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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 6.15 – East

Non è la specie più forte che sopravvive, ma quella che riesce meglio ad adattarsi ai cambiamenti. Lo diceva Charles Darwin per sintetizzare la sua teoria della selezione naturale che avrebbe riscritto la storia delle scienze naturali assestando anche un più che duro colpo al concetto religioso dell’uomo come essere eletto nella creazione divina. Adattarsi può significare tante cose. Si adatta la giraffa al suo ambiente favorendo gli individui con il collo geneticamente più lungo perché avvantaggiati nella ricerca di foglie più in alto. Si adatta un sopravvissuto ad una pandemia definitiva che ha reso gli esseri umani una sparuta minoranza in un ecosistema dove sono gli zombie la specie numericamente dominante. Ma che succede se non si riesce ad adattarsi?

The Walking Dead S06E15Perché non tutti possono restare a coccolarsi a letto mordendo a turno una mela come se il panorama fuori dalla linda finestra non fosse interrotto da un recinto vigilato da guardie che si danno il turno con abitudinaria normalità. Perché non tutti possono fare la doccia insieme amorevolmente come se i grossi lividi di lei non fossero il ricordo vivo di un recente rapimento culminato nell’ennesima carneficina. Perché non tutti possono scambiarsi sguardi complici da liceali imbarazzati come se non stessero imbracciando armi mortali per difendersi da un possibile attacco di pericolosi nemici. Rick e Michonne, Glenn e Maggie, Abraham e Sasha sono, forse, le coppie che hanno meglio mandato a memoria la lezione del naturalista inglese? Probabilmente si. E lo si vede dalla naturalezza con cui si rapportano a chi, invece, non riesce ancora a rassegnarsi alla nuova normalità. La fuga notturna di Carol e la missione ribelle di Daryl sono vissuti da chi è rimasto come incomprensibili follie che vanno arginate convincendo i due fuggiaschi a tornare indietro come docili pecorelle smarrite. La ritrovata serenità fa sembrare la rinnovata comunità di Alexandria, adesso libera dal problema degli approvvigionamenti grazie all’accordo con Hilltop, il migliore dei mondi possibili e pazienza che questo idillio si regga sull’aver sterminato altri esseri umani. Non è un caso che a cercare di recuperare i due fuggitivi siano proprio Rick e Glenn ossia i due che maggiormente vogliono credere in questa pietosa bugia. Rick ne ha passate troppe per poter rinunciare a questa oasi di pace anche a costo di fingere di dimenticare che si tratti solo di una quiete prima della tempesta. È invece il suo inaffondabile ottimismo a convincere Glenn che questa possa essere la volta buona, l’inizio di quel nuovo mondo dove è possibile persino mettere al mondo un figlio perché ci potranno anche essere problemi, ma ad ognuno di essi si troverà sempre una soluzione. Motivazioni diverse che portano allo stesso risultato finale: un adattamento perfetto.

The Walking Dead S06E15Ma adattarsi a cosa? Ad uccidere altre persone perché minacciano chi ami anche se in fondo stanno facendo la stessa cosa che il tuo gruppo ha fatto poco prima? Cosa differenzia infatti i selvaggi Saviors dagli apparentemente pacifici abitanti di Alexandria? Entrambi offrono protezione a Hilltop in cambio di viveri e medicinali e per farlo sono disposti ad ammazzare a sangue freddo ogni possibile nemico. Cosa rende Rick e soci migliori del fantomatico Negan e dei suoi invasati seguaci? Solo il fatto che sanno mantenere un patto senza trasformarlo in una opprimente serie di pesanti vessazioni? Si può accettare che la normalità sia l’omicidio, giustificando la morte come fosse non il male minore, ma un bene necessario? Proprio l’indomabile Carol sembra ormai vivere nel terrore che la risposta a questa domanda sia un drammatico sì. E l’unico modo che ha trovato per evadere allo straziante dolore di dover dire a sé stessa quel sì, è appunto una salvifica fuga nella pietosa speranza che il momento della verità si possa rimandare ancora e ancora. Ma il mondo là fuori è ormai troppo crudele e anche questa ultima speme deve infrangersi sulla realtà di altri morti. E allora solo Morgan può cercare Carol perché è l’unico che ha saputo trovare un modo per rispondere no alla domanda che la sta tormentando. Morgan ha scelto da tempo una strada più difficile e su quella intende continuare a camminare pur rendendosi conto che quel cammino può essere percorso solo se lo si sceglie volontariamente e non perché qualcuno te lo sta indicando come quello giusto. Carol vorrebbe avviarcisi e Morgan la aiuterà. Rick non è pronto e fino ad allora i due non potranno che restare divisi.

The Walking Dead S06E15Paradossalmente alla stessa scelta di solitudine sembra essere arrivato proprio il personaggio più distante dal pacifista Morgan. Come quest’ultimo, infatti, anche Daryl lascia tutti per ottenere la sua personale catarsi che ha il volto molto meno tranquillizzante di una vendetta irrinunciabile. Il senso di colpa indubbiamente eccessivo per la morte di Denise ad opera di quel Dwight che Daryl aveva lasciato andare, lo spinge a rinnegare quella serenità domestica che Rick sta costruendo ad Alexandria. Non ci sono progetti da compiere, strategie da elaborare, piani da rispettare. C’è solo il qui ed ora; c’è solo l’istinto della reazione; c’è solo il male come moneta con cui ricompensare chi te ne ha fatto altrettanto. Una furia cieca a cui Daryl si aggrappa per definire sé stesso. Ma che porta lui e i suoi presunti salvatori Glenn, Michonne e Rosita ad essere banalmente catturati. E a quello sparo che insanguina lo schermo. Di chi è quel sangue? Di un Daryl ferito si potrebbe pensare (anche guardando al rallentatore i minuti finali). Di certo non di un Daryl morto perché ormai sappiamo che i personaggi principali non muoiono mai off screen.

Il pre season – finale di The Walking Dead continua ad essere ben lontano dalla perfezione, perché troppe scelte dei personaggi avvengono improvvise e troppi nonsense saltano agli occhi (la mitraglietta nascosta nella manica, la discutibile scelta di difendersi da un possibile attacco lasciando che tutti i migliori se ne vadano in giro a fare altro, la risibile scelta di Maggie di tagliarsi i capelli per non avere impacci, la vendetta dei Saviors che arriva a rate con solo quattro gatti diretti ad Alexandria). Qualche spunto di riflessione riesce comunque ancora ad offrirlo. Basta sicuramente per la sufficienza, ma per i voti alti a cui in passato eravamo abituati serve molto di più. Qualcuno ha detto Negan?

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6.15 - East
  • Il ragazzo ha le capacità ma non si impegna
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