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Interviste

The Vampire Diaries:Julie Plec parla del triangolo d’amore e di molto altro

Traduzione dell’intervista di  Daniel Fienberg per HitFix

Sono un grande fan di  “Vampire Diaries” della CW da un po’ ormai.”Vampire Diaries” è entrato nella mia Top 10 di fine anno nel 2010 e nel 2011.Ho parlato di “The Vampire Diaries” come la miglior fiction in TV e dicevo davvero.

Nonostante ciò non ho mai intervistato individualmente né Julie Plec né Kevin Williamson, i co-autori dello show. Non che io non abbia avuto domande in cerca di risposta.

Considerate il problema affrontato di seguito.

La storia della liceale Elena Gilbert (Nina Dobrev) e dei due fratelli vampiri (Paul Wesley e Ian Somerhalder) che la amano è iniziata in maniera contorta intricata e continua a esserlo sempre di più nella terza serie che ha introdotto gli ibridi, metà vampiri e metà lupi mannari, ha approfondito il mondo delle streghe e ha presentato una mitologia che attraversa i secoli e il globo.

Sebbene “The Vampire Diaries” ci faccia assaporare le sorprese che molte serie riservano per il finale e ha cadenza settimanale, l’ultima puntata di questa serie in particolare sarà epica o almeno questo è quanto dicono gli attori.

Sono stato al telefono con Julie Plec martedì per parlare di questo finale di maggio in cui si risolverà il triangolo e chiarire se qualcuno è andato a scuola quest’anno.

Abbiamo anche parlato della comparsa di Plec di lunedì (16 aprile) al NAB Show a Las Vegas, dove lei ha parlato della cinematografia distintiva della serie.

Di seguito la conversazione completa.

HitFix: Gli attori parlano tutti di quanto grande, intenso ed ENORME sarà il finale. Quanto sarà grande?

Julie Plec: Bè, ti dico che è stato un grande, intenso ed enorme tentativo di registrare. Penso che probabilmente andrà in onda qualcosa che fa pensare: “Oh, qual è l’evento? Che cos’è questo trambusto?”. No, ma abbiamo un’unità subacquea. C’è un grande trucco che riguarda un’auto e un’unità subacquea mobile. Ci sarà una grande scena di lotta. Ci sarà una grande sequenza horror. Probabilmente ci sarà anche la più bella e considerevole sequenza emozionale dell’intera stagione. Ha certamente ripagato tutti gli attori per i loro sforzi e speriamo – non l’ho visto quindi è presto per dirlo – che non deluda.

 

HitFix: Gli attori hanno detto che è un finale che chiude il cerchio. Pensi che tutti i finale chiudano un cerchio in un certo senso? O pensi che sia un momento particolarmente buono per concludere il viaggio?

Julie Plec: Se ci pensi, sicuramente si vuole che il proprio inizio porti alla fine stabilita. All’inizio della terza serie abbiamo tentato di assicurarci di finire esattamente come volevamo, anche nel poco tempo che avevamo. In questo modo ogni decisione che avessimo preso ci avrebbe portato lì e non stiamo inventando nulla mentre andiamo avanti, anche se, comunque, sarebbe molto facile. Durante i 22 episodi, è veramente facile inventare mentre prosegui il racconto. In questo episodio particolare siamo all’ultimo anno, è ancora l’ultimo anno e il  nostro personaggio umano, Elena, alla fine della scorsa serie ha perso il suo tutore. Ha perso i suoi genitori. E’ una ragazza che ha combattuto con la sua innocenza ed è cresciuta, ha compiuto i suoi 18 anni chiedendosi se i suoi genitori sarebbero stati buoni per lei, se si sono chiesti con chi è e se sarebbero stati orgogliosi di lei a parte il fatto che è finita non con uno, ma con due vampiri.  Mentre lei riflette su quest’anno emotivo terribile e orribile che ha avuto, la riportiamo a un tempo in cui la sua vita era molto più semplice, quando i suoi genitori erano ancora vivi ed era una cheerleader che usciva con il quarterback. Ogni cosa che abbiamo fatto in tutta la serie con il viaggio di Elena è stata per arrivare a questa scelta che lei deve fare tra questi due fratelli.

