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The Walking Dead: recensione dell’episodio 3.10 – Home

All’apparenza sembrava un episodio sostanzialmente tranquillo fino a quando, negli ultimi dieci minuti, la contro-rappresaglia messa in atto dal Governatore ai danni del gruppo si è manifestata in tutta la sua crudeltà. Non è stato un grande colpo di scena, intendiamoci. The Walking Dead 310bLa vendetta era nell’aria, ci si aspettava che il Governatore reagisse all’attacco di Rick e Co. in quel di Woodburry. Fedele al motto “m’avete provocato, mo ve distruggo”, e facendosi beffe di quell’inetta di Andrea, il primo cittadino di Woodburry colpisce il nemico proprio nel momento in cui è più debole, con Rick fuori dal recinto della prigione in preda alle visioni di Lori in abito bianco e Gleen che se ne va con la macchina a verificare se i dintorni siano sicuri.

E’ proprio il personaggio di Glenn quello che compiuto l’evoluzione più significativa in questa terza stagione. Si rende conto che senza un leader il gruppo pian piano si sfalda, ma anche lui non è sufficientemente lucido abbastanza per prendere in mano la situazione e il buon vecchio Hershel glielo fa capire dicendogli che le decisioni che prenderà gli si potrebbero ritorcere contro. Il gruppo ha un tremendo bisogno di Rick, del vecchio Rick. Il Rick di adesso si aggrappa alle visioni di Lori per fuggire dalla realtà e per scrollarsi di dosso ogni responsabilità.The Walking Dead 310d Ha paura di non riuscire più a proteggere il gruppo: troppi componenti sono morti sotto i suoi occhi e si domanda se ha ancora senso continuare. Ma, come dicevamo, ha scelto il momento meno adatto per arrendersi.

Così come Daryl, che ha scelto di riunirsi al fratello Merle e cercare di continuare a sopravvivere insieme. Daryl, insieme a Glenn, è un altro personaggio che nella terza stagione è uscito finalmente allo scoperto per ciò che è realmente: un uomo dall’aspetto rude, schivo, ma che si porta dietro una grande umanità che proprio quel gruppo che ha lasciato è riuscito a trasmettergli. Dopo aver aiutato un gruppo di sopravvissuti circondati da zombie, Daryl si rende conto che col fratello non condivide ormai quasi più niente e che il suo posto è ancora all’interno del gruppo.

Il Governatore in quest’episodio si prende la sua rivincita e gli autori sono stati bravi a renderlo ancora più inquietante, concedendogli due battute di sceneggiatura in tutto l’episodio e lasciandolo poi libero di fare ciò che vuole una volta arrivato alle porte della prigione. Ecco così spiegato il motto di questa seconda parte di stagione: “occhio per occhio”.

The Walking Dead 310cIl conflitto a fuoco tra il Governatore e il gruppo è una delle vette più alte toccate da The Walking Dead in questa stagione: teso, crudo e ben diretto. L’unico a rimetterci la pelle è il povero Axel, rivelatosi uno dei carcerati più umani di quelli sopravvissuti all’interno della prigione. L’attacco alla prigione porterà con ogni probabilità Rick a rientrare nei suoi panni da leader, ora che i fratelli Dixon gli hanno salvato la pelle. Porterà anche la sempre più taciturna Michonne ad ottenere un posto all’interno della prigione visto che con la sua katana è stata di grande aiuto nello scontro a fuoco.

Tirando le fila dell’episodio possiamo ritenerci soddisfatti da quanto visto e dagli scenari molti interessanti che si apriranno da qui a fine stagione. Un buon mix di introspezione e evoluzione dei personaggi e azione ha fatto di questo episodio uno dei più soddisfacenti di quest’ottima terza stagione.

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