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The Walking Dead: recensione dell’episodio 3.13 – Arrow on the Doorpost

In un mondo distrutto da una pandemia che ha spazzato via la civiltà conosciuta, l’essere umano non si smentisce mai e invece di collaborare per seguire l’interesse comune, cioè sopravvivere e cercare una cura per ripopolare il mondo, decide di lottare. La lotta per difendere il territorio è primordiale, un tetto fa parte dei bisogni primari dell’uomo, così come la salvaguardia del proprio “villaggio”, per questo Rick sceglie la strada della violenza ed è una scelta giustificabile; di contro il governatore  vuole la testa di Michonne o meglio la vuole viva per poterla torturare per bene prima di ucciderla. E’ questa la differenza sostanziale e abissale tra i due leader che si fronteggiano in questo episodio.
La resa dei conti tra il governatore e Rick si apre con una sequenza di scene abbastanza estranianti per lo spettatore, non c’è nessun riferimento cronologico immediato con l’episodio precedente e la telecamera segue Rick, Daryl e Herzel avvicinarsi a un complesso, un vecchio granaio presumibilmente, qui Rick incontra per la prima volta il famigerato per lui, governatore.
The Walking Dead_313-cSiamo al minuto 3 e qualche secondo dell’episodio e per ben 30 minuti la sceneggiatura sceglie di soffermarsi sul confronto, ovviamente  la sequenza è spezzata da altri momenti, forse ben più importanti della messa in scena tra il Governatore e Rick.
Ho trovato in tutta onestà, questi trenta minuti interminabili e fin troppo statici, i dialoghi della serie dopotutto non son così solidi da permettere questo tipo di staticità esasperata e gli attori non possono fare miracoli. Tra i due leader, lo sappiamo, il più ingenuo è proprio Rick, che va all’incontro con una bella mappa per scegliere i confini a tavolino, Il Governare invece vuole la testa di Michonne in cambio li lascerà vivere in pace. Ma tutti sappiamo che il Governatore non lascerà vivere il gruppo di Rick. Lo sanno i due luogotenenti dei leader, Daryl e Martinez che durante una pausa sigaretta si scambiano brevi confidenze che li fanno sentire più vicini come uomini, ma soprattutto lo sanno i due saggi, le coscienze di Rick e il Governatore, incarnati in Milton anche se poi come al solito fa il finto tonto e Hershel che nell’attesa si scambiano informazioni pratiche, per scrivere la storia del genere umano dopo l’apocalisse Zombie.
Parallelamente nella prigione non si perde tempo e l’artiglieria pesante, recuperata da Rick nello scorso episodio, viene preparata per la grande guerra ma Merle, la solita scheggia impazzita, preoccupato per il fratello cerca di convincere  Glenn ad andare contro le indicazioni di Rick, la zuffa tra i due viene prontamente sedata da Maggie e Michonne.
Capitolo a parte: Andrea
The Walking_313-cIo sento che si riscatterà alla fine, anche perché scrivere un personaggio così stupido mi sembra assurdo, credo che avrà il suo momento per fare la differenza, fino ad ora ogni tentativo è fallito. Tra l’altro l’Andrea di questa terza stagione mi pare notevolmente diversa da quella della scorsa, quell’Andrea aveva già un’attrazione per gli psicopatici in effetti – alla fine era l’unica rimasta dalla parte di Shane, anche se Shane era una persona sana in confronto al Governatore- ma non si sarebbe mai fatta fregare così come una donnetta indifesa caduta nella rete del carismatico di turno. Per questo penso che il cammino fatto con il personaggio avrà una direzione di qualche tipo, forse anche drammatica, non è da escludere in The Walking Dead. Sta di fatto che in questo episodio, quando tenta di mediare tra Rick e il Governatore capisce che l’uomo con il quale ha diviso il letto ha ferito la dignità e la femminilità di Maggie, a quanto pare questa è la goccia che fa traboccare il vaso. Non le teste negli acquari, ma è questo nuovo elemento che pone ai suoi occhi finalmente il Governatore per quello che è: un esaltato psicopatico.
The Walking_313-bEd è anche la conclusione definitiva alla quale noi spettatori siamo arrivati sin da subito, con il a faccia a faccia e l’arrivo di entrambi nei rispettivi gruppi. Come dicevamo in apertura, è ben chiara la differenza netta tra Rick, una persona che ha conservato la sua umanità, eroso dai dubbi tra il cedere Michonne o entrare in guerra e il Governatore, che invece non batte ciglio nel riferire a Milton il suo intento di massacrare tutti gli abitanti della prigione, contravvenendo subito al patto. Ci serve a poco, ormai la storia triste su come Philip abbia perso la moglie, il Governatore ha superato una linea immaginaria che divide le persone che sanno cosa è giusto o sbaglio, non ha saputo, come Rick, ricalibrare i valori per vivere in questo nuovo mondo.I nostri sono chiaramente nelle mani di Andrea, speriamo  che per una volta ci sorprenda positivamente.

 

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