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The Vampire Diaries – Recensione dell’Episodio 7.04 – I Carry Your Heart With Me

Il nostro eroe Stefan finalmente riesce a spupazzarsi Caroline a fine episodio, Nora e Mary Louise prendono seriamente in considerazione l’idea di un po’ di terapia di coppia e Damon inizia a scrivere un diario per Elena con le sue esperienze da sommelier.

Il punto forte dello show sembra, talvolta, caratterizzarne anche il suo tallone d’Achille: una singola trama che, all’improvviso, si dirama in una miriade di strade che facciamo anche particolarmente fatica a seguire. E’ giusto che per tenere alta l’attenzione dello spettatore, accanto ai basical characters ci sia una continua rigenerazione con l’ingresso di nuovi personaggi che possano animare la calma piatta che spesso si viene a creare nei momenti di stallo come tra una stagione ed un’altra, tuttavia questa settima serie sembra averne anche troppi di personaggi. Il problema risulta, sostanzialmente, l’incapacità da un lato di far in modo che essi abbiano un appiglio (serio) col filone principale della stagione, ma dall’altro viene difficile persino fare in modo che ciascuno di essi abbia una micro-storia da portare avanti, per conto proprio. E allora si vengono a creare altri momenti di stallo, in cui i personaggi blaterano due paroline e l’apparizione nella puntata si conclude così o, a volte, nemmeno compaiono nell’episodio. Insomma, la cosa potrebbe essere sicuramente gestita meglio, in modo tale che a fine episodio lo spettatore non si trovi ad affermare “Che confusione”.

The-Vampire-Diaries-7x04-7Questi quaranta minuti sono ricchi di situazioni interessanti, ma spesso anche del tutto autoconclusive. La telecamera zoomma particolarmente su due filoni: da un lato, il rapimento di Oscar – tramutatosi in omicidio per mano di Valerie – che dev’essere gestito da Damon; dall’altro, il rapporto tra Nora e Mary Louise: la prima desiderosa di integrarsi nel nuovo secolo che, a differenza di quello in cui hanno vissuto, offre loro una miriade di possibilità in più, la seconda invece discreta ed incapace di adattarsi, un po’ troppo chiusa nel suo piccolo mondo di convinzioni.

E’ stato sostanzialmente carino potersi in maniera empatica approcciare alle problematiche comuni di due spietati membri della famiglia degli eretici, che poi è un po’ il punto in cui tutta la baracca cerca da sempre di andare a parare, e cioè la messa in evidenza del lato umano dei vampiri, che si trovano spesso a doversi confrontare con le proprie emozioni. A tal proposito, gli ultimi minuti d’episodio ci mostrano un Damon decisamente cambiato rispetto all’amico egoista, al fratello geloso ed al terribile figlio che crede di essere. La consapevolezza di un disastroso passato è già di per sé un buon modo per affrontare in mImmagineaniera diversa il futuro: un futuro in cui, almeno per il momento, Elena non può essere presente. Ma cos’è la lontananza, cos’è il tempo che passa dinanzi ad un amore eterno e fedele.

Damon cresce, cresce sempre di più, ed arriva a capire che per cristallizzare l’amore che prova nei confronti di Elena non c’è bisogno di avere costantemente accanto a sé quella bara (ah, quella bella bara di palissandro…), ma basta esserne fermamente convinti. E deus ex machina appare Tyler che la porterà con sé… (manco a noi è dato sapere dove. Ciao bara di palissandro, ciao! E’ stato bello vederti costantemente apparire in questi episodi).

Dopo bugie e diversivi per tenere a bada Lily, Damon vede nella pietra della fenice la soluzione a portata di mano per togliersi dai guai ed ottenere ciò che vuole. Oscar vince il primo premio per il viaggio più veloce dall’aldi-nonsisa al mondo terreno, ma riportarlo in vita comporta delle conseguenze che Damon non riesce a gestire. Oscar è preso da una fame incontrollabile, insaziabile e furibonda: nemmeno dinanzi a Lily, la sua madre adottiva, riesce a darsi un contegno, né a recuperare la memoria perduta di quei mesi passati dopo il ritorno dal mondo prigione. Insomma, conclusione dei fatti, la pietra della fenice non è proprio una cosa buona, e Matt Donovan piagniucola sui cadaveri degli unici dieci cristiani che avrebbe dovuto salvare, perché a Mystic Falls non c’è poi più nessuno. Anche come agente di polizia di una città deserta, Matt, fai cagare. Ora quella degli sceneggiatori è proprio una presa di posizione. Come sarebbe bello se fossi trasformato in un vampiro e ti potessimo vedere pure a te a correre con la super-velocità ed i canini da vampiro…

ImmagineMa ovviamente la reazione di Oscar (per chi guarda Arrow ci ho visto un parallelismo impressionante con la questione del pozzo di Lazzaro), che ve lo dico a fare, non riesce a far suonare campanelli d’allarme negli unici due neuroni e mezzo che sono rimasti nella testa di Bonnie e di Alaric (per le troppe morti dovevano riportare danni permanenti prima o poi), e così decidono comunque di resuscitare anche Jo, che per essere morta da mesi ha avuto l’ardire di mantenere davvero una bellissima cera.

Teniamoci comunque aggiornati, non si sa mai quando decideranno di muovere le fila riguardo ai flash foward di inizio episodio.

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mmorìn92

Amo i libri, il cinema, la fotografia, l'arte, l'architettura e soprattutto...i telefilm! Amo, insomma, la vita. Ma una "biographical info" sarebbe davvero troppo riduttivo per descrivermi. Lascio quindi a voi l'ardua sentenza! https://www.facebook.com/MorinPhotographer?fref=ts

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