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The Society: il teen drama che non ci mancava – Recensione della serie Netflix

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Il potere delle immagini è che, alle volte, una sola di esse dice più di mille parole. Solo che quella che segue è una recensione e chi legge vuole appunto leggere e non guardare solo l’immagine di copertina. Eppure, quella foto di gruppo con tante ragazze giovani e belle sedute a terra a chiacchierare è perfetta per descrivere The Society. E per far capire perché di tutta la serie se ne poteva fare tranquillamente a meno. Sempre che non ci si riesca ad accontentare delle qualità estetiche del cast (sia maschile che femminile). Ma, in quel caso, sarebbe bastato cercare i nomi su Google e godersi le immagini.

The Society - recensione della serie Netflix

The Society – recensione della serie Netflix – Credits: Netflix

Un inganno ben architettato

A voler essere cattivi si potrebbe dire che The Society è una bugia. La campagna promozionale messa su da Netflix prometteva un mistero da risolvere difficoltà da affrontare. Dove sono finiti tutti gli adulti? Come sopravvivere quando non si può scappare da una prigione a cielo aperto? Riusciranno ragazzi inesperti di tutto a ricostruire una società che garantisca le funzioni quotidiane quando sono rimasti da soli a dover fare tutto?

Rispondere a queste domande interessanti sembrava dovesse essere lo scopo dei dieci episodi che compongono questa prima stagione. Invece, lo spettatore avrebbe fatto meglio ad interpretare il significato metatestuale di quella puzza che impesta l’anonima cittadina del New England in cui si svolgono le vicende. A conti fatti, la sua origine non è un mistero: è l’odore che si sente quando si fiuta una fregatura imminente. Quella che hanno preso gli spettatori che hanno creduto ai trailer e al marketing di Netflix.

Perché, in The Society, tutto è credibile come nella foto di copertina in cui compare al centro dell’immagine Rachel Keller. L’attrice che tanto abbiamo amato in Legion ha ventisette anni e interpreta una liceale. Difetto perdonabile dato che spesso capita una forte differenza di età tra personaggio e attore? Si, se fosse l’unico. No, se è solo il minore dei mali.

Perché il vero problema di The Society è il suo essere strutturalmente incapace di mantenere le promesse che lo spunto iniziale offriva. Rivelandosi, invece, una truffa da manuale che richiederebbe condanne esemplari.

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The Society - recensione della serie Netflix

The Society – recensione della serie Netflix – Credits: Netflix

Un teen drama molto teen e poco drama

Alla lista dei reati si aggiungerebbe quello di lesa maestà se qualcuno insistesse a citare Il Signore delle Mosche tra le fonti d’ispirazione per The Society. Parallelo che è stato citato in qualche intervista a Chris Keyser e Marc Webb, creatori della serie. La suggestione è, in effetti, forte poiché, come accade ai ragazzini del romanzo che ha fruttato il premio Nobel a William Golding, i liceali di The Society si trovano improvvisamente abbandonati a se stessi e devono trovare un modo di non scivolare nel caos estremo.

Solo che questo aspetto viene sbrigato piuttosto rapidamente nella serie. Smaltita l’euforia iniziale del sentirsi nella terra del fa quel che vuoi, subentra rapidamente la saggezza pedante della prima della classe che tutti ascoltano perché giudiziosa e carismatica. E tutti improvvisamente diventano capaci di fare tutto. Come se non ci fosse alcuna differenza tra giocare a football e svolgere compiti di polizia ed esercito. O fosse sufficiente andare bene a scuola per diventare tuttologo ed esperto in cardiologia e medicina forense. D’altra parte, basta leggere il capitolo giusto del manuale di pronto soccorso per fare la flebo giusta e dare una guardata rapida alle figure sul libro di ginecologia per diventare ostetrica e far partorire una ragazza incinta chissà di chi.

D’altra parte, la serie non poteva perdersi dietro al lento processo di costruzione di una società e delle sue strutture portanti. C’erano troppi cliché da mettere in scena senza saltarne uno. Ci doveva essere il tira e molla tra lei che ama il suo migliore amico a cui però piace la super bella e tormentata che sta con quell’altro. E poi l’altra bella ed emarginata che finisce con il bullo violento, ma lei è buona e dobbiamo salvarla inventandoci qualcosa. E poi i due fidanzati modello tutti casa e chiesa che si sposano anzi no o forse si. Senza dimenticare il coming out di quello forte e sensibile che però arriva nel momento sbagliato perché l’altro corrisponde il suo sentimento, ma deve rimandare perché ha preso un impegno con l’amica del cuore. E via così tra bulli che si pentono ma poi tornano a rifare i cattivi senza convinzione e colpi di stato organizzati per fare un dispetto a quella che non stava dalla mia parte quando mi serviva.

Una collezione sovrabbondante delle più scontate trame da teen drama. Con la sostanziale differenza che il teen dovrebbe passare in secondo piano visto di fronte al drama di essersi persi in chissà quale universo alternativo o vattelapesca. Ma questo aspetto non importa davvero a nessuno evidentemente.

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The Society - recensione della serie Netflix

The Society – recensione della serie Netflix – Credits: Netflix

Un album di figurine

D’altra parte, cosa aspettarsi da una serie dove l’idea vincente per mettere pace tra gli animi esagitati è quella di sfruttare il fatto di essere donne e convincere i ragazzi a fare i bravi altrimenti non … (ci siamo capiti)? Perché è di quello che si sta parlando nell’immagine di copertina. Il bello e il brutto è che funziona davvero. Cioè, il punto di svolta arriva proprio quando le ragazze decidono di far capire ai ragazzi che non si … se non la smetteranno di comportarsi male.

Con questa premessa diventa ovvio che a contare di più nella scelta del cast non sono tanto le capacità interpretative, ma quelle estetiche. Non è, quindi, un caso che l’importanza nell’economia del racconto sia direttamente proporzionale al fascino del suo interprete. Farebbe eccezione Rachel Keller capitata in The Society per qualche insondabile mistero. Ma, senza voler essere tacciati di sessismo, è indubbio che attrici come Kathryn Newton, Kristine Froseth, Olivia de Jonge, Natasha Liu Bordizzo non eccellono certo per le tentennanti doti attoriali. Discorso analogo per Alex Fitzalan, Jacques Colimon, Toby Wallace, Alexander MacNicoll, Jack Mulhern che vanno a riempire le caselle destinate al pubblico femminile.

The Society avrebbe fatto la fortuna di riviste come il Cioè degli anni Ottanta. Tanti bei volti da ritagliare e conservare tra le pagine del diario. E poster da attaccare al muro della cameretta per guardarli prima di dormire. E, di certo, farà breccia nel pubblico adolescenziale che è poi il vero target di questa serie.

Si vede che chi scrive ha passato quella fase da troppi anni ormai.

 

The Society - la recensione
2

Giudizio complessivo

Un teen drama che promette di essere altro e dimostra di essere una collezione di figurine che fanno cose viste e riviste

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