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The Vampire Diaries: Recensione dell’episodio 5.08 – Dead Man on Campus

Per dirindina! Finalmente gli autori hanno deciso di svegliarsi, ricomponendosi dopo il lutto per la perdita degli Originali e iniziando seriamente a pensare ad una degna trama per questa quinta stagione che, almeno fino ad ora, è stata un po’ sopra le righe: deo gratias!

tvd508_2Secondo una tradizione consolidata ormai da tempo, i nostri personaggi non sanno vivere senza una buona dose di feste, per cui ogni occasione è buona per organizzarne una: stavolta si celebra il ritorno di Bonnie, organizzando per lei una festa da dormitorio (dato che nessuno la conosce e nessuno l’ha mai vista, mi sembra appropriato, no?). La storia di Bonnie è stata quella che mi ha colpito più delle altre, Damon e Katherine esclusi, stavolta. Non deve essere facile dividersi tra la vita che hai tanto sperato di riavere indietro e una seconda, sovrannaturale, che non augureresti neanche al tuo peggiore nemico. Ogni volta che un essere sovrannaturale muore, Bonnie prova il dolore di quella stessa persona, prima di concederle l’accesso all’Altro Lato. Non è di certo una passeggiata, benché offra anche degli aspetti (quasi) positivi: quando l’ex strega parla e conforta, persino, la vecchietta morta poco prima, ci si domanda se non potrà svolgere un compito molto migliore di quello di chi l’ha preceduta, Amara, che non doveva essere particolarmente chiacchierona, nella bara in cui era rinchiusa. Lo shock che ha Jeremy nello scoprire il dolore che la sua ragazza deve provare, ogni volta che qualcuno di sovrannaturale muore, è indescrivibile ma, come la stessa Bonnie sottolinea, se è quello il prezzo per poter stare insieme, lei è più che felice di pagarlo. Se non sono romantici loro, non so chi lo sia!

tvd508_3Elena e Caroline si trovano su due missioni parallele ma distinte, prontissime a combinare (come sempre) grossi guai per qualsiasi situazione che richieda il loro intervento. Caroline si fa carico di istruire (ma proprio in tutto!) in neo-vampiro Jesse, che però morirà di crepa a cuore… ehm, paletto di legno per la fine dell’episodio, riconfermando la regola di vecchia data di TVD, in cui tutti quelli esclusi dal circolo dei privilegiati (o personaggi principali) non sopravvive a lungo. Elena, invece, scopre di avere non una ma taaaaaaante cose in comune con Aaron, il protetto del dottore matto Wes: se fossi in Damon anch’io accenderei l’allarme (e neanche tanto scherzosamente) “gelosia”. Anche se per Damon e Elena la regola della distanza, quando si va al college, pare non esistere (stanno insieme più di prima, a momenti!), trovare qualcuno così affine alla propria vita e ai propri problemi deve essere una novità per l’incompresa Elena. Questo ovviamente non la ferma dal correre da Damon e salvarlo, sia chiaro.

tvd508_1Dato che siamo in tema, ho apprezzato moltissimo anche il ritorno del vecchio Damon, quello un po’ sadico, pronto a torturare gente random, senza farsi tanti problemi. Certo, anche lui deve piegarsi alle richieste del suo capo (“Va bene, non lo ucciderò, Elena”) ma sappiamo fin troppo bene che, quando Damon Salvatore ha in mente qualcosa, difficilmente deciderà di fermarsi e non farla. Scopriamo, inoltre, una nuova, succulenta fetta del suo passato, che lo colloca niente poco di meno che tra i vampiri della Augustine, questa società su cui dobbiamo ancora indagare a fondo: cosa gli avranno fatto, quei pazzi squilibrati? Come sarà riuscito a liberarsi? Domande che attendono risposta e non tarderanno ad arrivare, visto che ora il nostro (mio) Salvatore preferito è rinchiuso in una cella da cui pare non esserci via di fuga.

Come già accennato, tuttavia, la parte più interessante dell’episodio prende forma non al College bensì nella cara, vecchia Mystic Falls. Katherine, ubriaca fradicia, scopre del piccolo Viaggiatore che ha preso possesso del corpo di Matt: convocati Nadia e Stefan, porta a galla il piano dello stesso, che era appunto non solo quello di trovare Silas ma anche di uccidere proprio lei, la Petrova originale. Con uno slancio molto materno (si fa per dire), Katherine ci libera finalmente di Gregor, grazie al potere del pugnale, il cui scopo conosce dato che anche il suo caro paparino (lo stesso che le ha sottratto Nadia) era uno dei Viaggiatori. Inutile dire che al figlia non tvd508_4risulta molto felice della intraprendenza della madre e, proprio come accade in ogni famiglia normale, sottolinea quanto odio provi nei suoi confronti: è quasi commovente!

La più bella dinamica in assoluto, tuttavia, è quella tra Stefan e Katherine. I due, che si conoscono bene ed  è evidente che riescano a capirsi come pochi altri, riescono a salvarsi a vicenda, in questo episodio. Katherine riporta Stefan a galla (letteralmente!) e gli ricorda che ormai lui non è più nella cassaforte, non sta affogando e che, se terrà i piedi piantati per terra, andrà tutto bene e potrà superare la terribile esperienza che ancora lo tormenta. A sua volta Stefan salva Katherine, nel vero senso della parola, quando quest’ultima decide di suicidarsi in pieno stile Katherine Pierce: per la serie me ne andrò secondo le mie regole e alle mie condizioni. Ma Stefan, dopo averla salvata dal suo salto nel vuoto, le ricorda che lei non è altri che Katherine Pierce, e se c’è un rospo da ingoiare, lei lo farà perché è fatta così. Una storyline bellissima, la loro, che riesce a riportarci quasi alla prima stagione, quando i flashback del 1864 ce li mostravano come quella bella e insana coppia che erano. E’ evidente, ovvio, che quel legame è lungi dallo sciogliersi, ma anzi propone un’interessante alternativa per il futuro: che un ricongiungimento tra i due sia imminente?

Aspettiamo con il fiato sospeso, dopo questo fantastico episodio!

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