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The Tomorrow People: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Gli X-men sono stati un fenomeno generazionale, forse molto più negli ultimi quindici anni che non nel passato, forse per una accresciuta sensibilità al tema latente di quella grande storia, ossia l’accettazione o non accettazione, se preferite, del diverso, la paura di ciò che non conosciamo e la più difficile via di soluzione dei conflitti che è quella della convivenza, mentre è molto più facile quella dello scontro, da entrambe le prospettive naturalmente. Che poi gli X-Men ci avessero messo dentro anche tante botte e poteri molto cool, sovrapponendoli al tema di fondo, questo rendeva la narrazione decisamente gradevole e alla portata di molte bocche, oltre a renderlo spesso anche leggero e spensierato.

the tomorrow people 101dDicevo del fenomeno generazionale perché da questo racconto”madre” sono nati tanti figli, di cui l’ultimo in televisione era stato Alphas, piccolo e gradevole show in cui venivano ripresi quasi pari pari i concetti base della cosa: mutati buoni guidati dal Professor Xavier della situazione che vogliono convivere con gli umani, mutati “cattivi” che decidono di combattere per la sopravvivenza contro il genere umano, genere umano ignaro ma chi sa vuole la neutralizzazione ed estinzione dei mutati per paura. Insomma, sottili linee che dividevano e confondevano il bene e il male, in diverse aree di grigio. Alphas è durato un paio di stagioni prima che Sy-Fy lo cancellasse.

Ora è il turno di The CW di tornare sull’argomento con questo The Tomorrow People. Ci sono i mutanti che hanno i poteri e sono un evoluzione del genere umano, vivono nel segreto, ma un organizzazione governativa vuole risolvere il problema alla radice, sradicando il pericolo di una razza superiore che si aggira nell’ombra. Non troviamo ancora la contrapposizione tra i mutati che vogliono combattere contro quelli che vogliono trovare una via pacifica, ma alcuni primi elementi potrebbero essere stati inseriti per andare in quella direzione. Insomma, copione di base sostanzialmente rispettato.

PilotCi sono alcune novità interessanti comunque in questo show: la prima che salta subito all’occhio è che questa nuova evoluzione del genere umano ha portato a chi ne è tra i primi beneficiari maggiori poteri, ma l’incapacità di uccidere (sembrano quasi le tre leggi della robotica di Asimov, leggi che tutti i nerd fantascentifici come me sanno a menadito). A parte l’elemento molto poetico che è racchiuso in questa scelta, così come se l’evoluzione regalasse una vita migliore e un futuro di pace (mentre noi sappiamo benissimo che per le leggi dell’evoluzione, stringi stringi, sopravvive chi uccide meglio) , questo tassello complica di parecchio la storia, introducendo un elemento destabilizzante in un potenziale conflitto, anche se la sua gestione non è affatto facile… insomma, cosa vuol dire non posso uccidere? Ok, non ti sparo e non ti strozzo, ma cosa mi impedisce di sollevarti con la telecinesi e trasportarti appena fuori dalla finestra e poi smettere? Ok, sono discussioni del tipo chi vincerebbe in una rissa tra Batman e Superman, ma noi nerd siamo fatti così.

the tomorrow people 101cAltro tassello interessante nella storia, anche se non nuovo soprattutto per le serie più giovanilistiche, è la ricerca della misteriosa figura del padre, eroe scomparso o attentatore morto? Non crediamo nemmeno per un secondo a quest’ultima versione, l’elemento sarà sicuramente fondamentale e come in ogni buono show broadcast americano, prima o poi, il vecchio messia si paleserà al nuovo messia.

Rispetto ad Alphas di cui parlavo prima, inoltre, The Tomorrow People ha anche un po’ di soldi in più, quindi i poteri sono più cool e, visto che siamo ancora in debito stilistico coi Wachowsky Bros, un po’ di stile Matrix non si nega a nessuno, per cui proiettili fermati in slomo, combattimenti in metropolitana sbucano fuori un po’ ovunque. L’effetto generale non è male, a patto che la serie poi non si basi solo su questo, possono essere un alleggerimento action del tema generale che rende il prodotto estremamente fruibile.

the tomorrow people 101bIl cast è centrato. Robbie Amell, cugino dello Stephen di Arrow (gioco del destino il suo personaggio si chiama Stephen qui) mi sembra veramente spigliato nella recitazione, molto naturale, forse anche meno rigido dello stesso Stephen agli albori di Arrow, come il resto dei comprimari, anche se abbastanza stereotipati come figure, sono ben integrati, quindi non si soffre nella visione dell’episodio. Ho trovato abbastanza interessante come sia stato gestito il “passaggio” del giovane protagonista verso la consapevolezza della nuova situazione, attraverso diverse fasi di rifiuto, gestite bene da Amell, che rendono la cosa molto più credibile (coff.. coff.. Atlantis .. coff..coff..)

Mark Pellegrino (il Jacob di Lost per citare roba a caso) è il villain della serie, abbastanza cattivo e a volte ambiguo, anche se sembra un po’ troppo appiattito sul ruolo del villain “sono cattivo si vede, in caso me lo scrivo sulla maglietta”.

Ecco, forse il difetto maggiore di questa premiere, è che, anche se vogliono introdurre un’area grigia in cui non è chiaro dove stanno bene e male, un po’ la scrittura e un po’ i personaggi, invece, ci identificano subito come stanno le cose. Vedremo se nel proseguo della stagione sapranno infilarci un po’ più di dubbi a noi spettatori, perché il dubbio è una cosa sempre estremamente proficua quando racconti una storia.

Il pilot comunque scorre via liscio, sono quaranta e rotti minuti senza un attimo di noia e tutto di trama orizzontale. Certo, è un inizio e dovevano presentarci personaggi e situazioni e non ho dubbi che, soprattutto se teniamo conto che parliamo di stagioni da broadcast di venti e passa episodi, ci saranno anche trame verticali con il mutato di settimana e via dicendo, ma spero che sapranno quantomeno integrarle bene in uno sviluppo orizzontale potente e interessante. Pilot alla fine promosso e nuovo interessante appuntamento da affiancare alla visione di Arrow (hanno altri fratelli o cugini che sappiate?)

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