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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 5.02 – Strangers

Caro Bob, la tua gamba è proprio buona. Caro Bob, guardalo adesso il lato positivo della vicenda, finalmente acquisti una parvenza di significato all’interno della serie. Caro TWD, per favore, non ricalcare con i cannibali le dinamiche del Governatore, perché per ora lo schema narrativo è lo stesso: si arriva in un posto idilliaco che non è quel che sembra, si “litiga” con chi l’ha creato, che mentalmente non è proprio appostissimo, lo si distrugge, scoppia una guerra senza quartiere. A parte il banchetto di fine giornata, Strangers porta in dote a The Walking Dead un altro personaggio quanto mai iconico, il prete Gabriel, che, con i suoi numerosi segreti difficili da svelare, recita le dinamiche dello straniero del gruppo. Tuttavia, come ci ricordano i singoli sipari fra diverse coppie di personaggi, tutti quanti, in qualche piccolo grande modo, sono uno straniero all’interno del gruppo o l’uno per l’altro.

Lo sono, tanto per cominciare Rick per Carol e viceversa: dopo aver consegnato la bambina nelle amorevole braccia del padre, i due sembra quasi che inizino ad annusarsi, cercare di capire chi si trova dall’altra parte, perché sicuramente non è la stessa persona allontanata dalla prigione e abbandonata nel bosco. Ora esiste una Rambo-Carol capace di abbattere da sola Terminus o in grado di uccidere una bambina di pochi anni. Dall’altra c’è Rick, molto meno pragmatico, da quando non c’è più Hershel, e molto più incline all’uso della forza. E con una violenta sete di “ammazzarli sempre tutti”.
vlcsnap-147908Per questi motivi, sono di fatto due estranei l’uno per l’altra anche Carol e Daryl, con il loro silenzio a non voler raccontare quello che si è commesso, nel vano tentativo di voler dimenticare e di voler ripartire da zero, proprio come se non si conoscessero. Ma è un’opzione percorribile ? Un binario quest’ultimo appena percorso da Tyreese la puntata precedente. Il “gap” di queste due coppie è ben condensato nelle poche parole espresse da Michonne in questa puntata: a mancarle non è la spada (trovata per caso all’inizio dell’oblio e con la quale ha fatto pratica errante dopo errante, non essendo in realtà la spadaccina nata che tutti pensassero che fosse. E quindi ancora segreti fra i personaggi), bensì tutte quelle persone, Hershel e Andrea in testa, che rappresentavano uno stile di vita completamente opposto al vagabondaggio attuale.
Sono stranieri il terzetto militare Abraham-Rosita-Eugene, ospiti all’interno del gruppo fino a quando attraverso un banchetto, uno degli strumenti classici per ovviare alla scarsa conoscenza di qualcuno, le volontà di Abraham iniziano a ricalcare la posizione di Rick.
E’ uno straniero per tutti, di fatto, Eugene, con la sua storia del team di pandemia che, ogni volta che viene raccontata con reticenza, assume sempre di più i termini di una colossale frottola a quale tuttavia il gruppo si aggrappa, unica speranza mai ricevuta da essere umano dall’incontro con il dottor Jenner.
E’ uno straniero Bob, che, come ci rivelano alcune dinamiche all’interno dell’episodio, ha anch’egli qualche scheletro nell’armadio come Gabriel.
E’ una straniera, ospite anch’essa all’interno del gruppo, Tara, che come tale, più o meno forzatamente, torna a ricordarci come in realtà la sua appartenenza fosse all’interno di un’altra cerchia di persone, quella del Governatore, quella di chi, di primo acchito, si era affidata ad un estraneo con l’abbaglio di migliorare la propria condizione di vita. Come tutti, d’altronde, i personaggi in scena. Come per le volontà di Abraham, anche per lei il banchetto rappresenta il superamento di questa situazione, avvenuto attraverso il confronto con un personaggio, Maggie, che, in quanto orfana di padre dopo lo scontro alla prigione, rappresenta la posizione agli antipodi rispetto a Tara. Se Maggie accetta Tara, nessuno nel gruppo può esprimere parere diverso (il loro banchetto sarà quindi poi contrapposto a quello dei cannibali).
Metafora rappresentativa di tutta questa situazione dipinta da Strangers risulta quindi essere la fede stessa di Gabriel. Il prete, chevlcsnap-149479 di fronte alla visione di una ragazza a lui vicina, quando era in vita, trasformata ora in zombie, nell’estraneo per antonomasia, perde completamente la ragione, vittima di una gigantesca crisi di panico, vede la propria fede rappresentata attraverso una serie di disegni, ossessivi, della vita di Mosè, il predicatore estraneo per antonomasia, con due identità completamente non conciliabili all’interno della propria storia, prima egiziano, poi ebreo, diffidente nei confronti anche dello stesso Dio, dal quale, per questo, verrà punito. Dato il suo passato, solo attraverso la fede Mosè riesce ad essere accolto dal “suo” popolo, così come solo attraverso la fede, scrive Paolo ai Galati, è possibile il raggiungimento della salvezza. Ed è un atto di fede e di fiducia profonda quella che Eugene chiede all’intero gruppo per essere scortato fino a Washington.
La diffidenza che si dovrebbe avere di fronte ad uno straniero, verso Eugene, la diffidenza messa in campo da Mosè, che non si ferma nemmeno davanti alla divinità, la diffidenza che non si può non provare nei confronti di Gabriel, un prete che non riesce a mettere d’accordo vlcsnap-138452il proprio aspetto fisico e la propria indole, è ben rappresentata dallo scambio di battute fra Rick e Carl: non abbassare mai la guardia, si raccomanda Rick, perché, persino con un uomo di Chiesa, non sarai mai al sicuro, soprattutto all’interno di un gruppo che può contare la presenza di numerosi “strangers” anche in ruoli chiave nelle dinamiche dell’intera comunità. La risposta di Carl al padre ricalca quanto mai il concetto di fede piuttosto che quello di conoscenza/consapevolezza. Essere sicuri di essere forti abbastanza da poter resistere a qualsiasi realtà il destino ti metta di fronte, considerando che una di queste realtà potrebbe essere anche peggiore di Terminus; più che un discorso utopistico, sembra proprio un discorso fondato su principi dogmatici come una religione. E di dogmi sembra essere nutrito il gruppo di cannibali capitanato Gareth, che a Terminus aveva edificato una sorta di santuario pagano (in contrapposizione alla Chiesa di questa puntata), dove benedire il proprio radicale cambiamento e abbandono dello stile di vita passato, trasformandosi da preda a cacciatore, da dottor Jekyll a Mister Hyde; due stranieri all’interno di un unico corpo.

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