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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 5.07 – Crossed

L’episodio scorso abbiamo assistito ad una di quelle perle che tanto spesso abbiamo visto segnare la storia di The Walking Dead. Perché potrà essere vero che ci piace l’azione ma è altrettanto vero che possiamo perderci altrettanto bene nei silenzi, nei piccoli gesti, in quelle snervanti pause che vanno dalla ricerca di un luogo sicuro a quello successivo, il fiato sospeso proprio come quello dei protagonisti, terrorizzati ma un po’ ansiosi di incontrare il prossimo zombie dietro l’angolo. Se con Carol e Daryl era stato così, lo scorso episodio, in questo assistiamo ad un altro twd_507_4tipico punto di questo telefilm: l’episodio di passaggio o di preparazione. Diciamoci la verità: questa volta non ci sono pause significative o momenti di suspance, quanto piuttosto un continuo susseguirsi di scenette monografiche che, da sole, dicono poco o niente. Nel gruppo centrale la colpa di questo tipo di andatio è determinata fondamentalmente da Rick e dal suo nuovo modo di fare ‘prima spariamo e poi parliamo’, che sembra averlo radicalmente segnato da Terminus in poi. Da una parte ci può stare ma personalmente ho sempre pensato che Rick avesse un’esagerazione quasi genetica verso qualsiasi tipo di situazione, con la tendenza ad amplificare sentimenti perfettamente razionali e trasformarli in missioni suicide ed/o omicide. Quando si discute del modo migliore di recuperare Carol e Beth, ci lascia di stucco il modo impassibile con cui il nostro leader suggerisce di ‘tagliare la gola’ alle guardie che saranno d’intralcio all’ospedale. Il piano di Tyreese, che poi sarà anche messo in atto e appoggiato dalla maggioranza degli altri, non viene neanche preso in considerazione da Rick, che lo trova infatti meno efficace. Che sia in arrivo quel Rick spietato pre-prigione? Non mi piaceva e onestamente un suo ritorno non farebbe bene né al gruppo né alla trama né ai miei poveri nervi tantomeno!

twd_507_3Il premio bad-ass della settimana se lo spartiscono Beth e Daryl, lontani fisicamente ma vicini quanto mai nel modo di fare le cose, liscio ed efficace. Il nostro (secondo) arciere preferito si libera dalla guardia che cerca di strangolarlo staccando la testa ad un non-morto ed usandola come un peso qualsiasi: altro che applauso, penso che meritasse una standing-ovation! Non di meno Beth, che ha la possibilità di salvare Carol grazie ad una Dawn dispensa-chiavi (che un secondo fine l’avrà di certo avuto, benché ancora ci sia poco chiaro quale fosse) e ad un’impresa degna di Eva Kant in cui recupera medicine distraendo le guardie con un diversivo niente male. Malgrado Beth non mi faccia prendere punti al fantagioco da ormai qualche episodio, non posso fare a meno di pensare che se la sta cavando benino in quell’ospedale. E’ una ragazzina che è diventata pian piano una donna forte, che sa quando combattere e quando invece mordersi la lingua ed aspettare nell’ombra, prima di colpire. Ha liberato un amico che ha avvertito Daryl e gli altri del fatto che sia ancora in vita, il che è un fattore fondamentale per ciò che ci aspetta di qui a pochissimo. Sempre che quel genio di Sasha non abbia mandato tutto al diavolo: alzi la mano chi aveva capito che la storiella dello zombie contro il muro fosse una stupidaggine? Penso che anche il vostro cane che non lo segue TWD abbia alzato la zampa, questo perché bisogna avere le mosche nella zucca per non capire che un prigioniero che ti suggerisce di allontanarsi dal resto del gruppo abbia in mente la fuga. Non so dove possa andare un poliziotto con le mani legate in una città piena di zombie ma se, come presumo, twd_507_2finirà in ospedale sano e salvo, per tutti si prospetta un winter finale davvero nero.

Ma se c’è da preoccuparsi di poliziotti in fuga e un Rick a rischio crollo mentale, nonché una Carol non particolarmente in ottima forma, si può stare tranquilli su Glenn and co. Dopo aver scoperto che non c’è nessun progetto a Washington, Rosita è in piena fase ‘disertiamo dai’, dopo una storia strappalacrime raccontata per riempire il silenzio di una pesca altrimenti noiosa. Maggie, da tempo ormai rilegata a moglie e sorella modello (wait, what?), ora viene assegnata a babysitter ad un Eugene ancora svenuto ed un catalettico Abraham. In realtà non fa nulla, a parte sfilare da una parte all’altra del camioncino, ricordandoci tristemente che la sua utilità non è maggiore di quella del pesce pescato dal marito. Certo, ha il suo momento quando tira fuori da pistola ma, parliamoci schiettamente, non ci vuole un genio per farlo: anche Carl ci riesce. Tra l’altro, vorrei twd_507_5far notare quanto inutile si stiano rivelando Michonne e Carl. Non lo dico perché non li trovo personaggi interessanti ma proprio in quanto tali penso che siano sprecati in una chiesa, con un prete pazzo che striscia sotto le fondamenta nemmeno stesse scappando da Azkaban! Capisco il desiderio e la necessità di proteggere una bambina ma questo lo potrebbe fare senza problemi Carl con Tyreese, se non addirittura solo Carl, per quanto mi dispiaccia ammetterlo, e Michonne dovrebbe essere lì fuori a far roteare la propria katana. Dov’è quella forte guerriera della quale ci siamo innamorati? A fare la bambinaia? No signori, non ci siamo per niente.

Un episodio di passaggio, come ho detto all’inizio, che fa sentire il proprio ruolo di episodio preparatorio, regalando momenti emozionanti ma molti più momenti di stallo se non perfino momenti particolarmente inutili. Riponiamo le speranze nel prossimo episodio: riusciranno a salvare Beth e Carol da Dawn e dal malefico ospedale? Mah, ho i miei dubbi ma tengo le dita incrociate!

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