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The Terror: 5 motivi per recuperare la serie tv

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Ci siamo quasi. Le tanto attese vacanze estive non sono più una meta lontana persa dietro l’orizzonte del “mamma mia quanto manca ancora”, ma il vicino traguardo del “finalmente ce l’abbiamo fatta”. Niente studio o lavoro e tanto tempo libero per … recuperare serie tv, ovviamente. Che altro fare altrimenti? Si, ma cosa?

Noi di Telefilm Central proveremo a suggerirvi qualcosa per salvarvi da quei noiosi pomeriggi post mare e pre passeggiata serale. Iniziando da una serie ideale per contrastare il caldo: un bel viaggio nei ghiacci del Polo Nord e nei brividi di paura di The Terror.

Di seguito cinque motivi per cui non potete lasciarvi sfuggire la serie tv The Terror!

1 – Da una storia vera…

Cinque motivi per recuperare: The Terror
Cinque motivi per recuperare: The Terror – Credits: IMDb

Scritta da David Kajganich e tratta dall’omonimo libro di Dan Simmons, la serie tv The Terror prende spunto dal mistero che per oltre un secolo ha rappresentato la scomparsa delle due navi inglesi, Terror ed Erebus. Partite nel 1845 alla ricerca del Passaggio a Nord Ovest (il corridoio che avrebbe permesso di passare dall’Atlantico al Pacifico attraversando i ghiacci del Polo Nord), le due navi scomparvero tragicamente.

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Nessuna spedizione successiva riuscì a ritrovare altro che poche tracce, ma nessun relitto o notizia sulla fine dei 130 uomini di equipaggio. Solo nel 2014 la Erebus fu ritrovata intatta sul fondo dell’Artico, mentre altri due anni dovettero passare prima che anche la Terror venisse scoperta a 50 km di distanza dalla prima. Alcuni anni prima erano stati ritrovati i resti di alcuni corpi dalle cui analisi è stato possibile ricostruire cosa probabilmente portò al fallimento della missione.

The Terror, seppure solo una serie tv, si mantiene abbastanza fedele alle più recenti ricostruzioni. Offre, quindi, un primo motivo di interesse: comprendere come l’approssimazione nel preparare una missione e la sicumera nel gestirla possano condurre ad una tragedia inimmaginabile.

2 – …a un racconto del terrore

Cinque motivi per recuperare: The Terror
Cinque motivi per recuperare: The Terror – Credits: IMDb

L’indagine su ciò che accadde è, tuttavia, solo un avvincente fondale su cui far scorrere un racconto che si arricchisce di un elemento soprannaturale ispirato alle leggende Inuit. Ed è l’incarnazione agghiacciante di una paura incontrollabile ciò che il terrificante Tuunbaq (a lungo mai mostrato esplicitamente) diventa per i marinai bloccati tra i ghiacci del polo Nord.

The Terror non è una serie tv ad alto budget per cui la resa scenica degli effetti speciali è a volte piuttosto pericolante. Ma la bravura degli autori è nel recuperare la tradizione dei migliori horror dove a far gelare il sangue non è quel che si vede, ma quel che si può leggere negli sguardi delle vittime. La tensione arriva improvvisa a squarciare una quasi monotona serenità. Lo fa annunciandosi in un verso lontano appena percettibile o in un silenzio eccessivo o nell’incresparsi di una vela. La paura, in The Terror, non è quella del banale mostro che uccide senza motivo, ma quella dell’uomo che si accorge di essere preda indifesa.

3 – L’orrore, l’orrore

The Terror non è comunque una serie tv horror. Ma non per questo è meno spaventosa. Perché l’orrore di cui è impregnata non è quello del mondo esterno, ma quello che si nasconde nelle profondità dell’animo umano.

Quello che la guerra del Vietnam è per il colonnello Kurtz in Apocalypse Now e la giungla africana per il suo omonimo protagonista di Cuore di Tenebra di Conrad, i ghiacci perenni dell’Artico lo sono per i protagonisti della serie. Confrontarsi con una solitudine estrema che ha come unica via di fuga una morte certa sgretola con maligna costanza la solidarietà che dovrebbe unire chi affronta le stesse difficoltà. Cancella con imbattibile tenacia ogni amicizia e fratellanza. Trasforma con feroce determinazione il tuo simile in un oggetto inanimato che può essere usato se e quando serve o distrutto se inutile.

La serie tv rifugge da ogni moralistico giudizio presentando le diverse reazioni dei personaggi come ad offrire un caleidoscopio crudo delle diverse forme che la natura umana può assumere quando è liberata dai vincoli imposti dal contratto sociale. Allontanata dalla società civile, i protagonisti di The Terror scoprono quello che Kurtz aveva chiamato col suo nome prima di morire: l’orrore, l’orrore.

Cinque motivi per recuperare: The Terror – Credits: IMDb

4 – La magnificenza dei personaggi

Sebbene col passare degli episodi emerga sempre più la figura del capitano Crozier come protagonista principale, The Terror è, in realtà, una serie corale. E non poteva essere altrimenti visto il focus sull’indagine della natura umana piuttosto che su una storia da raccontare. Se questa scelta riesce a non annoiare, è merito della scrittura magnificente di personaggi che si imprimono per lo spessore dei loro caratteri che vanno a disegnare un arcobaleno di opposti. La follia che strisciante si insinua in Collins o silenziosamente si impossessa del dottor Stanley trova il suo contraltare nell’eroismo della normalità di cui si fanno alfieri Jopson e Goodsir. La cinica e malvagia razionalità di Hickey è il contrario esatto del martoriato senso di responsabilità di Crozier. La boriosa e infondata sicurezza del capitano Franklin contrasta con il percorso di redenzione dell’inizialmente disturbante Fitzjames.

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Personaggi che riescono ad imporsi anche grazie alle capacità interpretative di un cast dove a solidi veterani (Jared Harris, Ciaran Hinds, Tobias Menzies) si affiancano attori alle prime prove importanti (Adam Nagaitis e Paul Ready su tutti). Tutti accomunati dall’intensità con cui danno vita ai ruoli loro assegnati rendendo felicemente impossibile per gli spettatori non percepirli come persone vere.

5 – Lo splendore dei paesaggi

Cinque motivi per recuperare: The Terror
Cinque motivi per recuperare: The Terror – Credits: IMDb

The Terror non avrebbe potuto essere ambientata altrove che tra i ghiacci del Polo Nord. E non perché era la storia a pretenderlo. Ma perché l’Artico è quasi esso stesso uno dei protagonisti della serie tv. Merito di una fotografia che restituisce la vastità degli spazi in tutte le sue tonalità contrastanti. La fredda oscurità delle notti polari illuminata dal colore inatteso delle aurore boreali. I limpidi riflessi della luce che si riflette sui deserti di ghiaccio e la grigia opacità dei deserti pietrosi dove si consumerà il drammatico epilogo. L‘immensità silenziosa di mari irraggiungibili e il bagliore accecante di cieli azzurri dove nessun uccello riesce a volare.

La purezza di una natura incontaminata diventa, infine, un terribile memento mori per l’uomo. Perché insegna che l’orrore che Kurtz aveva trovato nella giungla africana è il cuore di tenebra che portiamo dentro anche tra i ghiacci del Polo Nord.

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