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Recensioni

The Vampire Diaries – 1.04 Family Ties

The Vampire Diaries è arrivato al quarto episodio e finalmente le cose iniziano a farsi più interessanti, ma andiamo con ordine. Tutto inizia con Damon che si intrufola nella mente del fratello per fargli avere un incubo incentrato sulla morte di Elena. Ma per fortuna si tratta solo di un sogno anch’esso parte dell’eterna lotta tra i fratelli Salvatores che, come dimostra quest’episodio, ha una lunga tradizione.

 

L’evento centrale è la festa annuale dei padri fondatori in cui la famiglia di Elena ha messo a disposizione alcuni gioielli. Stefan è il compagno di Elena mentre Damon convince Caroline, grazie al Potere, a portarlo alla festa.

 

Ma prima di unirsi alle rispettive compagne, i due fratelli cercano ancora una volta di ostacolarsi ed è ora il turno di Stefan che cerca di far bere al fratello un alcolico dove ha gettato delle fiori della pianta verbena, unica pianta che può bloccare i poteri di un vampiro. Ma Damon è più furbo di quello che Stefan crede e smaschera questo subdolo tentativo di fermarlo.

Forse, però, anche Stefan è più furbo di quello che Damon crede e infatti il suo vero piano verrà messo in atto durante la festa quando servirà un bicchiere corretto col la temibile pianta a Caroline sperando nel fatto che Damon berrà, molto presto, il sangue avvelenato. E così è. Damon cade a terra senza forze e viene rinchiuso da Stefan e dal “nipote” nella stanza dove vengono coltivate le piante di verbena.

Prima però di essere messo k.o. dal fratello, Damon cerca in tutti i modi di insinuare il dubbio nella mente di Elena raccontandole la storia dei fratelli Salvatores “originali” che, come dimostrato dalle firme presenti in un quadro, erano presenti alla prima festa dedicata ai padri fondatori. Allo spettatore è chiaramente ovvio che i due fratelli “originali” altro non sono che il Damon e lo Stefan di oggi ma Elena sembra avere del prosciutto sugli occhi e non recepisce nessun indizio nel modo giusto, nemmeno quando scopre i morsi sul corpo di Caroline che lei, più che ingenuamente, scambia per molestie.

Nel frattempo Vicky si era fatta invitare alla festa da Tyler che però si vergogna nel mostrarla in pubblico soprattutto per non offendere la madre che considera la ragazza “spazzatura”. Vicky offesa decide di andarsene dalla festa e solo allora si rende conto di quello che forse avrebbe dovuto fare fin dal primo episodio: andare da Jeremy.

Finalmente anche la zia di Elena e Jeremy, Jenna, ha una storia interessante che ci permette di conoscerla meglio. Scopriamo che originalmente se ne è andata da Mystic Fall a causa di un ragazzo e di un tradimento ma ora, dopo aver incontrato questo ragazzo alla festa, accetta di rivederlo per un pranzo.

Ma è alla fine dell’episodio che il tutto si fa interessante. Un piccolissimo gruppo di persone composto dai genitori di Tyler, dal nuovo interesse amoroso di zia Jenna e dalla madre di Caroline, e probabilmente un tempo dai genitori di Elena, sono a conoscenza dell’esistenza dei vampiri e pensano che le recenti morti altro non siano che indizi del loro ritorno. Per fermarli hanno però bisogno di un oggetto particolare appartenente alla famiglia Gilbert: un orologio da taschino che Elena ha permesso a Jeremy di tenere per se poichè veniva storicamente tramandato al primogenito maschio della famiglia.

Un altro oggetto che potrebbe avere dei risvolti futuri è una pietra che Damon recupera in un cofanetto esposto alla festa e che lui stesso aveva nascosto li secoli prima. Una volta caduto a terra senza forze per aver bevuto il sangue avvelenato, Damon perderà di mano la pietra e sarà Caroline a recuperarla e a tenerla per se.

Nell’episodio ci sono due episodi divertenti: il primo è quello in cui Damon sta leggendo un libro incentrato sul mondo dei vampiri e afferma che solo Anne Rice è in grado di descrivere in modo eccellente il mondo dei vampiri e la loro mitologia. Il secondo è vedere come entrambi i fratelli, essendo vampiri, che quindi non possano entrare in casa senza essere invitati, riescano ad ottenere un invito formale comportandosi da perfetti gentiluomini.

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