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The Walking Dead: alcuni motivi per cui i ratings della serie sono calati

Ammettiamolo: The Walking Dead non è più interessante come una volta. Come dite? È una impressione soggettiva? Certo, indubbiamente, ma ci sono anche i dati degli ascolti ad avvalorare questa tesi: il sesto episodio della settima stagione Swear ha fatto registrare il più basso numero di spettatori dai tempi della terza stagione (fonte: Tvline.com).

Se apprezzare o meno quello che ci viene proposto è ad insindacabile giudizio di ciascuno, i dati raccontano di una buona fetta di spettatori che ha abbandonato la serie dopo la premiere della settima stagione. E non si tratta del 10, 12%, ma almeno del 40%. La motivazione principale: un tipo di violenza che non era quella a cui la serie aveva abituato, ma molto più crudele e meschina. Ovviamente qui si sta parlando dell’introduzione di un nuovo personaggio che avrebbe dovuto portare linfa vitale allo show. Il Negan di Jeffrey Dean Morgan è stato certamente questo, ma, a quanto pare, non per tutti.thewalkingdead7x02court

Il fatto poi di aver spezzettato troppo la trama ed aver diviso il cast principale in vari gruppi non ha aiutato. Non c’è stato più un episodio corale, dopo il primo, e non è stata gestita bene la presenza di tutti i personaggi o comunque quelli più apprezzati. Se non vediamo Carol o Morgan da un mese, la prossima volta che li vedremo nel Kingdom di Re Ezekiel ci sentiremo un po’ spaesati. Senza contare che Enid ha avuto, finora, più minuti di Carol. È tutto dire.

C’è stata, insomma, una volontà precisa di aggiungere storie e personaggi di cui non si sentiva il bisogno. L’intero episodio dedicato a Tara, ad esempio, o comunque i tanti personaggi secondari apparsi, introdotti, svaniti. In sette puntate, Negan è stato protagonista si può dire in due, e proprio come diciamo alla fine della nostra recensione di questo settimo episodio, una serie non può campare soltanto di premiere e midseason.

The Walking Dead ci fa capire che puoi essere anche la serie più seguita al mondo, ma che se proponi storie poco interessanti e scritte male, si perde almeno quella fetta di spettatori che amano definirsi “spettatori attivi” e non “passivi”.

Mario Altrui

Web Content Editor per Telefilm Central dal lontano 2014. Scrivo pareri soggettivi richiesti da nessuno sulle mie serie televisive preferite.

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