 

HitFix: Prima della prossima domanda vera e propria… Elena ha fatto i compiti quest’anno?

Julie Plec: In realtà lei ha un QI di 140 e non ha bisogno di studiare.

 

HitFix: Ma almeno ha frequentato le lezioni più o meno regolarmente?

Julie Plec: Sì. E’ andata a lezione. Il suo tutore è un insegnante di storia. Almeno lei ha qualcuno in casa che si occupa di lei. I suoi non-ragazzi attuali sono vampiri che possono soggiogare e far dare buoni voti. Sono sicura che ci sia un piccolo inganno, ma sì, i nostri ragazzi vanno a scuola  e sorprendentemente frequentano in maniera regolare. E’ solo che non li facciamo vedere a scuola molto spesso perché, francamente, non è interessante come le altre vicende nelle quali sono coinvolti.

 

HitFix: Ottimo. Ora torniamo alla domanda vera e propria! Quando affronti un “gran finale”, ovviamente gli spettatori si aspettano di vedere alcuni personaggi vivere e altri morire ecc… Quanto è difficile per voi mettere a rischio la vita di personaggi immortali – paradosso sfortunatamente volontario, penso – se ogni morto può tornare in vita se le circostanze sono favorevoli?

Julie Plec: E’ un punto sul quale discutiamo molto nell’ufficio degli autori. E’ la discussione di base: “sigilla l’altra parte, non parlare mai di fantasmi e non avere mai flashback con vecchi personaggi” perché vuoi che il limite della morte sia molto forte. Però poi c’è qualcosa di molto suggestivo e profondo nel rivisitare un personaggio che ami! Penso che vederli di nuovo sia qualcosa di agrodolce come vedere che non saranno più parte della vita quotidiana dei nostri eroi, ma che sono ancora lì fuori da qualche parte. Di certo ci saranno rischi legati alla fine di questa serie dove ci sono personaggi che potremmo non vedere più quando tutto è detto e fatto. Sarà sempre vero.

 

HitFix: Quando ripensi ai personaggi delle serie passate, quanti di loro definiresti “totalmente off-limits, fatti fuori, che non torneranno mai più, definitivamente morti”?

Julie Plec: Questa è una bella domanda. Penso che non vedremo più gli umani che sono morti. Le nostre regole dell’aldilà sono molto severe per gli esseri soprannaturali. Chi altro? Bè, ci sarà un piccolo climax intorno alla zia Jenna nei prossimi due episodi e, di certo, vedremo Sarah Canning nel finale in un piccolo flashback di quando tutti erano umani e normali. Quindi… sì.

 

HitFix: Penso che la domanda precedente sia stata un modo per chiedere velatamente che cosa succederà a Vicki…

 

Julie Plec: [Ride.] Sai una cosa? Abbiamo messo Vicki nel finale perché amiamo molto Kayla Ewell. E’ un membro della nostra famiglia. Qualche volta, a essere onesti, il dilemma è: teniamo duro, creativamente, e diciamo “quel personaggio non dovrà più apparire” oppure vogliamo davvero che questo meraviglioso membro della nostra famiglia di “Vampire Diaries” potrà ritornare e recitare ogni tanto? Kayla, non penso che vedremo Vicki di nuovo. Le abbiamo rotto la schiena. Ha recitato la sua parte e ha salutato. Matt, le ha detto “addio” e ha chiuso la porta. Quindi non posso dire veramente “mai” e di sicuro non ho intenzione di farlo.

 

HitFix: Vuoi che scriva una fanfiction su questo, vero?

Julie Plec: Sì! Sì! Penso che dovresti farlo assolutamente.

 

HitFix: Hai detto che all’inizio delinei il corso delle vicende e sai già dove andrete a finire. Però in che misura cambiate idea quanto scoprite di voler lavorare con gli attori di supporto o speciali di più di quanto avevate previsto? Sarebbe il caso di Joseph Morgan o Claire Holt. Se vi accorgete che stanno bene nella storia, quanto vi discostate dalle linee guida originarie e lasciate che la storia si costruisca intorno a loro?

