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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 4.04 – Indifference

Bisogna affrontare le conseguenze delle azioni proprie e degli altri in questo episodio di The Walking Dead

Questa quarta puntata della quarta stagione di The Walking Dead è un turbinio di emozioni, stati d’animo, sensi di colpa, dubbi morali, reazioni ai vari avvenimenti. Poi certo, come sempre c’è anche una tensione molto alta che si potrebbe tagliare con uno dei coltelli che i personaggi usano per uccidere gli zombie. In più la trama della ricerca dei medicinali per curare gli ammalati rimasti alla prigione va avanti. Insomma, in questo episodio c’è davvero tutto quello che serve per mettere in piedi un’altra puntata fantastica di questa serie tv.

the walking dead_404_bVediamo la prigione solo per i pochi minuti introduttivi ed in particolare vediamo Carol che, attraverso un vetro per non essere infettata, parla con Lizzie. Probabilmente le parole che si scambiano sono il succo e la tematica dell’episodio per quanto riguarda la parte più introspettiva legata a ciò che provano i personaggi: il cambiamento. Quanto si cambia in un contesto del genere? C’è il cambiamento fisico (da essere umano a zombie) e c’è il cambiamento di pensieri, carattere, personalità, ci si adatta in un ambiente ostile per poter sopravvivere. E com’è questo cambiamento? Rende più buoni ed umani o, al contrario, disumanizza gli individui? Credo che questa puntata voglia esplorare ed approfondire questo aspetto, perché in un contesto apocalittico come questo non si può evitare di affrontare dubbi etici di questo tipo. E il titolo “Indifference” ne è la prova. Quindi, a parte, i primi minuti, l’episodio si concentra su due situazioni: il gruppo di Daryl, Michonne, Tyreese e Bob che, dopo la fuga rocambolesca da quell’orda di zombie della settimana scorsa, cercano di giungere all’università per procurarsi le medicine e la coppia Carol – Rick che, non vedendo tornare il primo gruppo, salgono su una macchina e lasciano la prigione in cerca di rifornimenti di qualsiasi tipo. Ognuno di questi personaggi deve confrontarsi con le proprie emozioni, sensazioni, stati d’animo, deve prendere delle decisioni e affrontare le conseguenze delle azioni sue o degli altri.

the walking dead_404_cPartiamo dal gruppo dei quattro in cerca di medicine. Dopo aver molto camminato ed essere riusciti a procurarsi una macchina, giungono all’università dove, non senza pericoli, riescono a prendere le medicine di cui hanno bisogno i malati alla prigione. In questo pellegrinaggio si scopre che anche lì si è diffusa la malattia: alcuni zombie, infatti, presentano le tracce di sanguinamento sul viso. Alla fine riescono a prendere ciò che gli serve e tornano in auto verso la prigione. In tutto questo, però, Tyreese deve combattere la sua rabbia per aver perso Karen e per la malattia di Sasha. La tanta rabbia, però, non lo rende lucido nell’affrontare gli zombie e pare quasi volersi far ammazzare da uno di loro. Michonne cerca di farlo ragionare dicendogli che non è così che deve gestire il suo stato d’animo, ma lui dal canto suo le chiede perché lei insista nel cercare il Governatore se non è più arrabbiata con lui. Lei alla fine dichiara di non saperlo e forse con questo dialogo capisce di dover stare di più con il gruppo e meno da sola (cosa di cui la accusa continuamente Daryl) alla ricerca di una persona di cui hanno completamento perso le tracce. Abbiamo, inoltre, Bob che confessa a Daryl di aver visto morire molti compagni e che per rilassarsi e per provare un sollievo momentaneo da questa vita d’inferno, in ricognizione cerca spesso bottiglie di alcol da bere in solitaria mettendo in pericolo il gruppo. Dice che non l’avrebbe più fatto, però, anche in questa circostanza, anziché medicinali ciò che prende è proprio un alcolico e rischia di morire per questo. Quando Daryl lo scopre va su tutte le furie, però ha una reazione contraria a quella che avrà Rick con Carol: dà al ragazzo la possibilità di tornare alla prigione, ma una volta lì faranno i conti.

the walking dead_404_dCarol e Rick devono invece confrontarsi con il duplice omicidio della donna. Carol dichiara che l’ha fatto solo per la sopravvivenza del gruppo perché era convinta che così avrebbe fermato l’epidemia. Lei è cambiata tantissimo rispetto alla prima stagione e, come dice lei stessa, non pensava che sarebbe stata così forte. Ma è cambiata anche caratterialmente: ora dà l’impressione di essere spietata, meno umana e pronta a tutto pur di sopravvivere. Anche di Sophia parla in modo freddo, come se quella parte non fosse più la sua vita.  Non si pente di ciò che ha fatto e se da un lato mostra momenti di pietà e umanità verso i due ragazzi incontrati nel villaggio in cui fanno rifornimento, dall’altro e all’improvviso sembra non essere minimamente interessata a loro e più che della perdita di vite umane è dispiaciuta perché Rick ha perso il suo orologio. Rick, però, deve affrontare le conseguenze dell’azione di Carol e per non doverla portare davanti alla rabbia di Tyreese, decide che la cosa giusta da fare è una sola: dà a Carol una macchina, delle armi e qualche provvista e la obbliga ad andare per la sua strada. Lei in principio piange, ma poi affronta la cosa nello stesso modo in cui vive la vita di tutti i giorni: sembra avulsa, distaccata e “indifferente” alla situazione. Risulta evidente che Rick aveva già preso questa decisione all’inizio del viaggio, quindi, lui si può dire che, anche non volendo, prende decisioni da leader senza confrontarsi con il resto del gruppo. Sono curiosa di capire quale sarà la reazione degli altri, soprattutto quella di Daryl. E cosa succederà a Carol? Solo continuando a seguire The Walking Dead potremmo scoprirlo!

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