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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 6.06 – Always Accountable

“Pensiamo sempre che ci sarà ancora tempo. Poi però il tempo finisce”- Edwin Jenner

Così nel sesto episodio della prima stagione il dottore del Centro Controllo Malattie si rivolgeva al gruppo di Rick da poco formatosi fuori Atlanta e che ancora doveva precorrere la strada di disperazione e brutalità che lo ha condotto fino a qui ad Alexandria.The-Walking-Dead-Abraham-and-Sasha Questa frase e in particolare questo momento, mi è tornato in mente guardando l’episodio settimanale di TWD, e non solo per la nostalgia dei temi della prima stagione o per la metamorfosi di Daryl ma perché io credo che gli autori dello show non abbiano ben inteso queste poche righe da loro scritte tempo fa.

Pensiamo che ci sia ancora tempo, magari per scusarsi, per fare la cosa giusta, per seguire l’istinto per provare ad essere felici, o per scrivere una serie decente…poi però il tempo finisce. Io mi sento di dire che il tempo di The Walking Dead sia finito, perché nonostante gli ascolti, alcuni ottimi attori, l’ambientazione apocalittica e l’originale idea da cui è tratta è difficile trovare in questi episodi e nella loro struttura un livello alto come quello che giustifica il rinnovo annuale.

Ma ripetere i difetti della serie per l’ennesima volta e lamentarsi o scagliare cattiverie è divenuto troppo facile e “di moda” e sicuramente poco produttivo. In molti commenti sotto le passate recensioni ho letto la frase “se non vi piace non guardatelo”, io credo che sia giusto invece essere una voce fuori dal coro perché una serie che è una delle più guardate al mondo, che costa così tanto ed è un fenomeno mondiale, meriti di essere criticata e analizzata minuziosamente. Ciò che preferisco fare quindi, è un’analisi accurata e puntuale dell’episodio per evidenziarne i lati positivi e negativi in maniera tale che voi lettori siate poi liberi di ritenervi concordi con i creatori dello show o con me che ne ho decretato il decesso.

Screen-Shot-2015-11-16-at-8.36.57-AM-590x344Always Accountable si divide in due filoni, il primo vede come protagonista Daryl Dixon che dopo aver perso i suoi compagni in un’imboscata, incontra tra le ceneri di un bosco dato alle fiamme tre ragazzi di cui una malata di diabete. Come già successo in TWD gli autori introducono dei personaggi che inizialmente sembrano alla disperata ricerca di aiuto e che risultano alla fine essere egoisti e interessati a perseguire il proprio interesse, in questo caso Daryl si dimostra fin troppo buono e dal cuore tenero e a tratti anche distratto. Viene legato con un coltello infilato nella cintura dei pantaloni e non si libera, non si ricorda del medesimo coltello quando deve uccidere uno zombie che lo sta per assalire e la balestra resta incastrata nella borsa, fa avvicinare una delle ragazze ai due zombie intrappolati nel vetro, insomma è vero che Dixon non è mai stato la mente del gruppo ma di sicuro è quello che sa sopravvivere meglio “alla randagia” quindi la sua totale arrendevolezza di questo episodio non mi è ben chiara. I ragazzi che Daryl incontra sono presumibilmente facenti parte dei Sopravvissuti (o Survivors) al cui capo c’è forse il miglior cattivo del fumetto ossia Negan, annunciato nel cast la settimana scorsa e che dovrebbe comparire nella seconda metà di stagione.

Il secondo filone narrativo riguarda il divertente siparietto tra Abraham e Sasha due personaggi in realtà esterni per buonathe-walking-dead-6x06-recap parte della precedente stagione ma che condividono un desiderio di morte e autolesionismo che li porta ad essere attratti l’uno dall’altro. Inspiegabilmente entrambi devono avere delle responsabilità per sentirsi vivi e utili e ad entrambi la vita ad Alexandria andava troppo stretta, per questo ammettono di aver intrapreso il viaggio alla guida dell’orda per rendersi utili e sfidare contemporaneamente il caso. Il confronto tra i due arriva all’interno di una agenzia di assicurazioni mentre uno zombie si lamenta intrappolato dentro un ufficio a vetri e noi con lui a causa della noia mortale e della banalità del dialogo tra i due. Il personaggio di Abraham ritrova pace ancora una volta dal confronto con il mondo militare come era successo con la finta missione di Eugene, gli basta un cubano e una divisa per ritrovare se stesso e la voglia di ricominciare.

Entrambi i filoni si ricongiungono nel finale in cui i tre tornano verso Alexandria mentre una voce alla radio (io direi quella di Glenn) chiede aiuto.

Schermata-2015-11-16-alle-22.38.55Episodio quindi più movimentato dello scorso e con un tentativo di riflessione umana maggiore ma che si perde nei soliti schemi triti e ritriti e sfocia nella banalità più mortale. Nonostante infatti l’introduzione in tralice della trama che seguirà il gorgo infernale di Alexandria e l’alta presenza di zombie particolari (applausi per la coppia fusa dal metallo della lamiera) l’episodio non supera la prova sbadiglio.

Sembra che The Walking Dead voglia seguire il destino insito nel proprio nome, raccontando di una transumanza perenne di uomini e donne che inanellano azioni stupide, banali e ripetitive senza imparare niente dalle stesse. Per questo credo forse, noi pubblico dovremmo iniziare a pensare di ritornare alla carta e lasciare che la serie cada da sola come lo zombie soldato di Abraham.

Good Luck!

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6.06 - Always Accountable
  • Transumanza
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