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The Strain: Recensione dell’episodio 1.11 – The Third Rail

Continua la corsa di The Strain verso il finale di stagione e l’azione si fa sempre più intensa e sempre più veniamo portati nel centro del pericolo, nel covo del nemico, con una storyline centrale che continua ad accentuare il lato oscuro di questa storia, il senso di pericolo e la claustrofobia nella quale sono costretti a vivere i protagonisti: rinchiusi in difesa nello scantinato di un banco dei pegni, costretti a strisciare in bui cunicoli quando decidono di attaccare il Master e le sue creature.

strain 111aIl quartetto di personaggi che ad oggi formano la squadra di “ammazzavampiri” si è via via andato definendo e le caratteristiche di ognuno sono sempre più ben delineate come i rapporti interpersonali. La squadra funziona e lo fa anche grazie alle rivalità e dissapori che si sono creati tra personaggi decisamente diversi e che rappresentano ognuno un forte tratto distintivo del sopravvissuto: la compassione di Nora, il desiderio di salvare il salvabile di Ephraim, la determinazione violenta e a volte guascona di Vasily, il dolore, la rabbia, il desiderio di vendetta che lo portano quasi alla pazzia di Setrakian. Non voglio scomodare Joss Whedon, ma la graduale formazione di questo team e la progressiva identificazione con ognuno dei personaggi, o con alcune delle loro caratteristiche, da parte degli spettatori, mi ricordano un po’, con le debite proporzioni, il modo di fare del creatore di Buffy. D’altronde il successo di un prodotto come questo, che fa dell’intrattenimento la sua bandiera, è dipendente dall’alchimia, buona o cattiva, che si costruisce tra i personaggi che vediamo sullo schermo e dal legame che creano con lo spettatore. Niente di troppo complesso, poche sfaccettature, funzionali alla narrazione, al tipo di prodotto che è The Strain.

strain 111cLa scelta inoltre di continuare ad ambientare la maggior parte dell’azione in un mondo privo di luce non è solo funzionale alla presenza degli Strigoi, ma è anche emblematica del dominio che le creature del Master stanno estendendo sulla città di New York, della costanza del pericolo in cui si trovano a vivere i protagonisti, della quasi mancanza di una via d’uscita a questa situazione, perché se la luce è un arma del bene, la sua continua assenza in scena rende tutto più cupo e non solo letteralmente.

E quando la luce arriva, non fa altro che rendere visibile, come nella caverna finale, la reale immensità del pericolo e quanto la situazione sia o sembri completamente compromessa. Basterà la spada di Setrakian a fermare il Master? O le bombe luminose di Vasily saranno sufficienti? Per quanto abbiamo potuto vedere in questo episodio, le armi a disposizione dei protagonisti sembrano solo scalfire in superficie il male, che anzi li irride e si moltiplica indisturbato. Si stanno solo illudendo Setrakian e compagni di potere far qualcosa o c’è una minima speranza alla fine del tunnel? Buio, terrore e mostri. Questo è quanto possiamo vedere ora.

strain 111eA questa linea principale di narrazione, però, The Strain in questo episodio ne affianca altre due: quella di Gus e quella del figlio di Ephraim. Il duro latinoamericano è ancora lontano dal centro della narrazione, continua, forse troppo a rilento per i suoi fan, a percorrere la sua strada, ma sicuramente ho trovato ben realizzata e drammaticamente potente la scoperta della distruzione della sua famiglia. Gus entretà maggiormente al centro del racconto? La sua strada combacerà con quella di Setrakian? Per ora non ci sono grossi indizi a riguardo (a meno che non siate stati come me lettori avidi della trilogia originale) e dovremo aspettare ancora per vedere cosa succederà.

L’altra storyline è quella dedicata a Zach. strain 111fPremetto che non sono un grande fan dei bambini sullo schermo che, se non sono ben inseriti nella storia, spesso sono stucchevoli e annoiano e questo è decisamente il caso: tanto minutaggio dedicato al rapporto tra bambino asmatico e vecchia con l’Alzheimer, seppur non troppo, è comunque sprecato. Poi vedere il bambino che stupidamente si infila in pericoli assurdi (tanta voglia di picchiarlo) e miracolosamente ne esce, ce lo potevamo anche risparmiare.

In ogni caso, a parte quest’ultimo neo, possiamo concludere che anche questo episodio è centrato e lascia con la giusta dose di attesa sul prosieguo della storia, per vedere cosa dovranno inventarsi ora i nostri per sconfiggere o arginare il male dilagante, sempre che sia possibile. Ormai siamo a due passi dal finale di stagione e tante sorprese ci attendono.

Per restare sempre aggiornati su The Strain, con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per The Strian – Italia  e per vedere sempre prima gli episodi di The Strain seguite la pagina Facebook di Angels & Demons – Italian Subtitles

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