Julie Plec: Molto. Abbiamo avuto delle grandi lezioni e anche lezioni molto dure. Non ti dirò chi ci ha dato la lezione più dura, ma ti dirò qual è la lezione più grande. Daniel Gillies è di certo l’esempio migliore.  Il suo è un personaggio che è stato inserito con il semplice intento di raccordare la serie tra il momento in cui Klaus è stato presentato fino al momento in cui effettivamente è stato introdotto.  Non abbiamo mai avuto intenzione che fosse un Originario. Non avevamo intenzione che fosse altro che un servitore di Klaus. Però Daniel ha interpretato Elijah con tanta magnificenza e grazia che si è inserito profondamente nella storia e il voler lasciare Daniel Gillies nella storia come Elijah è stato ciò che ci ha indotti a parlare dell’immortalità degli Originari. Il fatto che non potevano essere uccisi se non dal paletto di quercia Bianca e tutte queste cose non rientravano nella mitologia di Klaus. L’intera famiglia degli Originari è nata per merito di Daniel Gillies che è stato così bravo a fare il suo lavoro.

 

HitFix: Qual era l’idea di Klaus all’inizio?

Julie Plec: Bè, Klaus era un codardo nei libri e ci siamo annoiati leggendo del suo personaggio. Sapevamo che sarebbe arrivato e sarebbe stato questa figura che nessuno aveva mai incontrato né sapeva se esistesse davvero. Avrebbe avuto un’aria da Keyser Soze e avremmo creduto che fosse il più vecchio vampiro vivente, ma, in effetti, sarebbe stato un ibrido. Sarebbe stato destinato a viaggiare da solo. Questo finché non ci siamo innamorati di Elijah. Allora abbiamo avuto l’idea che lui avesse una famiglia e che ogni cosa che lui faceva era, a modo suo, per punire o salvare i membri della sua famiglia.

 

HitFix: In poche parole quest’anno siete riusciti a far credere che gli Originari fossero una famiglia anormale per farci vedere quanto sono normali Damon e Stefan se le cose vanno male abbastanza?

Julie Plec: Sì. E’ un bel contrasto con i Salvatore. Noi pensavamo che avessero dei problemi, ma sono assolutamente normali in confronto.

 

HitFix: OK. Ti chiedo disperatamente di non sfavorire i fan dell’uno o dell’altro, ma quanta eccessiva cautela avete usato con il triangolo amoroso principale? Ed è diventato in tre serie una specie di creatura più delicata di quanto pensavate che fosse o speravate che fosse?

Julie Plec: Sai, è divertente. Penso che la risposta sia “sì e  no”, stranamente. Non posso mentire dicendoti che non siamo profondamente radicati nella cultura dei fan solo per la natura di essere tra i media sociali ed essere fanatici di Twitter e non siamo capaci di uscirne. Quindi sono un’influenza e una passione che ci dirige così aggressivamente che non possiamo ignorarla. Però lo fanno in un modo che rende il nostro lavoro un po’ più difficile perché dobbiamo cercare di sperare le cose: questi sono i nostri istinti creativi? Sono questi gli istinti giusti per questo personaggio? Siamo influenzati senza neanche rendercene conto? Questo ci fa riflettere molto. Ci fa scavare nel personaggio, il che è una buona cosa. Quando prendiamo decisioni che sappiamo saranno impopolari, ci sediamo nella stanza degli autori e ci fissiamo con orrore sapendo che cosa succederà e sapendo che certe cose non andranno avanti molto bene a qualcuno e dobbiamo abbandonare Twitter ed evitare le minacce di morte per un po’.

 

HitFix: Hai parlato di una grande decisione che Elena deve prendere nel finale. Quanto siete agitati pensando a che cosa succederà in alcuni circoli a maggio?

Julie Plec: Credo che dovrei lasciare il paese. [Ride.] No, la scelta che Elena deve prendere e la scelta che lei fa per noi è molto importante che guardiamo a Elena, al personaggio, ai suoi desideri e ai suoi bisogni. Dobbiamo guardare al punto in cui è e al modo in cui prende le decisioni dopo tutto quello che ha passato e al modo in cui esprime queste decisioni agli altri. Il suo modo di agire è onesto, puro e vero. Speriamo che i fan della serie e i fan di Elena come personaggio veramente umano capiranno e rispetteranno la scelta che prenderà, nonostante il fatto che una parte di loro sarà molto felice e una parte molto triste. Elena è a questo punto in questo momento della sua vita ed è qui che l’abbiamo condotta durante tutto l’anno. Quindi vedremo, ma non sarà bello, te lo dico.

