fbpx
Recensioni

The Strain: Recensione dell’episodio 2.08 – Intruders

Purtroppo la parte centrale di questa seconda stagione di The Strain si sta un po’ trascinando con trame che fanno un po’ la fine del brodo, vengono allungate in attesa di arrivare ai botti degli ultimi episodi e, per ora, ci regalo qualche piccolo passo nello sviluppo della trama ma non sufficiente a giustificare i quaranta minuti.

strain 208c

The Strain recensione episodio 2.08

O meglio, gli sviluppi ci sarebbero anche, ma invece di concentrarcisi e raccontarli bene, li si condensa in pochi minuti e il resto del tempo sullo schermo viene riempito da scene ridondanti, dialoghi approssimativi e scelte narrative abbastanza discutibili.

Intendiamoci, The Strain continua a farsi guardare, è un passatempo piacevole e ha negli snodi di trama momenti molto interessanti, oltre a tutto il potenziale che chi è lettore della saga letteraria ben conosce, però, in questi ultimi episodi sta vivendo un po’ di rendita e stravolgendo in alcuni punti la storia per scopi di mero fanservice.

strain 208d

The Strain recensione episodio 2.08

Sembra che senza abbastanza love interest la gente non si appassioni ai telefilm o, almeno, questo è il messaggio che network e sceneggiatori vogliono lanciare con lo show: già lo scorso anno l’introduzione di Dutch (inesistente nei libri) serviva solo a creare una storia d’amore (ora in sospeso) con Fet, ma almeno loro due sono (erano?) personaggi piacevoli e ben amalgamati. Palmer e Coco sono semplicemente ridicoli. Non ha senso una storia romantica di un villain, reso nel telefilm anche abbastanza sciocco, con un personaggio che sembra uscito dalla penna degli sceneggiatori di Revenge. Basta amore nell’aria, personalmente non ne posso più. The Strain dovrebbe avere un’ambientazione cupa, semi apocalittica, nella quale la gente lotta per sopravvivere e non sa dove nascondersi e come sfangarla, non dovrebbe avere tempo per gli innamoramenti da liceo. Questo serve ad allungare solo il brodo e a dare un contentino ai romanticoni che un po’ di pubblico in più non fa mai male.

strain 208b

The Strain recensione episodio 2.08

Altre scene o caratterizzazioni sono insufficienti in questo spezzone di stagione: Nora che avrebbe dovuto subire una trasformazione dopo l’esperienza di dover sopprimere la madre (confermo il mio giudizio espresso l’anno scorso, hanno anticipato troppo quella scena) in una donna più determinata e consapevole del nuovo mondo oscuro, si ritrasforma in una casalinga petulante e ingenua, per Kelly una parrucca e un paio di occhiali da sole abbastanza coprenti sono più che sufficienti per girare in pieno giorno e portarsi un paio di “antenne” nel bagagliaio della macchina, tanto da entrare a Red Hook in una tra le più assurde situazioni.

Errori, leggerezze, mancanza di ritmo, che però continuano ad essere compensati da scene ben costruite e personaggi che sono proprio azzeccati. Setrakian ed Eichorst che si sfidano nella caccia al Lumen e Quinlan con Gus sono due esempi ottimali. Il vecchio professore, così come il Nato, riescono a riportare due ottimi personaggi che rischiavano di perdersi in romanticherie (Fet e Gus) sulla retta via, ricordandogli che non vivono a Beautiful ma c’è una lotta un tantino più importante da combattere e mentre per i primi due si arriva anche alle scene d’azione e ad uno scontro col nemico che fa muovere di qualche passo la trama, per il mezzo vampiro e il giovane messicano ci fermiamo solo ad una reciproca introduzione ma che trasuda badass da ogni inquadratura e così ci piace.

strain 208e

The Strain recensione episodio 2.08

Anche il momento finale con lo scontro tra Kelly, Eph e Nora recupera sostanzialmente punti ad una trama che si stava avvolgendo su se stessa per via delle ridondanti insistenze di Zach, le inutili e bizzarre operazioni chirurgiche nei magazzini (con un ragazzino che fa da assistente?) che dovrebbero essere metaforiche, Nora e Eph che continuano a comportarsi tali e quali all’inizio della storia (scordandosi tutta l’evoluzione avuta). Per fortuna anche qui c’è un personaggio esterno a questa dinamica, per l’appunto Kelly, che con la sua entrata in scena elimina tutta la stanchezza precedente e riporta la storia sui giusti binari.

Insomma, se all’inizio parlavo di brodo allungato e nel corso della recensione ho evidenziato alcune scelte discutibili, è indubbio che almeno da un certo punto in poi, l’episodio cerca di scrollarsi di dosso il torpore e di agitarlo un po’ questo brodo, facendoci tornare alla storia vera e propria di cui abbiamo un po’ sentito la mancanza. Confidiamo che nell’ultima parte di stagione troveremo maggior ritmo, compattezza e soprattutto un maggior senso di pericolo incombente, ma non sarebbe stato male trovarlo anche prima.

2.08 - Intruders
  • appesantito
Sending
User Review
5 (1 vote)
Comments
To Top