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The Strain: Recensione dell’episodio 2.13 – Night train

Esiste frase più odiosa di “te lo avevo detto”? Probabilmente no. Ma come si fa a guardare questo season finale di The Strain e non pensare a chi avrebbe tutto il diritto di pronunciare quella breve irritante sentenza? Perché l’ultimo episodio di questa deludente seconda stagione riesce a far risaltare tutti i difetti che hanno eroso quella linea di credito che con convinto piacere l’esigente banca degli spettatori aveva concesso dopo aver visto i progressi della prima serie. Errori che vengono sottolineati non perché si trovino a dominare in questo finale, ma proprio perché l’averli fatto scivolare in secondo piano ha il nefasto effetto di far rimpiangere ciò che poteva essere e non è stato (un po’ come quando ce la si prende con un figlio che va male a scuola perché non si applica e non perché non è capace).

Come era prevedibile, gran parte di questi ultimi quarantacinque minuti sono dedicati alla lotta per accaparrarsi il fantomatico Occido Lumen. Che questa battaglia si traduca inizialmente in una asta in perfetto stile Christie’s con rilanci tanto incredibili da sembrare esagerati persino al battitore è uno di quei momenti che richiedono una forte dose di sospensione dell’incredulità. Immaginare che esista un plausibile motivo per cui né gli strigoi del Master né il neo esercito di Quinlan abbiano mai provato semplicemente a prendere il libro assaltando la gang criminale (e perché mai dei criminali debbano essere interessati a rafforzare i propri nemici) è uno di quegli atti di fede necessari a puntellare una storia che sembra non volersi affidare troppo a poteri soprannaturali lasciando agire i mostri come normali esseri umani.

Tuttavia, una volta accettato questo postulato, lo svolgimento dell’asta e la sua inattesa conclusione con il twist a sorpresa dell’ultimo momento è gestita piuttosto bene come buona è l’interazione tra Eichorst e Setrakian con l’aggiunta di un Fet che finalmente torna a mostrare quella sicurezza che il triangolo amoroso con Dutch aveva fastidiosamente annacquato. Ed è questo solo un esempio di quanto si diceva nella premessa poco più su. Quanto avrebbe guadagnato questa seconda stagione se si fosse data più attenzione a questa storyline e ai duetti tra l’ex gerarca nazista e il vecchio ebreo invece che relegarla a pochi minuti sparsi qua e là ? E non sarebbe stato meglio affiancare ai due Fet sin dall’inizio invece che parcheggiarlo in una serie di scenate di gelosia e romanticherie assortite?

Anche perché una simile scelta avrebbe consentito di sfruttare maggiormente anche il personaggio di Quinlan che finalmente mostra il suo carisma e le sue doti da leader non appena gli autori gli concedono più di qualche minuto buono solo a riempire una vignetta tra uno stacco e l’altro o a suggerire un cliffhanger fasullo buono solo a fare promesse non mantenute (perché troppe volte il Nato è apparso in un episodio per poi sparire in quello successivo). Ne avrebbero guadagnato anche Gus e Silver Angel (che torna a indossare la maschera di luchador come segno di un completo recupero dell’autostima dei tempi passati) che qui mostrano una invidiabile sicurezza e una notevole bravura nella parte di leader coraggiosi di un insolito corpo d’elite anti strigoi.

Perché, in fin dei conti, ciò che è mancata a questa seconda stagione è stata proprio ciò che era più ovvio attendersi. Se gli strigoi sono il nemico che mina la sicurezza della città seminando terrore e morte, la più ovvia delle reazioni sarebbe stata organizzare una resistenza e lasciare che fossero i protagonisti della serie a guidarla. Invece, abbiamo avuto i volontari della Feraldo (almeno finché questa non ha voluto trasformarli in mercenari) presenti a corrente alternata, mentre Gus (che il season finale della scorsa stagione aveva indicato come probabile leader di questa prevedibile armata) è rimasto impelagato in una sterile love story a base di cucina indiana e vecchi filmati del suo eroe d’infanzia (un Silver Angel presentato come un astioso guardiano della verginità di una figlia non sua). L’assalto degli strigoi al furgone, il successivo intervento del gruppo di Gus e Angel, lo scontro troppo breve ma intenso tra Eichorst e Quinlan, la rocambolesca fuga di Setrakian e Fet, l’alleanza utilitaristica tra i due schieramenti hanno innalzato il livello dell’episodio e aumentato la lista dei rimpianti nella speranza che il voice over finale di Abraham abbia indicato anche agli autori quale deve essere la strada da seguire nella prossima stagione.

Una terza annata che dovrà, tuttavia, ancora gravarsi di quell’ingombrante peso che ha nome Zack! L’insopportabile figlio di Eph costringe a domandarsi se esista il contrario del detto “prendere due piccioni con una fava”. Grazie alla sua perenne ottusità (da cui ci si era illusi si fosse almeno parzialmente emendato dopo lo scontro alla centrale), il ragazzino non solo decide di seguire la rediviva Kelly (che evidentemente ritiene meno spaventosa senza trucco e mentre erutta la sua lingua artiglio che quando è invece con trucco e parrucco), ma causa con un intervento incomprensibile la sconfitta di una Nora che ha il torto di metterci troppo tempo a ferire un avversario chiaramente già sconfitto (e forse anche con troppa facilità). Il sacrificio finale della dottoressa che preferisce uccidersi piuttosto che lasciare a Eph il compito di fermare la sua trasformazione è una degna uscita di scena per un personaggio che aveva ormai poco da dire essendosi ridotta ad una nuova madre per un bambino che alla fine non la riconosceva come tale e nuova moglie per un marito che non ci ha pensato mezzo secondo a tradirla non appena ne ha avuto l’occasione. La scelta di Zack costringerà Eph a proseguire una missione personale avulsa da quello che dovrebbe essere il suo unico scopo (perché del virus anti strigoi difficile si parli ancora) allontanando dal resto del gruppo quello che era il protagonista della serie.

Chi invece non rivedremo è Coco la cui immotivata superbia riceve il premio che merita da un Master che finalmente si degna di mostrarsi. La stupidità di Eldritch nell’insistere a sentirsi pari al Master credendo persino di poterlo ricattare è pari solo a quella delle autorità che organizzano treni notturni in gallerie facile preda degli strigoi. Con Coco morta e Dutch sparita da un momento all’altro (che te lo dico a fare) ci sono buone possibilità che il troppo rosa che ha inutilmente macchiato il nero che avrebbe dovuto essere il colore dominante di una serie horror come questa sia finalmente destinato a scomparire. In fondo, “te lo avevo detto che se si impegnano sono capaci?”

2.13 – Night train
  • Se ti impegni riesci !
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