 

HitFix: La frase che hai usato un paio di volte, “dove si trova a questo punto della sua vita” implica che tu non vedi dove si trova lei nel finale e che questa non è necessariamente la fine dei giochi, vero?

Julie Plec: No, assolutamente no! Questo è quanto: questa serie può andare avanti per molti altri anni e probabilmente lo farà. “The Vampire Diaries” è il viaggio di una teenager che ricomincia a vivere attraverso il suo amore per un vampiro e scopre altri elementi della vita attraverso l’amore per un altro vampiro, crescendo, diplomandosi e andando avanti. C’è ancora molta strada da fare. I nostri fratelli si trovano in mezzo al suo viaggio. Per noi dire che questa è l’unica scelta che farà è prematuro. Siamo a metà del nostro cammino e spero che alla fine le persone che tifano per l’uno o per l’altro capiscano.  Nello stesso modo in cui abbiamo dovuto convincere Ian Somerhalder che il lato buono di Damon era una parte di un lungo cammino – e  lui si è convinto – vogliamo convincere i fan che questa è solo la metà della storia.

 

HitFix: Torniamo a noi per un attimo: questi ragazzi andranno al college l’anno prossimo?

Julie Plec: No, non il prossimo anno. L’anno prossimo sarà il completamento dell’ultimo anno. Ci piace fare le cose a modo nostro.

 

HitFix: A te piace prolungare le cose ma, come hanno osservato molti di noi, la trama si evolve a un ritmo piuttosto ridicolo. Questo vi preoccupa? O a questo punto siete convinti di poter andare di questo passo per sempre?

Julie Plec: Quando Kevin [Williamson] e io abbiamo iniziato la serie, non abbiamo avuto tempo di pensare a tutte le stagioni per intero. Ci siamo immersi nella serie e abbiamo iniziato. Quando hai sei pause e un trailer – che ammontano a sette pause in 41 minuti – devi per forza agire così perché devi impressionare e sbalordire e sbalordire il pubblico che cambia canale ogni quattro minuti e mezzo. Penso cha sia stato “TV Guide” a dire: “daremo una A a questa serie, se non fosse che non ci sono speranze che continui.” L’abbiamo vista e abbiamo pensato: “Ehm, questa è una sfida”. Ogni anno pensiamo: “Cielo, non ci sono speranze.” E poi iniziamo… Sono appena stata nella sala degli autori per discutere della quarta serie e abbiamo vissuto un momento del genere quando parlavamo e ci siamo resi conto che molti eventi e personaggi emotivi e miti faranno il loro ingresso nella quarta serie. Abbiamo pensato: “questo creerà delle aspettative sulla quinta serie”. All’improvviso c’è l’imbarazzo della scelta. Per una qualsiasi ragione, questo genere e questi personaggi e questo mondo fanno creare sistematicamente più storie. Grazie al cielo!

 

HitFix: A questo punto ci sono sceneggiature delle prime due serie o due serie e mezzo alle quali ripensi e alle quali pensi avresti potuto lavorare di più?

Julie Plec: Devo ripensarci e dissezionarle e non so rispondere. Ironicamente, penso che ci siano cose che possono non essere state gradite. Penso che ci siano storie sulle quali avremmo potuto dare di più rispetto a quanto abbiamo fatto per varie ragioni. Di nuovo, non posso veramente dirlo perché sarebbe poco carino. Penso che avremmo potuto esplorare di più della relazione tra Bonnie e Grams prima di uccidere Grams perché questa non è stato sfruttata. Una delle ragioni per le quali è stato così carino riportare Grams nella serie quest’anno nell’episodio del fantasma era per dare a Bonnie un assaggio di questa figura di mentore nella sua vita e ha spianato la strada alla relazione di Bonnie e sua madre che è ancora attiva. Quindi non ho di certo rimpianti. Penso che abbiamo una strana concezione del ritmo e di quando, secondo noi, una storia deve giungere al termine.

