drammatico e teso quello che succedeva dentro le mura del “lazzareto”)
    Sono morti personaggi secondari stavolta? Sì, ma non si può negare in generale a TWD di avere avuto anche molte morti illustri disseminate nelle stagioni, mica le può avere sempre.
    Questione governatore…. non mi affascina troppo il suo ritorno, ma me lo aspettavo effettivamente

  3. Posso convenire con te che l’episodio non è dei migliori, la stagione in generale è impostata su una trama più statica ma non per questo meno interessante. Anzi questa alternanza a me piace in TWD. Riguardo questo episodio, Hersel-centrico a me ha commosso e ho apprezzato il modo in cui è stato gestita l’evoluzione del suo personaggio, mentre sono d’accordo con te sui momenti Rick/Carl; volevano descrivere una crescita del rapporto tra i due ma a me non è arrivato nulla di ciò. Sul Governatore sono rimasta un po’ perplessa, pensavo fosse una questione archiviata almeno per questa stagione, farlo tornare così a metà stagione, mah.. vediamo un po’!

  4. L’episodio migliore della stagione a mani basse. Ha praticamente tutto: tensione (tra il caos generato fuori e dentro la prigione si resta per 40 minuti col fiato sospeso, soprattutto per le sorti di Hershell e Glenn, ero pronto a scommettere che uno dei due o entrambi ci avrebbero lasciato), emozione (come non commuoversi di fronte alla presa di coscienza di Hershell, vero padrone incontrastato dell’episodio, bellissima sia la scena finale con la bibbia che quella della sua prima sentita zombie uccisione, non concordo con la recensione che parla di scarsa enfasi, tutt’altro), sviluppo dei personaggi (Hershell di nuovo al centro dell’attenzione, ma anche la piena consapevolezza d Rick che il figlio non e’ piu’ un bambino, ma oramai e’ piu’ che cresciuto, il loro momento padre figlio ed il parallelo, anche se un po’ banale, con l’altro padre ucciso dal figlio nella prigione mi son piaciuti molto) ed azione (sia dentro che fuori la prigione, mi ha fatto storcere il naso giusto il fatto che Carl subito sapesse usare un fucile d’assalto di quella portata, ma vabbe’, sono quegli elementi da sospensione dell’incredulita’ che o li si accetta o si cambia programma). Poi c’e` una scena trash che da sola vale l’intero episodio: la psyco-bimba che salva a modo suo Glenn dalle grinfie dello zombie e’ semplicemente EPICA! Non avrei di piu’ da chiedere da TWD, ripeto, puntata migliore della season a mani basse, so far!

  5. Dimenticavo, il Gov nel finale: finally, welcome back bitch!!! *_*
    Ero strasicuro che sarebbe tornato presto, entro il mid-season finale, perche’ sara’ entro questo che la saga della prigione avra’ fine, imho. Quindi in questi ultimi 3 episodi ci sara’ la resa dei conti definitiva e diremo bye bye alla prigione. E non potrei chiedere di meglio! Cosi’ nella seconda meta’ a febbraio si inizia gia’ un nuovo ciclo ispirato al fumetto!

  6. Non sono per niente d’accordo con la recensione, la serie secondo me ha ritrovato la verve e gli standard che gli competono; la malattia è stata raccontata in maniera divina e il pathos è sempre altissimo.

  7. Hershel e Glen non potevano morire in questa puntata perchè era appena “morta” Carol. Siccome non siamo in Game Of Thrones, metterli in pericolo mi è sembrato quasi mostrare qualcosa tanto per mostrare. C’è stata una grande semina la puntata scorsa, l’addio appunto di Carol; non coglierne i frutti in questa puntata (nonostante e soprattutto il ritorno di Daryl) è un po’ come un coito interrotto.

    Onestamente, spero che la malattia torni in qualche modo più avanti, perchè avere una stagione tagliata in due (da una parte malattia, dall’altra Governatore) non mi pare abbia molto senso. E non ha avuto molto senso la malattia. Perchè, Carol a parte, ha fatto fuori gente che non c’entrava una mazza e non ha cambiato nessun personaggio. Forse farà fuori il Governatore.

