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The Strain: Recensione dell’episodio 1.08 – Creatures of the night

Ormai giunti alla seconda parte di questa prima stagione, The Strain accelera sempre di più nella sua parte violenta e brutale, rendendo sempre di più il declino della vita pacifica che c’era a New York prima dell’arrivo del famigerato aereo e lo fa con un episodio che per la prima volta è concentrato in un unico posto e non cerca di raccontare diverse situazioni e protagonisti allo stesso tempo.

strain 108cLo fa con un episodio che si prende una pausa nella creazione della “mitologia” della serie, cosa che era avvenuta anche alla fine dello scorso episodio con la prima apparizione dei Cacciatori, dedicandosi ad una singola situazione di pericolo e claustrofobica in cui la piccola squadra di Goodweather si arricchisce di un nuovo membro ma ne perde uno in drammatiche circostanze.

L’approdo di Vasiliy nel gruppo di Ephraim era ormai un fatto atteso e negli scorsi episodi il lavoro di preparazione era stato impostato egregiamente. Ora che la situazione inizia sempre più a precipitare, l’evento non era più rimandabile e si è deciso di forzare l’amalgama del gruppo con la tensione dovuta all’assedio alla stazione di servizio. Questo ha permesso di condensare tutte le fasi della reciproca conoscenza, del sospetto e della fiducia, grazie allo stratagemma della fraternizzazione in battaglia. Vasiliy è il perfetto aggregante nel gruppo perché è un ponte tra il Dottore e Setrakian, pronto a combattere, ma anche con una mente tattica che non può che essere utile.

strain 108eChi ci lascia è invece Jim, che ormai aveva già esaurito la sua funzione e non poteva che rappresentare un elemento debole nel gruppo, per le sue fragilità e la sua ondivaga fedeltà. Chiaramente The Strain è una serie volutamente dal linguaggio semplificato (la sua forza sta in altre cose: mitologia, climax)  e quindi la morte di Jim ha due funzioni chiare: chi ha avuto parte nella genesi del male paga ed espia le sue colpe, anche se lo fa recuperando alla fine del suo percorso la dignità e l’onore perduti, e serve anche a ricordare allo spettatore che nessuno è al sicuro all’interno del gruppo.

Una delle forze di The Strain sta nella progressiva disgregazione della società e nell’incedere potente e senza ostacoli del male. La caduta sembra al momento inarrestabile e come dice Setrakian l’obiettivo del gruppo adesso è la sopravvivenza, quantomeno finché non si riuscirà a trovare il Maestro.

strain 108aL’episodio in se, come dicevo, beneficia notevolmente del clima da assedio e la tensione è resa in modo tangibile, grazie alla costante presenza di strigoi che circondano la stazione di servizio da ogni lato e che osservano e si coordinano prima di attaccare. Lo sguardo penetrante e la voce del Maestro si avvertono quando i giovani vampiri fissano Setrakian e questo particolare aumenta il carico di pathos della scena. Certo, ci sono anche semplificazioni e alcune sbavature, specialmente nei personaggi di contorno che appaiono solo minimamente abbozzati, ma può essere un particolare non così rilevante, non proponendosi la serie sicuramente con elevate velleità artistiche, ma cercando solo di essere un entertainment. Si sente la tensione ma fa molto poco paura. Anche in questo caso, però, non credo che The Strain, o quantomeno nella saga non era così, sia alla ricerca di creare situazioni paurose; non è un horror in quel senso del termine, è più un “combattimento” tra il bene e il male, nel quale il bene, per ora, sembra ridotto al lumicino, solo e senza supporto, abbandonato a se stesso.

Ma in The Strain le situazioni possono cambiare e ne abbiamo ancora di strada da fare prima di arrivare alla maturità e ai punti di svolta di questa storia.

Per restare sempre aggiornati su The Strain, con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per The Strian – Italia  e per vedere sempre prima gli episodi di The Strain seguite la pagina Facebook di Angels & Demons – Italian Subtitles

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