 

HitFix: Ti capita di ripensare a quei primi episodi e ti mancano mai i corvi, la nebbia e il football da vampiri?

Julie Plec: [Risata.] No, di sicuro non ci mancano i corvi e la nebbia. E’ divertente perché con il senno di poi io e Kevin abbiamo letto che molte persone sulla stampa e nei blog e i fan dicono di non aver davvero apprezzato la storia fino all’episodio sei. Perciò noi e gli attori ripensiamo sempre ai primi cinque episodi e diciamo: “Cielo, c’era un tempo in cui le cose erano semplici, limpide e molto basate sulla tensione e sul mistero e i personaggi non dovevano basarsi così tanto sui fronzoli, sull’azione, sugli stuntman, sugli effetti speciali e sugli incantesimi stregoneschi. Come autori siamo diventati molto sentimentali per questi primi episodi. Però ricordo a tutti che  non sono piaciuti davvero a nessuno quindi va bene se siamo andati avanti.

 

HitFix: Hai parlato di come fossero semplici e chiare le cose una volta. Chi è la persona nella sala degli autori che prende nota di quale sia lo stato di soprannaturalità di ognuno, quali sono i personaggi di cui abbiamo conosciuto i genitori o i nonni e chi possiede i talismani segreti di qualcuno?

Julie Plec: Ci sono la nostra assistente personale Amy e il nostro coordinatore di sceneggiatura Jeane [Wong]. Loro detengono la bibbia della serie che è aggiornata dopo ogni episodio con gli alberi genealogici, gli oggetti di scena e i talismani magici. Però mi ricordo a mente quasi tutto. Uno dei problemi maggiori della seconda metà della terza stagione è stato rendermi conto che la mia mente era piena e che sono l’unica che sa tutte queste cose bene. Siamo fregati. Quindi abbiamo iniziato a cancellare e fare più attenzione ai dettagli. Non c’è nulla di peggio che fare un errore e non rendersene conto fino al momento in cui un fan lo fa notare. Questa evenienza è devastante.

 

HitFix: So che parlerai al NAB Show a Las Vegas lunedì (16 aprile). Di che cosa parlerai e che cosa ti ha portato a quell’evento?

Julie Plec: Dave Perkal è stato il nostro direttore della fotografia quest’anno ed è un gran bravo ragazzo ed anche molto simpatico. Siamo diventati famosi. Un mese fa è venuto da me e mi ha detto: “ Ehi, vuoi venire a Las Vegas? E parlare? Di fronte a una cattedra di spettatori?”. E io ho risposto: “Parlare? Persone? Las Vegas? Sì! Ci sto.” Abbiamo veramente fatto molti sforzi per renderlo un film su base settimanale. Il nostro direttore della fotografia è importante quanto un autore e come ogni scrittore o direttore o redattore. Abbiamo spronato tutti gli altri per ottenere più bellezza e qualità cinematografica possibile. Combattiamo in ogni episodio, in senso buono, e ci incoraggiamo a vicenda. Quindi questa è un’opportunità per mostrare qualche esempio di rischi diversi che abbiamo corso, scelte diverse che abbiamo fatto durante la storia visivamente e per mostrare una parte del nostro lavoro. Siamo entusiasti.

 

HitFix: Questo mandato è cambiato dai primi episodi di nebbia e corvi? Come volete che sia la serie?

Julie Plec: No, quando Marcos Siega [il regista] e Paul Sommers [il direttore della fotografia] hanno iniziato le serie dicevano che non volevano che somigliasse a tutti gli altri telefilm di CW e, sinceramente, a ogni altro telefilm sulla rete televisiva in generale. Così abbiamo solo dovuto capire come fare, il che implica avere molte lenti lunghe, davvero lunghe, riportare la telecamera a 100 iarde di distanza, quando possibile, e fare inquadrature molto grandi. Paul Sommers conosceva molti trucchi del mestiere per non farlo sembrare un video. E poi meglio funziona la telecamera, più le immagini sono nette e pure e quindi il telefilm sembra una soap opera di un paese straniero. Noi vogliamo evitarlo ed evitiamo la tecnologia.

 

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