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The Vampire Diaries: Recensione dell’episodio 4.11 – Catch Me If You Can

Che la caccia abbia inizio!

Nel finale del precedente episodio, abbiamo capito che Klaus non è un tipo a cui piace aspettare  e che nuove alleanze si affacciano all’orizzonte.

Mentre il Team Rebekah vuole mettere fuori gioco il Team Klaus rubando la pietra tombale al Team Shane, costringendo quest’ultimo così ad unirsi a loro, l’ibrido ha fornito al neo cacciatore un bar pieno di vampiri-cavie per poter far crescere il tatuaggio, con la complicità di Damon che, dopo le fatidiche tre parole confessategli da Elena, è disposto a seguire la via più veloce. Non la pensa allo stesso modo Jeremy che invece segue la via della fuga.
Un gruppo di novelli vampiri, soggiogato ad uccidere Matt, costringe il quarterback a fare ritorno a Mystic Falls, sotto la scorta di Elena ‘costretta’ a lasciare Jeremy con Damon.

Sebbene al piccolo Gilbert non manchi occasione per ripetere a Damon (due volte in due episodi) di ‘non fingere che gli importi di lui’ perché non è così, in realtà in quest’episodio assisteremo all’esatto opposto.

Oramai siamo abituati a vedere i propositi dei nostri eroi fallire miseramente, e non ci sorprende che, al bar, i vampiri siano già tutti morti. Ci ha pensato Kol, pronto a mandare in rovina il piano del fratello! Damon cede la propria incolumità per quella di Jeremy, finendo però in ostaggio di Kol che, così, può facilmente soggiogarlo ad uccidere il cacciatore!

A Mystic Falls intanto il nuovo duo Stefan-Rebekah, con il professore fuori gioco perché trattenuto alla stazione di polizia, ricerca la pietra tombale, ma viene sorpreso da un individuo, che preferisce uccidersi invece di confessare chi lo manda… Poco male, perché almeno il loro piano va a buon fine.

vampire-diaries_411-01La fuga di Jeremy invece non è finita, perché adesso è Damon a dargli la caccia; nemmeno il richiamo di Elena al loro amore può fermare il soggiogamento. Ciononostante, pur nella consapevolezza di ciò che è “costretto” a fare, il maggiore dei Salvatore avvisa Jeremy del pericolo e poi gli urla di mirare dritto al cuore ed in quell’istante anche il nostro di cuore si è brevemente fermato, perché Jeremy spara! Per fortuna di tutti, Stefan è pronto a salvare (ancora) il fratello; ovviamente questo non è sufficiente; bisogna anche dissanguarlo (davvero??) e rinchiuderlo nella (oramai famosa e  frequentata) cantina, vietandogli pure qualsiasi colloquio con Elena.

Ma il confronto più duro è quello tra i due ex innamorati: Stefan è perentorio (anche se poco credibile) quando dice che “non gli interessa più nulla di lei e del fratello”; eppure, nel suo discorso, c’è anche un fondo di cruda realtà: lo Stefan che abbiamo scoperto in quest’episodio, sarà pure una persona diversa, ma questo è solo un lato del suo animo che è sempre esistito, che ha sempre fatto parte di lui, è solo che non lo abbiamo mai visto in questo modo, quando non è innamorato di Elena.

vampire-diaries_411-02A dire la verità, a me non è affatto dispiaciuto vedere un po’ più di grinta in Stefan, anche se sicuramente offuscata (ancora) dalla rabbia e dal rancore per essere stato ferito!

Un bell’episodio, dove riprende campo l’azione e l’adrenalinica corsa contro il tempo. Non ho apprezzato l’ennesima critica a Damon (questa volta proveniente da Matt) sulla scelta di Elena di lasciare Jeremy con Damon, come se l’influenza di Stefan sul cacciatore (4 episodi prima) non avesse comunque comportato conseguenze quasi tragiche. Invece, mi è piaciuto molto Damon (Ian Somerhalder è sempre più padrone della scena) eternamente combattuto tra la sua natura e i sentimenti umani che prova, oramai non solo per Elena, così come Klaus, il cattivo allo stato puro, che gongola quando un’Elena disperata bussa alla sua porta “supplicandolo” di fare liberare Damon.

Finalmente tornano protagonisti anche gli effetti speciali: gettate le maschere da teenager complicati, vediamo le corse rocambolesche e i volti mutati dei vampiri e la potenza che, come fuoco, divampa nelle gesta della strega Bonnie sempre più inconsapevolmente vicina al lato oscuro.

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