    A me Hershel piace molto anche perchè una volta era un punto di vista diverso sul mondo di Walking Dead, ma ultimamente era sempre rilegato in un angolo. Perchè riportarlo al centro dell’attenzione, ora, con una puntata lacunosa ? Forse era meglio spostare il cambiamento di Hershel più avanti nella stagione. Vedremo che frutti darà….. sperando che ne dia

  8. Di nuovo non sono d’accordo, Federico. La puntata è tutto tranne che lacunosa. È stata ricchissima di pathos, tensione, ansia…io ero CONVINTO che uno tra Hershell e Glenn ci avrebbe lasciato, quindi non ho trovato banale che si siano salvati entrambi (la “morte” di Carol, proprio perché non è una vera morte, non la considero pienamente…sicurissimo che tornerà presto). Imho, hanno fatto benissimo a non mostrare i frutti seminati nella 4×04…e non lo faranno nemmeno nella 4×06, son sicuro che sarà monopolizzata dal Gov (tutto quello che ha fatto finora). Li vedremo direttamente nella 4×07! Inoltre, non considero inutile il ciclo della malattia: è servito a mostrare un nuovo tipo di minaccia che era anche ora che mostrassero, ovvero i rischi di una sanità oramai andata a puttane…FINALMENTE, era ora! È servito per determinati personaggi (Rick, Carl, Hershell e Carol in primis), per far scena (ci vuole anche questo in un prodotto come TWD) e, compito ultimo, a far fuori le inutilissime aggiunte dello scorso finale (chi non ha mai pensato che tutte quelle nuove facce di Woodbury non fossero altro che agnellini sacrificabili, alzi la mano! XD)…ed infine a dare una pausa dal Gov, sarebbe stato inutile quanto stupido farlo tornare alla carica con soli due uomini dopo la cocente sconfitta dello scorso finale. Tutto della malattia è stato funzionale, non capisco come si possa trovarlo un ciclo riempitivo.

  9. Proprio per quello che hai scritto la malattia per ora è stato un ciclo riempitivo. Se è servita solo per far guadagnare tempo al governatore e creare uno stacco fra dipartita e ritorno, allora è equivalente alle infinite corse inutili di Holly e Benji. E’ servita solo ad accumulare puntate e a far fuori personaggi inutili che avrebbero richiesto una più complessa struttura narrativa. Se crollava il lato della prigione che li ospitava tutti allora era uguale. Se morivano al primo attacco zombie pure. Rick e Carl non li vedo molto cambiati dalla malattia. Carl ha fatto quello che voleva far fin dalla puntata 1. Rick è ancora in fase di smarrimento. Hershel vediamo se accetterà il cambiamento.
    Sono d’accordo quando scrivi che era giunto il momento di esplorare un’altra minaccia, ma per ora si è lanciato il sasso e nascosta la mano. La malattia è stata “il cattivo” di quest’inizio quarta serie, un cattivo alquanto moscetto. Anche solo il fienile di Hershel ebbe un impatto ben maggiore nel gruppo. Ripeto, spero vivamente che la malattia ritorni in gioco in qualche modo

  10. Ma no, non guardare solo alla pausa dal Gov (pausa che c’e` anche nel fumetto tra i 2 grandi confronti con il Gov ed in cui succedono anche meno cose, LOL), ma a tutto quello che ho scritto. Stai rimpicciolendo un qualcosa che ha avuto il suo bel ciclo (5 episodi non sono 5 minuti), non concordo che sia stato trattato alla leggera. Carl ha avuto la sua crescita dallo scorso finale, grazie a Rick che ha sfanculato tutto e gli e’ stato vicino (ma son convinto che quel suo lato piu’ istintivo rispuntera’), Rick non e’ affatto in fase di smarrimento, ha ripreso la pistola, ha ripreso a prendere decisioni, ha preso piena consapevolezza che il figlio non e’ piu’ un bambino da proteggere e si e’ lasciato aiutare, sta tornando ad essere un Leader ancor piu’ consapevole di prima. Hershell ha avuto i suoi grandi momenti, non commento nemmeno. Carol l’abbiamo vista sempre piu’ indurirsi fino all’omicidio ed e’ stata esiliata. E ci hanno mostrato non una semplice nuova minaccia, ma una cosa che attendevo gia’ dalla prima stagione…sti cristi oramai vivono in un mondo di merda, le conseguenze della malasanita’ dovevano spuntare anche prima volendo, pero’ ora era il terreno perfetto. La minaccia non e’ stata affatto leggera, imho. Si e’ risolta “facilmente” perche’ sapevamo che una cosa del genere sarebbe finita non appena avessero messo le mani su dei medicinali. E cosi’ e’ stato. Ma e’ stato un miniciclo importante, in cui hanno preso consapevolezza (nel caso ce ne fosse bisogno) che al di la’ degli zombie, anche l’assenza di medicine in questo nuovo mondo puo’ farli piombare in un incubo!
    Che dire, a me e’ piaciuto, e molto anche!

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