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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 2.06 – Secrets

Siamo ormai prossimi al midseason finale e The Walking Dead, da astro nascente che fa sbavare è ormai vicino al concetto di noia mortale. Negli ultimi episodi, nonostante un paio di spunti interessanti, la monotonia l’ha fatta da padrona e questo “Secrets” non è certo da meno.

Si parla di segreti dunque. Sono i segreti che Glenn è costretto a mantenere: la gravidanza di Lori e il fatto che il capo famiglia della fattoria, Hershel, nasconde zombie nel granaio. Che tra l’altro alimentano con galline vive a cui spezzano le zampe per facilitargli la caccia (ottima scena “disturbing” a inizio episodio).

Tutto l’episodio, nonostante un paio di schizzi di sangue e un po’ di gore, è fondamentalmente un drama. Prima c’è il confronto da Lori e Rick sul fatto che il figlio Carl debba o meno imparare a usare la pistola insieme agli altri adulti.

Poi c’è il confronto tra Shane a Andrea. Lei dimostra di avere un istinto per le armi da fuoco e così lui le dà un addestramento speciale, durante il quale si spinge oltre il limite per cercare di spronarla, tirando in ballo Amy. Ovviamente reagisce con un bel vaffanzombie e se ne va. Per fare pace Shane chiede scusa e le chiede di farle da spalla nell’esplorazione di una struttura abitativa dove forse potrebbe essersi nascosta Sophia. Ovviamente non trovano niente di che, oltre a un certo numero di zombie dai quali riescono a fuggire ma non senza che Andrea potesse dimostrare di saper affrontare i walker. Tale è l’eccitazione di tutto questo che al loro ritorno si fermano in macchina e ci danno dentro come solo i conigli sanno fare.

Al loro ritorno Dale annusa la cosa ed è geloso marcio e non si fida di Shane e lo affronta a parole, dicendogli che forse sarebbe il caso di andarsene. Ma Shane ormai è lungo un percorso che effettivamente ci inquieta. Riesce a dire “lui è il mio  migliore amico, è mio fratello” con un tono che sembra quasi minaccioso.

C’è il rapporto tra Glenn, che non riesce a tenere il segreto per neanche dieci minuti di episodio, e Maggie, che va insieme a lui a cercare delle medicine in una farmacia in città e viene attaccata da un walker che probabilmente cercava qualcosa per il mal di testa. Sta di fatto che Glenn gli risolve il problema a suon di accettate. Da questo fatto si rafforza il rapporto tra i due che diventa effettivamente più solido che non la semplice macabra voglia sessuale vista in precedenza.

In tutto questo Lori non è convinta di voler portare avanti la gravidanza e tenta un aborto ingerendo una massiccia dose di pillole contraccettive. Ma poi ci ripensa subito e le vomita tutte. Dopo un po’ Rick lo scopre e i due si confrontano. Lei giustamente fa notare che il mondo in cui vivono non è esattamente rose e fiori e giocattoli della Lego ma Rick non sente ragioni. Vuole dare una possibilità di vita, di felicità del futuro bambino. Pare che Rick più o meno la spunti.

Poi ecco la domanda. Rick: “c’è qualcos’altro che dovrei sapere?”. E lei “Shane e io”.

Grazie al dio della sceneggiatura Rick non è sorpreso e si mostra in qualche modo comprensivo, evitandoci così quella che sarebbe stata un’insopportabile epopea di gelosia stile Otello. Cosa che però non escludo possa avere delle ripercussioni in futuro.

In sostanza: episodio fiacco ma importante da un punto di vista dell’intreccio narrativo. I personaggi vivono quasi tutti dei momenti cruciali in questo episodio. La sensazione è di trovarsi di fronte a un grande “build up”, ossia la costruzione di una piattaforma narrativa per il finale di midseason che speriamo taaanto possa offrirci dell’emozione in più.

Shane è sempre più inquietante, Glenn e Dale cominciano a diventare da puri secondari a personaggi influenti per le scelte del gruppo, Rick pare cercare in ogni modo di mantenere la leadership dovendo convincere tutti di essere in grado di gestire il ruolo, Lori è in paranoia perché non è convinta di voler avere un altro figlio in quel mondo che puzza di cadavere, ma lascia aperto uno spiraglio.

Ma soprattutto, il gruppo riuscirà a restare nella fattoria ed avere così un ambiente “protetto” e “sicuro” in cui vivere a lungo termine? Riusciranno a trovare Sophia, di cui ormai ci siamo anche dimenticati la faccia?

Speriamo ardentemente che queste domande abbiano risposta nel prossimo episodio, “Pretty much dead already”. Forse tutto questa calma piatta serve a prepararci per un finale con il botto. Teniamo le dita incrociate o potremmo non aver voglia di vedere l’ottavo episodio.

Alessandro

Pianoforte a 9 anni, canto a 14, danza a 16 anni. Poi recitazione. Poi la scuola professionale di Regia Cinematografica. Poi l'Accademia di teatro di prosa. Anche grafica, comunicazione, eventi di spettacolo. Ma qui soprattutto un amore sconfinato per le serie tv americane e inglesi, con la loro capacità di essere le vere depositarie moderne della scrittura teatrale antica anglosassone.

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