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The Walking Dead: Recensione dell’ episodio 5.13 – Forget

Tra speranza e scetticismo

Dimenticare. In un contesto apocalittico come quello che The Walking Dead ci presenta puntata dopo puntata, dimenticare non è un concetto semplice. Ovviamente anche nel nostro quotidiano si vivono situazioni così dolorose che sono impossibili da dimenticare, ma questa parola assume un significato diverso se pensiamo a ciò che i protagonisti di questa serie tv hanno vissuto per molto tempo. Ovviamente gli zombie non sono una realtà, ma The Walking Dead ci ha sempre mostrato approfondimenti psicologici molto realistici anche in situazioni fantascientifiche, quindi credo si debba analizzare il tutto comunque sotto un’ottica autentica.

the walking dead_513_bPerciò immaginiamo cosa si può provare in una situazione del genere. Per tanto tempo ci si è ritrovati a doversi difendere sia dagli zombie sia dagli altri uomini e anche quando pareva di aver trovato una situazione sicura (per quanto lo possa essere in un mondo senza più umanità e civiltà) come lo è stata la prigione, dopo poco tutto è andato in fumo e il gruppo si è ritrovato senza una riparo sicuro e senza la certezza di trovare un altro possibile luogo in cui rifugiarsi. Se poi si prendono in considerazione le varie delusioni incontrate lungo il cammino (come Sanctuary), è ovvio che le speranze sono sempre più ridotte all’osso, come lo è anche la fiducia nel genere umano. Quindi i personaggi hanno fatto il callo a queste dolorose e deludenti situazioni, come lo hanno fatto al doversi difendere dagli zombie e probabilmente anche alla scarica di adrenalina che si prova nell’avere a che fare continuamente con gli zombie. A lungo andare ci si abitua talmente tanto a quest’ultimo aspetto che diventa la normalità, un quotidiano che è difficile lasciare andare anche di fronte alla possibilità che dà Alexandria. Forse anche per provare su se stessi il brivido di una possibile e vicina morte, visto che le persone care scomparse sono davvero tante e forse di “vivere” non si ha più così tanta voglia (Sasha è il personaggio che rappresenta maggiormente questa sensazione).

In generale, quindi, l’aver trovato un luogo che all’apparenza è sicuro ed in cui le persone non tentato di farsi del male a vicenda dà speranza, ma c’è chi riesce ad abbandonarsi a quella speranza e all’idea che stavolta possa andare tutto bene e chi invece non riesce proprio a dimenticare ciò che è stato e ciò che ha vissuto, non riesce a lasciarsi tutto alle spalle e continua a rifiutare l’apparenza, tenta di trovare modalità per potersi difendere, oppure cerca di evadere tornando in quel mondo esterno ad Alexandria, che nonostante sia più crudele rispetto alla nuova cittadina è più famigliare e proprio per questo dà più sicurezza: si sa quellothe walking dead_513_c che potrebbe capitare, al contrario di un luogo al riparo dagli zombie, ma incerto perché sconosciuto.

Di conseguenza ogni personaggio reagisce a modo suo e noi vediamo alcune delle loro reazioni attraverso una festa organizzata da Deanna a casa sua. C’è chi vuole fermamente credere che Alexandria possa davvero essere chiamata casa come ad esempio Maggie e Michonne (che ora anziché usare la spada vera utilizza quella piccola e di plastica che tiene insieme gli stuzzichini della festa e alla fine appende simbolicamente la katana al chiodo nella sua nuova abitazione), chi pare titubante, ma poi sembra cercare di accettare e vedere in modo positivo la nuova sistemazione, come Glenn, Noah, Abraham e Rosita che provano a comportarsi in modo normale alla festa, e chi, invece, la prende in modo più pessimista e negativo. Mi riferisco in particolare a Sasha che crede che quel luogo non sia reale e per questo ha bisogno di tornare spesso nella sua realtà, quella esterna dove, come detto, c’è l’adrenalina ed il pericolo costante della morte. Per lei è assolutamente incredibile il fatto che alla festa la preoccupazione principale sia il cibo, perché lei sa bene quali sono i veri problemi in questo mondo. Poi ci sono Rick, Daryl e Carol che essendo molto scettici o comunque segnati da esperienze negative del passato, mettono in atto un piano per recuperare alcune delle loro armi in modo da potersi difendere nel caso qualcosa vada male con gli abitanti della città. Però in fondo in fondo anche se non vogliono ammetterlo, anche loro sperano di poter avere una vita semplice come in passato ed infatti Daryl si ritira dal piano quando vede la normalità nella costruzione di una moto, mentre Rick bacia Samantha (forse non credeva neanche lui di poter tornare a pensare a queste cose) e riflette su quella A che gli è stata disegnata sulla mano che simboleggia l’appartenenza a quel luogo. Menzione speciale per the walking dead_513_dCarol che cerca di non farsi notare troppo e che per ora mi è sembrata poco speranzosa, soprattutto in quella minaccia fatta al bambino.

Insomma, un buon episodio in cui succede poco, ma che è utile per approfondire maggiormente ciò che i personaggi provano nei confronti della nuova città in cui si trovano ad agire. Non credo però che si possa stare ancora a lungo lontano dall’azione a cui ci ha abituato questa serie. Precipiteranno o no le cose ad Alexandria? Staremo a vedere, ma qualcosa dovrà succedere in vista del finale di stagione che si avvicina sempre più.

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