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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 5.15 – Try

Non so voi, ma io, alla fine di questo episodio che in alcuni momenti si è perso in storyline fini a se stesse, per poi tornare presente alla trama interessante soprattutto nel finale, dopo i classici ultimi cinque secondi di colpo di scena, ho avuto una gran voglia di tirare un pugno in faccia a Michonne. Ric forse s’è fatto guidare un po’ dall’ormone imbizzarrito, ma di fondo ha ragione, perché un posto del genere, gestito in quel modo non può durare una settimana (insomma, è gente che non fa nemmeno la guardia ai muri!), lui lo sa, Carol lo sa, Glenn lo sa e lo sa pure Michonne, per cui mettere al tappeto uno della tua fazione in quel modo mi rasenta l’assurdo, oltre che il fastidioso, ergo, è un buon colpo di scena.

the walking dead 515bGli abitanti di Alexandria però potrebbero ribadire, e sicuramente molti spettatori sono stati convinti dello stesso, che loro sono sopravvissuti anche senza Rick e la sua “banda” per molto tempo, ma sta proprio qui la “debolezza” di questa storyline, secondo me. Questa sopravvivenza per lunghissimo tempo in mezzo all’apocalisse di questi quattro codardi, menefreghisti, civilizzati è impossibile e inconcepibile. Non ha nessun senso che la loro comunità sia sopravvissuta e lo è sostanzialmente solo perché gli sceneggiatori hanno deciso così. Nella coerenza narrativa di The Walking Dead una comunità simile dovrebbe durare una settimana, per cui tutto il contrasto “si può vivere civilizzati come eravamo prima versus bisogna adattarsi al nuovo mondo” è terribilmente forzata, basata sul contrasto di due gruppi sopravvissuti ma uno nel continuum narrativo di The Walking Dead e l’altro probabilmente nel mondo delle fate.

Gli autori, oltre a forzarci la mano su un contrasto palesemente irreale ma che loro presentano come plausibile, ci stimolano al dubbio perché fanno scattare la faida tra le due fazioni per una storia di giusta difesa di una donna picchiata, the walking dead 515ema vendutaci come portata avanti da un Ric che lo fa solo perché la donna in questione gli interessa (“lo faresti per chiunque?” “no”), mentre se avessero presentato il contrasto per quel codardo che ha provocato la morte di Noah e di altri prima di lui, non avremmo avuto remore nel prendere la parte di Rick e soci.

Insomma, un po’ furba questa messa in scena che vuole presentare uno “scontro di civiltà” ma lo fa calcando la mano in modo un po’ piacione per non farci sbilanciare troppo da una parte. Certo, la trama di Alexandria è interessante, ne sono pienamente convinto, e si sta facendo un ottimo lavoro in generale, preparando il terreno per quello che verrà, ma alcune cose mi lasciano un po’ infastidito.

Prima del finale però c’è stato anche un episodio, anche se devo dire che si è limitato principalmente a fare il suo compitino, a dedicare un po’ di tempo ad alcuni membri del gruppo, per approfondire un po’ come stanno vivendo, adattandosi o non adattandosi ad Alexandria, ma lo fa in modo slegato dalla narrazione generale, con sidestory solamente accennate e che non hanno grande pathos.

the walking dead 515dCarl si avventura nel bosco con la ragazzina e assistiamo ai primi timidi approcci l’uno nei confronti dell’altra, tra un po’ di zombie erranti ma che son lì solo di sfondo. Nemmeno quando si infilano nel cavo dell’albero, con lui un po’ imbarazzato, e una mandria di zombie che passa davanti a loro, si sente il minimo brivido di preoccupazione. Una frase della ragazzina però è degna di nota: “this is their world”.

E mentre Carol viene trasformata da badass a Masterchef, anche il tempo dedicato a Sasha risulta un po’ vuoto. Sicuramente è scossa da tutte le morti pesanti che le sono capitate nei suoi affetti principali e non è nemmeno tanto contenta di avergliela tirata a Noah, ma il suo isolarsi e andare a caccia di zombie per sfogarsi sembra troppo un tiro al piattello a cui pure Michonne partecipa presa dall’adrenalina di “ma quanto cazzo mi divertivo di più con in mano una katana”. Fondamentalmente nemmeno qui c’è tensione o particolare coinvolgimento emotivo. Come per Carl il tutto sembra solamente descrittivo.

the walking dead 515cMolto diverso invece il viaggio di Daryl con Aaron, non tanto per aver creato tensione (non lo fa), ma quanto perché continua a scoprire sempre nuovi indizi sugli zombie marcati con la W di wolves. Gli stessi zombie col marchio in fronte arrivano a fine episodio anche alle mura di Alexandria, il che ci fa capire che chi impone quelle W (Negan?) è sempre più vicino, così come chi insegue quelle lettere (come ricorderete Morgan le inseguiva quando le trovava incise negli alberi).

Tutto sommato, quindi, un episodio che in buona parte è di attesa e preparazione, con la classica accelerazione condita dal colpo di scena finale che fa portare a casa a The Walking Dead il compitino fatto bene e lancia una, molto probabilmente, intensa puntata finale di un ora e mezza.

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