fbpx
Recensioni

The Strain: Recensione dell’episodio 2.05 – Quick and Painless

Chi siamo? La domanda che aleggia nell’aria della vita di migliaia di persone, spesso senza risposta, ma che continua a ossessionarci, malgrado tutto. Qual è il nostro limite? Fino a dove possiamo spingerci per difendere ciò a cui teniamo, fino a dove siamo disposti ad arrivare? Siamo pronti a sacrificare noi stessi, i valori in cui crediamo, gli idoli a cui ci inchiniamo? O siamo più razionali, forse più egoisti, e nulla di questo riesce a sfiorarci? Forse siamo interessati solo a salvare noi stessi, dopotutto, a proteggere i nostri interessi e i nostri amici.

I protagonisti di questa serie non si fanno tutte queste domande – o, forse, non lo fanno in maniera così esplicita – bensì siamo noi ad osservare il loro percorso, la loro evoluzione, il loro egoismo e altruismo, alternati o perfino sostituiti l’uno all’altro a seconda delle circostanze. Per Eph, inizialmente, si trattava di salvare il mondo, si trattava di portare avanti una ricerca che potesse liberare New York dalla piaga degli strigoi e dal loro virus, nonché malvagio maestro. Ora quella chiara linea che lo catalogava come uno dei buoni lui l’ha attraversata, non è più il cavaliere nella scintillante armatura bensì un uomo, con la moglie trasformata e il figlio in età adolescenziale (non devo aggiungere altro, qui) che prima di tutto vuole proteggere la sua famiglia, vuole difendere ciò che gli è rimasto. E’ per questo che, dopo essersi rasato i capelli e aver recuperato un documento falso, sale su un treno per Washington, nella speranza che il governo possa aiutarlo lì dove altri non ne sono capaci. E’ un caso, un malaugurato caso che gli fa incontrare il suo ex capo, Everett Barnes. Una reunion tutt’altro che piacevole, che finisce con una bella lite, che passa alle mani e si conclude con il povero Barnes fuori dal treno… in corsa. Eph non sembra particolarmente sconvolto dall’assassinio del suo ex capo e questo ci fa riflettere – come dovrebbe far riflettere anche lui: chi è diventato, in cosa si è trasformato? Perché è certo che non è più lo stesso ricercatore e lo stesso uomo che abbiamo incontrato all’inizio.

Anche Nora ha subito una trasformazione non indifferente. Lei e Dutch vanno alla stazione di polizia per recuperare Fet ma, alla fine, si ritrovano ad aiutare Feraldo e il suo team a identificare più in fretta i sintomi del virus. Mentre a Dutch del mondo non può importargliene di meno ed è, momentaneamente, interessata solo a Vasiliy, Nora inizia a capire che il mondo ha bisogno del suo aiuto e che forse, forse non è la scelta giusta quella di portare avanti la sua ricerca solo con Eph. Non dico che sia avventata, perché non sarebbe da lei, ma resta di fatto che le si è accesa una scintilla negli occhi, quando la più che disperata Feraldo le ha chiesto di restare ed insegnare a lei e ai suoi medici qualcosa in più sul virus.

THE STRAIN_205_2Un episodio denso di ‘insegnanti’, dal momento che anche Fet e Dutch fanno da Ciceroni mentre accompagnano uno degli squadroni della Miss Congresso a svuotare un edificio pieno di strigoi. Direi che anche i due, che inizialmente sembravano così diversi da risultare surreali (insieme) hanno finito per sviluppare una sorta di connessione, molto interessante per giunta, che rende divertente guardare i loro momenti insieme. A differenza della liason quasi inquietante tra Eldritch e Coco Marchand. Non mi sembra di parlare fuori luogo nel dire che è un clichè, per giunta anche mal studiato, in cui una bella bionda è caduta in balia di un predatore nel giro di poche puntate, come se nulla fosse. La solita scalatrice sociale o un’aggiunta per niente indispensabile alla trama? Direi più la seconda!

Ma veniamo ai due punti essenziali dell’episodio. Setrakian, sulle tracce del famoso libro, decide di contattare un ricettatore, che tuttavia non ha l’oggetto desiderato dal vecchio. La sua strada, tuttavia, rivela una sorpresa molto piacevole in quanto incontra Fitzwilliam – l’ex guardia del corpo di Palmer, ricordate tutti? – che gli dice, senza troppi giri di parole, che è pronto ad aiutare a combattere contro Palmer. Oh oh oh, sbaglio o mi è sembrato di sentire un gatto? Perché Palmer è appena diventato la preda più ambita di New York ed ha sempre più persone da cui guardarsi le spalle. Un nuovo alleato, quindi, che senz’altro sarà più che il benvenuto nel team. A differenza del misterioso vampiro che vediamo alla fine dell’episodio, bianco come i suoi presumibili ‘colleghi’ e che promette di diventare una pedina interessante nel gioco di Palmer e dei suoi ‘amichetti’.

Un episodio in cui non accade molto ma che riesce comunque a mantenere un buon ritmo e che prova, ancora una volta, come The Strain riesca a funzionare in qualsiasi forma o aspetto.

Per restare sempre aggiornati su The Strain, con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per The Strian – Italia  e per vedere sempre prima gli episodi di The Strain seguite la pagina Facebook di Angels & Demons – Italian Subtitles e ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

2.05 - Quick and Painless
  • Piacevole
4
Comments
To Top