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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 5.04 – Slabtown

They think I’m scrawny, they think I’m weak, they don’t know shit about what I am, about what you are.

Era solo una questione di tempo che ci propinassero un episodio incentrato su un solo personaggio. Ad alcuni piacciono, altri li odiano, fatto sta che ogni tanto succede e noi dobbiamo farcene una ragione.

the_walking_dead-504_01Era troppo tempo che non vedevamo Beth, scomparsa in un’auto con una croce sul parabrezza nella notte dell’incendio. Vi era mancata?

Dal trailer avevamo capito che le cose per lei si sarebbero messe male, ed in effetti la ragazza avrà anche evitato Terminus, ma non è di certo capitata in un posto tranquillo.

Beth si ritrova al Grady Memorial Hospital ad Atlanta, gestito dalle forze dell’ordine con a capo una donna, Dawn. Cure mediche, un dottore amichevole, protezione della polizia, un inserviente carino dispensatore di lecca-lecca (nonché attore di Everybody hates Chris): i presupposti non sono male. Ma dopo poco scopriamo la verità: chiunque ottenga le cure, anche se non richieste, del dott. Edward, un tetto sulla testa e cibo deve pagare il suo debito in lavoro. E fin qui, mi sembra anche un’organizzazione sensata, decisamente migliore di quella di Terminus. Il problema è che per pagare il debito che si ha nei confronti dei poliziotti che ti proteggono e per “renderli felici“, se sei una ragazzina bionda e carina, il tipo di pagamento diventa subito ovvio.

the_walking_dead-504-02Così mentre l’inquietante Gorman si approfitta delle ragazze, Dawn distoglie lo sguardo per “il bene superiore”, per fare in modo che tutti sopravvivano, rendendo così quel luogo una quasi prigione, un luogo di schiavitù da cui non è possibile scappare se non dopo aver ripagato il debito, ma chi decide quando tale debito si estingue?

Dopo Woodbury e Terminus, scopriamo l’ennesima comunità che è tutt’altro che comunità. È come se l’unico uomo in grado di guidare un gruppo di sopravvissuti senza farli diventare pazzi o schiavizzarli o terrorizzarli sia Rick Grimes. E non vedo l’ora che giunga il momento in cui Rick si ritroverà a guidare un gruppo più allargato, ma questa è un’altra storia.

Persino la figura apparentemente positiva del dott. Edwards, l’uomo fortunato col Caravaggio in ufficio, si rivela manipolatrice e meschina. Arriva al punto di uccidere una persona, che conosce, purché non prenda il suo posto, per non perdere il suo essere indispensabile. E lo fa utilizzando Beth come arma, facendo ricadere la colpa sui ragazzi.

Dawn sembra più vittima di scelte sbagliate che vera e propria villain. Si è lasciata sopraffare dal su potere e, cercando di salvare più persone possibili, è scesa a compromessi, per lei apparentemente indispensabili.

the_walking_dead-504-03In ospedale dimentichiamo la fragile e indifesa Beth, quella che non sopportavamo perché non poteva mettere il piede fuori dalla porta senza necessitare di protezione di tre uomini armati, e scopriamo una ragazza coraggiosa, sicura di sé, in grado di combattere. Le sono davvero servite le lezioni prese da Daryl e sta mettendo in pratica tutti i suoi insegnamenti. Si dimostra fredda e distaccata quando la l’altra ragazza si risveglia come zombie e uccide Gorman, coraggiosa quando uccide tutti quegli zombie con una pistola, permettendo a Noah di scappare, furba quando la vediamo avvicinarsi a Dawn per ucciderla per poi fermarsi quando scopre chi è arrivata in ospedale.

Vedere Carol sulla portantina è stato un sollievo. Avevo già immaginato che non fosse più con Daryl, vista la chiusura della scorsa puntata, e vederla lì ci permettere perlomeno di sapere che 1) è viva 2) ora sono in due.

Così come gli episodi simili a questo, Slabtown non è stato brutto, ma decisamente inferiore, o comunque – concedetemelo – più noioso, rispetto ai precedenti. Ma in The Walking Dead funziona così, perché ogni tanto gli sceneggiatori sentono il bisogno di focalizzarsi su un solo personaggio, di ricordarci che il gruppo può essere separato, che nessuno è al sicuro e al tempo stesso nessun è da solo perché il mondo sembra essere diventato molto piccolo e prima o poi si incontreranno.

A me è piaciuto vedere un lato di Beth che non conoscevamo, vederla così diversa rispetto a quando tentò il suicidio. L’importante è che poi si ritorni agli altri survivors e che si riuniscano presto.

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