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Recensioni

The Walking Dead – 3.05 Say the Word

Questa serie tv non finisce mai di stupirci. Non si può evitare di iniziare con questa frase dopo aver visto l’ennesimo episodio favoloso di The Walking Dead che non ci fa mai respirare e tiene sempre altissima la tensione. E’ un telefilm che tratta varie tematiche ed esplora, sempre in modo egregio, i caratteri dei personaggi, le loro reazioni e interazioni conseguenti a ciò che devono affrontare nel loro cammino. Nel corso delle puntate, infatti, sono successi tanti avvenimenti importanti  che danno la possibilità di approfondire maggiormente proprio questo aspetto più emozionale ed ”intimo”. Ovviamente qui  vediamo ciò che accade dopo gli sconvolgimenti della scorsa puntata…

Rick, fino alla fine della scorsa stagione, era la bussola morale del gruppo, colui che si rifiutava di abbassarsi ad un mondo senza più regole e civiltà. Già dall’inizio di questa terza stagione, però, lo abbiamo visto radicalmente cambiato: è piano piano andato verso una perdita di umanità e civiltà ancora più evidente che in altri componenti del gruppo.  Ma la morte di Lori ha fatto emergere ancora di più questo lato del suo carattere. Il grande dolore che prova lo trasforma in un individuo disumano e sente il bisogno di sfogarsi. Quindi, arrabbiatissimo e con espressione sconvolta in viso, come una furia prende un’ ascia ed entra nell’ala della prigione in cui è morta la moglie senza pensare alla sofferenza di Carl  o ai bisogni della bimba appena nata. All’interno comincia ad uccidere tutti gli zombie all’impazzata (la pazzia viene ancor più sottolineata dal suo essere completamente sporco di sangue) e quando Glenn lo va a cercare per provare a calmarlo e riportarlo fuori, lui lo spinge via con violenza e continua la ricerca di Lori. Al posto della moglie, però, trova un altro zombie su cui scaglia tutto ciò che prova. A questo punto viene da chiederci:  che fine ha fatto Lori? E’ stata mangiata dallo zombie ucciso da Rick, oppure Carl non le ha sparato in testa e quindi lei se ne va in giro zombificata e con la pancia squartata? Mi sa che presto potremmo doverci subire questa visione tanto gradevole! Comunque è a questo punto che squilla un telefono nella stanza in cui si trova Rick e lui risponde: chi sarà? Questo è il colpo di scena con cui finisce l’episodio, ma non la recensione, quindi andiamo avanti.

Il resto del gruppo, intanto, si preoccupa della salute della bimba (Daryl e Maggie vanno a cercare del latte in polvere) e di scavare le tombe per i tre compagni appena deceduti con l’aiuto dei due carcerati. Fanno il tutto con un grande senso di perdita e preoccupazione visto che, come sottolinea Carl durante la scelta del nome della bimba, le persone che li hanno lasciati sono veramente tante. Reputo ottimo il personaggio di Daryl che da duro e senz’anima, qual era nella prima stagione, ha avuto un’evoluzione contraria a quella di Rick, diventando una persona razionale e positiva: la cosa si nota quando porta un fiore sulla tomba di Carol e soprattutto quando dà il latte alla bambina con amore e delicatezza. Riguardo alla bimba, una domanda che ci si può porre è se lei (come altri bimbi nati in questo mondo post apocalittico) possa rappresentare una salvezza per l’umanità, ad esempio il suo sangue potrebbe servire per creare una cura.

Tutta questa sofferenza è in netto contrasto (voluto, ricercato e reso molto bene dagli autori) con ciò che accade a Woodbury. Infatti lì gli abitanti stanno preparando una festa e il clima è molto allegro. Andrea non vuole più andare via e, anche se ai nostri occhi la scelta potrebbe sembrare illogica, si può benissimo capire il suo comportamento: ha vissuto in fuga ed in pericolo di vita per molto tempo, ora che ha trovato un luogo all’apparenza sicuro non vuole lasciarlo. Siamo noi a sapere che Woodbury nasconde molti segreti, lei non lo sa e quando le vengono dei dubbi è ormai tardi… Michonne vuole convincerla ad andare via con lei, quindi scopre che alcuni zombie vengono tenuti in una gabbia e che nessuno entra o esce dalla città se non ha il permesso.

Le dice che lì c’è qualcosa di poco chiaro, ma Andrea crede che l’amica sia una visionaria e quando deve scegliere se andare via con lei, decide di restare e ciò che vede poco dopo non è assolutamente confortante: per divertimento viene organizzata una lotta tra due uomini con attorno degli zombie incatenati. A detta del Governatore ciò serve per far capire alla gente che non bisogna aver paura, ma Andrea non è affatto convinta e come lei un nuovo personaggio presentatoci come una specie di scienziato. Sarà un alleato per la ragazza? La cosa più sconvolgente, però, la scopriamo noi spettatori: il Governatore tiene sua figlia zombie ancora “viva” legata ed incappucciata dentro ad uno stanzino in modo che non possa far del male a nessuno ed ogni tanto la tira fuori per trattarla come se fosse ancora umana: la pettina, la bacia e cerca di calmarla quando lei vorrebbe azzannarlo! Questo  è davvero un personaggio ambiguo e deviato. Se prima ci si chiedeva che obiettivi avesse, alla luce di questo fatto uno dei suoi scopi è sicuramente trovare una cura per fare tornare sua figlia normale.

The Walking Dead affronta ogni situazione in modo duro e crudo, con continui colpi di scena e adrenalina altissima. E anche in questo episodio abbiamo avuto un ottimo mix di tutto ciò. Oltre alla tensione, un elemento che ho sempre apprezzato è il modo realistico in cui sanno affrontare le reazioni ed interazioni dei personaggi e ciò è presente anche qui, quindi non posso far altro che essere felice per un’ altra fantastica puntata!

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