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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 6.13 – The Same Boat

The Walking Dead
The Walking Dead

A tre episodi dal finale di stagione, The Walking Dead ci regala un episodio tutto al femminile. Un episodio che alla resa dei conti appare acuto e per nulla banale nell’esplorazione della posizione della donna e della femminilità in questa società apocalittica.
Maggie e Carol sono ostaggio del piccolo gruppo rimasto superstite al violento attacco, visto nello scorso episodio, e condotte in una safe house ( per modo di dire, visto che è invasa da Walkers), dove le tre donne che le tengono prigioniere decidono come organizzarsi.
Accettare lo scambio proposto da Rick rischiando di essere nuovamente attaccati, poiché i nostri sono in superiorità numerica?
Nel lasso di tempo in cui Maggie e Carol sono ostaggio delle nostre tre “antagoniste”, le cinque donne si confrontano portando alla luce qualcosa che già sapevamo: ormai non ci sono più buoni e cattivi e siamo tutti nella stessa barca. In questo frangente, ad esempio le cattive sembrano essere proprio Carol e Maggie, soprattutto quest’ultima che non batte ciglio e alla fine dell’episodio uccide le tre donne e dà fuoco al gruppo di  supporto appena arrivato.
Nessuno è buono, tutti sono stati radicalmente cambiati nel proprio concetto di umanità, ma l’essere donna è qualcosa che le accomuna, che le rende uniche e diverse.
Il confronto più interessante è senza dubbio quello che si genera tra Carol e Paula, due donne molto simili in momenti del loro percorso di vita diversi. I discorsi di Morgan hanno toccato Carol che inizia a vedere chiaramente cosa è diventata. Carol sta crollando psicologicamente: è così che la donna forte e risoluta che in passato non ha esitato, ora appare una debole, tanto che le tre si chiedono come abbia fatto a sopravvivere fino a quel momento.
Anche la storia di Michelle appare speculare a quella di Maggie. Michelle ha perso il suo compagno nel massacro perpetuato da Daryl con il lancia fiamme.  La gravidanza di Maggie pare all’inizio giudicata aspramente, ma poi sembra diventare un motivo di rispetto e allo stesso tempo d’invidia di Michelle.
Nell’angusta cantina le cinque donne si passano la parola, raccontando il loro passato, il presente, le loro perdite. La messa in scena convince proprio per l’ispirazione quasi teatrale. Anche i dialoghi, generalmente il punto debole di The Walking Dead, appaiono invece ben scritti e organici con l’idea di base della sceneggiatura di questo episodio.

The Same Boat è utile anche per capire un’altra cosa importante: il villan di questa stagione e della prossima sarà totalmente diverso da quelli conosciuti fino ad ora, perché non è necessariamente un individuo in cui si concentra la leadership bensì è un’idea. Tutti sono Negan.
Negan appare quindi qualcosa al di sopra degli uomini, dell’idea di civiltà e di regole. Quasi un culto.

The Walking Dead

Come dicevo all’inizio un episodio al femminile, dove questa scelta viene chiaramente sottolineata, ci fa comprendere come le serie tv e la cinematografia siano ancora prettamente maschili. Non ci saremmo certo meravigliati, e non lo avremmo sottolineato, qualora tale episodio fosse stato incentrato su 5 uomini. Quindi da questo punto di vista bisogna fare ancora molto, The Walking Dead però ci prova a mettere le donne al centro e a non farle parlare di uomini ma di loro stesse, superando il famoso (quanto criticato) test di Bechdel. Queste donne non sono per forza forti e mascoline, non scimmiottano gli uomini, ma sono donne incinte, fiere di esserlo, sono donne che hanno persa la loro umanità e sono costrette a fare quello che è necessario per sopravvivere.

Un episodio diverso che io ho apprezzato molto, che dimostra ancora una volta che quando The Walking Dead si concentra su pochi personaggi il risultato è in linea di massima positivo e poco caotico, come invece sono apparsi episodi più corali.

Maura Pistello

Fondatore/ Admin Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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1 commento

  1. Maura guarda per me hai fatto centro! Ho pensato le stesse cose, infatti non vedevo l’ora uscisse la recensione perché dentro di me dicevo: “io se dovessi dare un aggettivo a questo episodio sarebbe Donna” e infatti…cambia la lingua ma il concetto è lo stesso.
    Questo episodio mi è piaciuto molto, è stato intenso ma non esagerato e per niente fuori di testa e pococ credibile. Mi è piaciuto l’elemento splatter inserito in maniera misurata e la riflessione sul diverso modo di reagire al male. Molto intense le scene tra le protagoniste forse proprio perché giuste per delle donne. Devo dire che anche il personaggio di Carol ne esce bene, è una mamma dall’inizio ma ad oggi è una madre in stile Rambo e con una coscienza…cosa che Rick non ha più.
    Quindi per me strapromosso questa settimana a dimostrazione nuovamente che TWD può essere una serie di tutto rispetto, capace di trattare argomenti nella maniera giusta e più seria possibile.

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