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The Walking Dead: Recensione degli episodi 4.10 – Inmates e 4.11 – Claimed

Episodi che danno speranza ed introducano nuovi elementi

Dal suo ritorno dopo la lunga pausa The Walking Dead è tornato con puntate introduttive alle nuove situazioni in cui si trovano i personaggi dopo la distruzione ed il dramma della prigione. Il nono episodio della quarta stagione ci ha mostrato come Rick, Carl e Michonne hanno vissuto i primi momenti dopo la fuga per poi ritrovarsi, quindi era ovvio che il decimo ci avrebbe raccontato come se la stanno passando gli altri personaggi divisi nei vari gruppi in cui li ha costretti il rocambolesco fuggi fuggi dalla prigione: Daryl e Beth, Glenn e Tara, Maggie con Sasha e Bob, Tyreese e Carol con le bambine the walking dead_410_a(vedendo loro scopriamo che per fortuna Judith è viva!). Con l’undicesimo episodio credevo che ci avrebbero già cominciato a mostrare le situazioni di tutti i personaggi, invece continuiamo ad assistere alle gesta di pochi gruppi per volta, stavolta mescolati rispetto a ciò che si è visto nei primi due episodi citati (Rick, Carl e Michonne da una parte, Glenn, Tara ed i nuovi interessanti arrivi dall’altra). L’episodio non è più introduttivo al nuovo assetto in cui si trovano i protagonisti, ma parte una narrazione vera e propria in cui la tensione è alta, si scoprono elementi interessanti e i due gruppi si trovano ad affrontare pericoli e prendere decisioni forzate.

Nel decimo episodio vediamo i vari gruppi che si cercano, invano, a vicenda passando dagli stessi luoghi, quindi se all’inizio ci viene mostrato un particolare o un insieme di zombie uccisi, solo piano piano capiamo a come si è arrivati a quel determinato stato delle cose: qualcun altro era stato lì poco prima producendo quegli specifici effetti. Alla fine ciò che importa vedere è come sempre il contesto in cui i personaggi si trovano ad agire e la loro disperata lotta per la sopravvivenza. Ed in particolare mi sembra che il filo conduttore di ciò che accade a tutti loro sia la speranza. Maggie cerca disperatamente Glenn senza però the walking dead_410_briuscire a trovarlo portandosi dietro Sasha e Bob che vorrebbero solo lasciarsi tutto alle spalle e “cambiare direzione”, mentre la ragazza è determinata a ritrovare il suo ragazzo anche se i due amici le dicono che è una missione quasi impossibile. Anche Glenn vuole trovare Maggie: qui si capisce quanto in una ambientazione apocalittica come questa l’amore conta ancora qualcosa e i due ragazzi si aggrappano alla speranza di riabbracciarsi per non cedere alla tristezza e all’orrore del contesto in cui si trovano, per avere la possibilità di essere felici anche in un mondo come questo. Glenn si fa aiutare da Tara per uscire dalla prigione, ma poi i due si imbattono in tre nuovi e curiosi personaggi. Anche Daryl e Beth cercano i loro compagni, ma l’unica cosa che riescono a fare è parlare di speranza, incarnata soprattutto dalla ragazza che crede in una vita normale, per quanto sia possibile. Daryl sembra non averne, anche se poi segue Beth senza battere ciglio, quindi in fondo in fondo anche lui vuole la stessa cosa. L’unico personaggio che si riunisce ad altri è Carol che torna tra noi salvando le tre bambine che Tyreese aveva lasciato sole perché aveva sentito qualcuno urlare. Una volta giunta da Tyreese, l’uomo è felice di vedere la donna e la ringrazia per ciò che ha fatto, ignaro che lei è la responsabile della morte della sua fidanzata. Questo gruppetto si imbatte nell’informazione più importante: se si seguono i binari si potrà arrivare in un luogo protetto dagli zombie, un luogo la cui ricerca dà speranza.

the walking dead_410_cQuesti binari li ritroviamo anche alla fine dell’undicesimo episodio, accompagnati anche da una scritta su un vagone:  RIFUGIO PER TUTTI. COMUNITA’ PER TUTTI. SE CI ARRIVI, SOPRAVVIVI.  Questa puntata è ricca di tensione, soprattutto nella parte che riguarda Rick.
Mentre Michonne e Carl vanno a cercare provviste perché potrebbero fermarsi in quella casa a lungo, Rick, ancora malconcio, sta a riposo. I primi due parlano e si confidano. Tra loro è nato un legame vero di amicizia e rispetto reciproco, ma Carl è triste per la morte di Judith e Michonne per conquistare ancora di più la sua fiducia gli racconta di aver perso un figlio e un marito dimostrando di avere accettato la cosa e di vivere nel qui ed ora e non più nel passato. Ovviamente la sua tristezza è percettibile, ma sta cercando di superare la cosa, salvo poi ricadere nel baratro per un istante quando vede a cosa è stata costretta una famiglia per la paura di dover affrontare il nuovo mondo. Intanto, nella casa in cui si trova Rick la tensione è palpabile perché entra un gruppo di uomini violenti e senza scrupoli. Come spesso è capitato, il pericolo maggiore è rappresentato non dagli zombie, ma dalle persone che, avendo perso la loro umanità, sono capaci di atti orribili. Molto bella la regia che mostr come Rick si sposti da una stanza all’altra senza farsi vedere, girando gli angoli delle stanze un secondo prima di essere visto. Alla fine riesce a scappare e a trovare Carl e Michonne prima che rientrino in casa. Ovviamente non possono più fermarsi lì e sono costretti a rimettersi in cammino e così si imbattono proprio in quella scritta su quel vagone, così anche loro iniziano a seguire i binari. Probabilmente non credono alla cosa, però non hanno nient’altro da fare e nessuna meta prestabilita, quindi perché non provarci?

the walking dead_411_bNel frattempo Glenn e Tara si trovano in viaggio con i nuovi arrivati: un militare e la sua compagna che stanno portando uno scienziato in un luogo importante a Washington perché lui potrebbe essere a conoscenza di come è nato il virus. Glenn però vuole tornare indietro per cercare Maggie, per lui è l’unica cosa che conta. Qui c’è un momento concitato e il camion viene messo fuori uso, così tutti e quattro sono costretti a seguire Glenn nella sua folle missione, nell’attesa di trovare un mezzo che li porti a Washington. All’inizio questi tre sembravano essere “cattivi”, invece  sembra stiano seguendo un bene superiore, l’unica cosa importante: riportare il mondo alla normalità. Credo che tutta questa storia sia solo uno specchietto per le allodole, perché secondo me non ci verrà mai detto come sono nati gli zombie: The Walking Dead è una storia di persone e di relazioni, di sopravvivenza e del tentativo di mantenere la propria umanità anche quando sembra impossibile riuscirci. Ma è comunque bello poter sperare, insieme ai personaggi, in una scoperta che potrebbe portare ad un cambiamento in positivo del mondo.

Insomma, due buoni episodi che fanno il proprio lavoro: uno ci mostra i personaggi che ancora non avevamo visto, mentre l’altro aggiunge nuovi ed interessanti elementi. Sono proprio curiosa di scoprire a cosa porteranno.

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