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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 4.12 – Still

Seguire una qualsiasi serie tv assomiglia, in un certo senso, ad un atto di fede. Dopo i primi episodi che servono a convincerti che valga la pena seguirla, inevitabile arriva il momento in cui accetti fideisticamente che gli autori saranno ancora capaci di imbrigliarti nella tela di ragno tessuta dal succedersi degli episodi. Alle volte, come una divinità esigente, una serie mette alla prova la tua fede proponendoti un episodio che non ti aspetti. Come andare a un concerto e ritrovarsi ad ascoltare una sinfonia insolita in cui mancano gli accordi cui sei abituato, mentre note poco sfruttate fino a quel momento ne determinano il ritmo. Ma, se la musica è dello stesso livello perdoni le assenze e ti lasci cullare dalle novità.

bethdarylsnakeAccade questo guardando questo episodio di The Walking Dead, totalmente dedicato alla più improbabile delle coppie che la fuga dalla prigione ha forzatamente messo insieme. Se escludiamo un breve dialogo in 30 Days without accident, quasi mai Daryl e Beth si sono trovati a interagire. Ma l’ecatombe voluta dal Governatore li ha costretti a una quanto mai imprevedibile convivenza nei boschi infestati dai walkers. La scelta di dedicare un intero episodio solo a loro due è quindi insolita quanto coraggiosa.

bethaloneBeth non è una guerriera come Michonne o Carol o Sasha che garantiscono scene in cui la tensione è alta per gli scontri continui con orde di walkers affamati. Non ha neanche la determinazione di Maggie nella sua ricerca di Glenn mossa dall’amore. E tantomeno ha l’ambiguità di Lizzie e Mika in bilico tra la normalità dell’infanzia e la pericolosa deriva verso un mondo dove non si può essere bambini. Beth è sempre stata una figura fragile, tenuta lontano dall’azione, nascosta nell’ombra di Maggie, spalla fedele di Hershel. Eppure, gli autori decidono che sarà lei, in un inatteso scambio di ruoli, a condurre Daryl fuori dalla rassegnazione in cui sembra essere caduto. La scusa della prima bevuta è apparentemente stupida, ma acquisisce il suo pieno significato man mano che gli eventi si susseguono lentamente. Beth sa che il suo mondo non esiste più; che le cose per suo padre non andranno mai come le aveva sognate. Sa anche quanto possa essere stupido pensare a togliersi uno sfizio da collegiale in vacanza quando tutto intorno a lei è di nuovo crollato. Sa che un giorno morirà e accetta con serenità questa ineluttabile verità. Tuttavia, sa anche che, fino a quel momento, non può cedere alla morte. Sta qui la sua insospettabile forza morale, il suo coraggio, la sua fede (degna erede, in ciò, di Hershel). Verrà la morte e avrà gli occhi vuoti di un walker. Ma non adesso. E, finché il momento non è ora, la vita c’è ancora. E va vissuta perché merita di esserlo. Ci si può ubriacare e giocare perché ogni attimo di pace non va sprecato. Ci si può cambiare una canotta lacera con una maglia pulita perché è questo che fanno i vivi e poco importa se si sporcherà subito dopo. Si può ancora avere pietà per un cadavere putrefatto perché era una persona e lo è anche quando è diventato un walker meritevole di una morte liberatoria. Perché la vita c’è ancora e ci sarà anche dopo, quando di lei sarà rimasto solo il ricordo prezioso nei cuori di chi l’ha conosciuta. Ancora come recita il titolo di questa puntata.

darylfireSe Beth emerge come la sorpresa di questo episodio, Still segna anche una svolta per Daryl. Abituati alla sua forza tranquilla che ne aveva fatto l’ancora a cui aggrapparsi in assenza di Rick, la demolizione della prigione ci ha mostrato un Daryl drammaticamente a pezzi. I suoi silenzi non sono più una dimostrazione di sicurezza, ma una dichiarazione di apatia. Andare a caccia non è più il piacere di procurare il cibo per chi fa affidamento su di te, ma una necessità stoicamente sopportata (e spezzare la freccia che ha mancato lo scoiattolo è quasi un rinunciare alla propria vocazione). Sedersi a guardare il fuoco non è il momento per pensare a cosa fare dopo, ma rimandare ogni azione perché ormai inutile e vuota. A questo Daryl tanto fragile non serve bastonare walkers per sfogare la rabbia. A Daryl serve piuttosto accettare il suo passato di violenze e soprusi confessandolo a qualcuno. Piangere per il senso di colpa per aver sottovalutato il Governatore e non aver tentato nulla per salvare Hershel. Riconoscere che deve al gruppo ormai defunto (a quanto lui crede) il suo non essere più un nessuno capace solo di obbedire ciecamente a Merle. Sarà Beth a guidarlo verso una sorta di resurrezione e l’incendio del capanno è il fuoco da cui rinascere.

 bethdarylendStill è un episodio che può non piacere per la sua lentezza, per il suo compiacersi in scene che ripetono quanto già detto, per l’assenza di ogni azione, perché la trama non avanza di nulla, perché è un intermezzo che ci lascia nell’ignoranza di dove siano finiti gli altri. Ma è anche un episodio che ha il coraggio di invertire i ruoli consolidati dicendoci che, paradossalmente, la fragile Beth serve al roccioso Daryl più di quanto sia vero il contrario. Senza il badass dal cuore tenero, Beth potrebbe morire oggi invece che domani, ma avrebbe vissuto fino a quel momento. Senza la delicata figlia del fattore, Daryl sopravvivrebbe, ma la sua non potrebbe chiamarsi vita. È questa la lezione che Still vuole darci. È in questo modo che gli autori vogliono dimostrarci che sanno come sorprenderci. Ancora.

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