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Recensioni

The Walking Dead – 3.04 Killer Within

Chiunque durante la seconda stagione ha mollato The Walking Dead se ne deve pentire. La terza stagione è strepitosa. Azione e ritmo sono misurati in una miscela perfetta, con sbavature praticamente inesistenti a parte le macchie di sangue che ti lasciano gli zombie sullo schermo. Sarò chiaro: io non ho letto il comic di origine per cui non so se la storia segua più o meno fedelmente le pagine inchiostrate. E sinceramente non me ne potrebbe fregare di meno. Il gruppo di sopravvissuti che seguiamo ormai da tempo si è compattato, evoluto. Ha affrontato di tutto e si preparava al meglio.

Avevamo visto delle ombre aggirarsi intorno a loro nelle scorse puntate. Il titolo dell’episodio è The Killer Within, il killer tra noi. E infatti scopriamo di chi si tratta. Uno stupido, pazzo ex carcerato. Che vuole solo “riprendersi” il carcere, cacciando i nostri “eroi”. Per fare questo apre i cancelli (ed evidentemente anche altre porte) e lascia che gli zombie invadano la zona che i nostri avevano reso sicura.

Scatenando l’inferno.

Quasi senza rendercene conto tutto cambia. Così, in un attimo. A rompere il ritmo di una forsennata difesa, una disfatta annunciata da una disperazione leggibile su ogni volto, c’è solo l’arco narrativo di Andrea, Michonne e il Governatore. Questo capo senza scrupoli puzza di viscidume da tutti i pori, il che mi rende le reazioni del personaggio di Andrea decisamente fastidiose. Come può una con la testa sulle spalle come lei restare ammaliata da uno psicopatico come quello? Il casting è stato eccezionale: l’attore è davvero l’incarnazione del disagio. E per questo come spettatore mi sento addosso lo stesso livello di costrizione e mancanza di libertà che prova Michonne. Quando a fine episodio Andrea le dice di aspettare ancora qualche giorno. Altro che… due schiaffoni alla biondina e via che si va. Ma ovviamente così ci perderemmo una trama che ha certamente molto altro da dire e apre a riflessioni, come ha sempre fatto la serie. Qual’è il prezzo che siamo disposti a pagare per la serenità e il vivere tranquillo?

Ma al carcere i nostri sono ormai nella poltiglia sanguinolenta fino al collo. Il gruppo viene subito diviso. Il vecchio Hershel e la figlia Beth si barricano praticamente subito, restando in attesa della sorte degli altri. Il gruppo è diviso in tre. Ma è il caos più totale. Non c’è speranza. Nella folle corsa per la salvezza, T-Dog e Carol sono insieme ma lui viene morso e si sacrifica per salvarle la vita. Non sappiamo se si sia salvata o meno, ma gli altri poi trovano il suo foulard. Forse è morta davvero.

La scena madre arriva però con Lori che è in fuga con Carl e Maggie. Qualcosa non va, ansia, Lori sta per avere il bambino. Si barricano. Il bambino non riesce a uscire. Lei perde troppo sangue. Lori capisce che per salvare il bambino deve farsi fare il cesareo. Con il coltello di Carl. Vuol dire morire, subito. Inizia lo strazio. La madre che saluta il bambino, che gli consegna l’obiettivo morale di non farsi corrompere da quel mondo ormai più che putrefatto. Dolore, parto, il bambino respira. Carl, è lui a mettere un proiettile nel cranio della madre per evitare che ritorni zombie.

Lo strazio non finisce. Rick ritorna da tutti, insieme a Daryl e Oscar, il prigioniero ormai dalla loro parte. Gli occhi di Rick si muovono freneticamente. Dov’è Lori. Dov’è? Quando sbucano Maggie incapace di far uscire una sola sillaba dalle labbra tremanti, con in braccio il bambino appena nato, e Carl, ghiacciato dall’esperienza più terribile che si potesse vivere, la disperazione esplode. In una scena di recitazione stupenda, con una regia meravigliosa nel raccogliere lo strazio del momento senza stare addosso agli attori con la macchina da presa, è impossibile non farsi prendere da un nodo alla gola. In un iperbole incredibile con il figlio bambino impassibile e il padre adulto che piange.

In questo episodio tutto è andato distrutto. La piccola, flebile speranza del gruppo nel luogo trovato è svanita rivelandosi per la trappola che è. Forse in un parallelo metaforico con la cittadina del Governatore. Perché il motto della stagione è combatti i morti e difenditi dai vivi. I vivi che sono stati anche in questo caso la vera causa del sangue scorso a fiumi.

Non smettete di guardare questa serie straordinaria. Non fatelo.

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