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The Strain: Recensione dell’Episodio 1.03 – Gone Smooth

Non prendiamoci in giro. Non si tratta di una serie piacevole nel tradizionale senso del termine. E’ forte, intensa, disturbante e terrificante a tratti ma non è di certo piacevole. Ha tuttavia quel tocco delicato di mistero e intrigo che ti spinge a volerne ancora, anche se si tratta di passare i prossimi quaranta minuti a mordicchiarti l’unghia tra un mostro dagli occhi rossi e qualche sequenza mozzafiato. In fondo è questo che rende una serie con la ‘S’ maiuscola: non il regista, non la fotografia, non la sceneggiatura ma l’unione di questi singoli pezzi e la loro restituzione in un quadro più grande.

thestrain103_5Dopo un’introduzione un po’ – sospetto appositamente – prolungata, ormai non c’è più nulla di certo nella ricerca del dottor Goodweather. Ho fin da subito trovato alquanto bizzarra, se non rischiosa, la linea di confine tra fantascienza e scienza che questa serie aveva deciso di adottare, ma sono senz’altro curiosa di vedere fino a che punto si spingerà questo binomio. Ciò che inizialmente era stato un semplice caso di epidemia sconosciuta si è man mano spostato verso un territorio sconosciuto, in cui coroner scompaiono magicamente e altrettanto i corpi delle 206 vittime di un volo intercontinentale. Si sa per certo che quei passeggeri non sono morti – noi, almeno, lo sappiamo – ma viene da chiedersi quando se ne renderanno conto anche gli scienziati che si stanno occupando da vicino del problema. Ephraim era andato molto vicino allo scoprire la verità a casa degli Arnot, dove l’episodio scorso la bimba-demone aveva allegramente ucciso il paparino nella vasca da bagno, ma un tempismo da record l’ha allontanato dalla scena prima che potesse imbattersi in qualcosa di concreto. Sarebbe stato utile, dal momento che in mano i nostri thestrain103_2cari rappresentati della CDC hanno poco o nulla. Almeno fino alla rivelazione shock del pilota, che tenta di mangiarsi tutti nello scantinato dell’ospedale. Per quanto banale potesse essere la scena del combattimento in un seminterrato, è stato uno dei momenti più intensi della serie fino ad adesso, soprattutto per via dello sfogo di rabbia con cui il dottore ha colpito ripetutamente la testa del suo (fino a poco prima) paziente. E’ un punto di svolta, un punto di non ritorno in cui finalmente gli uomini di scienza, che con tanto ardore si erano aggrappati alla teoria dell’epidemia e con tanta facilità avevano scartato le ipotesi dell’Ebreo, si rendono conto di avere davanti qualcosa che difficilmente la scienza potrebbe spiegare.

Viene quindi spontaneo domandarsi, a questo punto, con una nota di eccitazione che spero non sia esclusivamente mia: cosa sa davvero Setrakian –  che, per quanto cerchi di non pensarci, continua a farmi tornare in mente Hogwarts & co – e in che modo era thestrain103_3riuscito a sconfiggere (parzialmente) il problema, tanto tempo prima? La DOttoressa Martinez si rende conto dell’importanza di quest’informazione e proprio per questo lo avvicina, ma il sopravvissuto dei campi di concentramento la liquida con una velocità eccezionale per la sua anzianità, giustificando il tutto un ‘non è pronta a fare ciò che deve essere fatto’. Lo credo bene: vorrei vedere voi essere pronti a decapitare chissà quanti poveretti, così, perché pare sia la cosa giusta da fare. Scommetto anche che il bastone con il serpente abbia ancora un ruolo da giocare in questa faccenda, benché non ci sia modo di sapere quale di preciso. Sicuro è che l’Ebreo non se ne starà con le mani in mano: la lista dei passeggeri che è riuscito a procurarsi? Non mi sorprenderei se iniziasse ad andare in giro stile Van Helsing, ‘bastone da passeggio’ sguainato, pronto ad uccidere un demone o due.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Se da un lato sentiamo di sapere poco o niente perché siamo completamente calati nei panni della CDC e non siamo capaci di scoprire più di quello che sanno e scoprono, passo dopo passo, loro, dall’altro siamo ancor più frustati nel non essere in grado di sapere nulla dal lato ‘malvagio’ di tutta l’inquadratura. Sappiamo che ci sono dei cattivi, sappiamo che hanno pochi capelli, nessun naso e un trattamento mattutino di ‘bellezza’ per rendersi presentabili al mondo di noi, thestrain103_4poveri mortali, ma oltre questo? La cassa che con tanta diligenza è stata spedita da Berlino, come ha fatto ad arrivare senza problemi negli Stati Uniti? Chi sono questi uomini potenti che l’hanno fatta arrivare lì, capaci di corrompere gli uomini, puntando sulle loro debolezze e scatenando i loro più intimi demoni? Sono persone – anche se, probabilmente, l’umanità è dibattibile, in tale senso – potenti e pericolose, di cui molto ancora c’è da scoprire e che avidamente aspettiamo di scoprire, a nostra volta. Sono stati in grado di comprare un uomo che, personalmente, trovavo simpatico, Jim, usando come leva sua moglie malata. Hanno usato allo stesso modo il messicano nei primi episodi, con la promessa di un visto regolare per sua madre. Chissà che farebbe Ephraim se gli promettessero di concedergli la custodia esclusiva del figlio, mi domando! Del resto l’umanità ha tutti questi punti deboli e loro non sembrano averne nemmeno uno… per adesso. Ma chissà che questa cosa non cambi e, prima o poi, inizino a spuntare paletti d’argento, luce solare carbonizzante e bare di terra… ah no, scusate, fin lì c’eravamo già arrivati.

Al di là del conforonto bene/male c’è anche la zona di grigio, quella ancora ‘da definire’. Che ruolo ha, mi domando, Vasilij in tutta la faccenda riguardante i mostri assetati di sangue? Che la sua abilità nel seguire le tracce dei ratti sia una delle future abilità di cui si servirà il dottor Ephraim per le sue ricerche? Mistero.

Ingrana la marcia, questa serie di Del Toro, non lo si può negare, malgrado ancora non sappia rispondere ai miei amici quando mi domandano di raccontargli di cosa parla. Ma non sarebbe Del Toro se non avesse esattamente questo ritmo e questa trama orizzontale, quindi a noi sta bene così.

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