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The Walking Dead: Recensione dell’episodio – 6.04 Here’s Not Here

Dopo l’episodio 6.03 – Thank You il pubblico di The Walking Dead si è sostanzialmente diviso a metà; qualcuno ha pianto la morte di Glenn, mentre un’altra fetta degli spettatori ha dato per scontato che Glenn, invece, fosse vivo e vegeto, scampato chissà come dal massacro dei walkers. Gli sceneggiatori hanno deciso quindi, com’è prassi ormai per questa serie, di schiacciare il piede sul freno e tenere ancora in sospeso qualsiasi tipo di risposta: Glenn è vivo? Rick perderà la mano? Per ora non lo sappiamo.
The Walking DeadHere’s Not Here risponde invece a un’altra domanda che c’eravamo fatti qualche episodio fa: che cosa è successo a Morgan?
L’intermezzo per tenerci in sospeso è dedicato proprio a questo enigmatico personaggio; gli sceneggiatori decidono così di raccontarci il cammino di Morgan e anche questo episodio, sono certa, dividerà nuovamente gli spettatori di questa serie, perché bisogna ammetterlo, nei primi dieci minuti si fa fatica ad accettare questa pausa che racconta avvenimenti così slegati ed emotivamente lontani dalla storyline principale. Soprattutto se pensiamo agli eventi importanti accaduti nell’episodio precedente.

Man mano, però, la storia di Morgan cattura per la sua intensità e drammaticità. A rimettere in sesto Morgan e a donargli una speranza è Eastman, un ex- psichiatra forense, interpretato qui da un molto convincente John Carroll Lynch che cerca di rieducare Morgan alla vita, alla misericordia e in generale alla pace.
The Walking DeadUn messaggio che stride con il mondo apocalittico in cui la società si trova ma Eastman è convincente; l’essere umano è molto di più di quello che sta diventando, l’involuzione della specie non porterà a nulla di buono. E’ un codice di comportamento che ha fatto sì che lo stesso Eastman superasse la morte violenta della moglie e della figlia e la vendetta consumata con lenta premeditazione.

Questo non significa che sia il codice giusto ma è quello che può funzionare per qualcuno; la scena finale ambientata ad Alexandria ci mostra proprio questo; non tutti vogliono scegliere la via pacifica, non tutti ritengono che sia la giusta strada per vivere in quel mondo; l’essere umano si adatta all’ambiente in modo diverso assecondando le proprie peculiarità caratteriali.
Quest’incontro fa sì che Morgan, però, trovi un briciolo di speranza e raccolga il testimone di Eastman; Morgan si fa così portatore di un messaggio considerato lontano dalle persone di quella società ed è proprio per questo che rappresenta una sfida talmente difficile da diventare la sua linfa vitale.

The Walking Dead“Non dobbiamo uccidere per forza”, sostiene Morgan e la maggior parte delle persone risponderà come Carol: “certo che dobbiamo!”
Ma basterà anche uno solo che riesca a seguire il suo stesso cammino di rinascita, che secondo Eastman, la società avrà una speranza.
Un episodio interessante ma sfortunato, perché inserito lì in una posizione temporale scomoda; tra un potenziale morto del cast regolare e una mano a rischio del protagonista, ma che nonostante questo riesce a commuovere grazie anche alle prove attoriali degli unici due attori presenti nell’episodio: John Carroll Lynch e Lennie James che si sono ben amalgamati tanto da riuscire in un’ora scarsa a smuovere emotivamente lo spettatore a convincerlo che dopotutto, anche se la parentesi di un episodio Morgan centrico era fastidiosa a questo punto della narrazione, c’era comunque qualcosa d’interessante da vedere.

Nota: Bisogna segnalare che nell’opening  di questo episodio non compare  Steven Yeun nei credits.Glenn quindi è morto-morto? Oppure AMC si sta divertendo a farci preoccupare?

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Maura Pistello

Fondatore/ Admin Giornalista pubblicista Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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3 Commenti

  1. bela puntata, un po’ da divisorio con la tensione delle prime 3. Unica pecca negativa di questo inizio di The Walking Dead sono a parer mio gli effetti utilizzati per la ripresa: nella prima puntata siamo caduti nel bianco e nero per raccontare il passato e ora per enfatizzare i momenti di ira e di smania di Morgan si usa questo effetto sfumato con il focus sul personaggio. Ok che lo show può prendersi un po’ di libertà visto il crescente numero di spettatori, ma al posto di riesumare questi effetti anni 80 potrebbe spingersi su qualcosa di più innovativo no?

  2. Non capisco come si faccia a dubitare sulla morte di Glen … John Snow potrebbe essere ancora vivo ma quello che resta di Glen e’ nella pancia della mandria adesso.

  3. Sono d’accordissimo, tecnicamente non ci siamo proprio. Quest’effetto sfumato ai bordi era ai limiti del ridicolo, così come il b/n della première!
    Comunque, per essere una puntata introspettiva di TWD (che di solito sono da frustate nei gioielli di famiglia) mi è stranamente piaciuta, forse grazie a uno dei personaggi più interessanti mai presentati dalla serie e dalla mancanza di dialoghi inutili. Bella!

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