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The Playboy Club – 1.01 Pilot

“A girl can be a bunny forever”. E’ questa la quote più bella dell’episodio, la frase che riassume egregiamente l’intero pilot di The Playboy Club, il nuovo serial della NBC ambientato negli anni ’60 ed incentrato sulle “conigliette” del primo Playboy Club di Chicago. Lo confesso: quando lessi la notizia dell’arrivo di questo serial, pensai subito “ecco la cagata pazzesca della nuova stagione seriale” e invece non è assolutamente “la corazzata Potemkin” fantozziana del 2011/2012. A differenza di altri serial, ho trovato questo pilot frizzante e pieno di stile, forse anche grazie alle ottime musiche e all’ambientazione retrò. E’ vero, l’episodio è ricco di cliché e scene “chiamate” come lo stupro, il mafioso, la stronza che diviene responsabile delle conigliette… ma alla fine l’episodio non è poi così schifoso come pensavo agli inizi. Anzi, è guardabile, mai lento e funziona come pilot ovvero introduce correttamente i personaggi e l’ambiente che li circonda.

Chi mi conosce di persona sa che in passato non avrei mai dato una chance a The Playboy Club, non rispecchia per nulla lo stile seriale che più adoro (ovvero il drama con cospirazioni governative, gli universi paralleli…). Cosa mi ha fatto cambiare idea? Presto detto: le numerose contestazioni che lo show ha suscitato in America. Chiaramente oltreoceano il Parents Television Council (sempre lui, lo sappiamo) si è subito schierato contro la serie sin dalle prime fasi di produzione; già nell’aprile 2011 infatti, l’organizzazione criticò la NBC per aver ordinato un programma dove compariva la parola “playboy” nel titolo…. Sì, avete letto bene… Solo per la parola inserita nel nome del programma! Dopo la conferma della messa on air nella stagione televisiva 2011-2012, l’associazione americana tornò alla carica e senza aver avuto modo di vedere la puntata, continuò l’azione denigratoria nei confronti della serie tv, arrivando a scrivere alle circa 200 emittenti affiliate con la NBC per chiederne il blocco nella messa on air. Il 13 giugno 2011 l’affiliata di Salt Lake City KSL-TV, controllata indirettamente dalla Chiesa mormone, annunciò l’intenzione di non mandare in onda la serie adducendo, come scusa, il fatto che contrastasse con il suo marchio e il suo modello di programmazione. Nonostante tutto questo casino e tutte le azioni delle associazioni attiviste contro la pornografia (ai più curiosi segnialiamo che tutte le campagne sono riportate dettagliatamente su Wikipedia), The Playboy Club ha comunque fatto il suo debutto sul piccolo schermo americano raccogliendo 5,02 milioni di telespettatori, pari al 5% di share con una percentuale di rating/share 1,6/4 nella fascia di riferimento 18-49 anni. E proprio per questo caos generato in USA, non potevamo non raccontarvi passo a passo l’episodio…

Innanzitutto dobbiamo precisare una cosa: per chi non l’avesse ancora capito, le protagoniste del serial sono le cameriere vestite da conigliette del Playboy Club di Chicago e non le modelle nude di Playboy Magazine… Dunque niente nudo, sorry… almeno per il momento.

Siamo nella Chicago dei primi anni sessanta. All’interno di un esclusivo club di Playboy, l’area è plumbea e gli alcolici scorrono a fiumi. Tina Turner è sul palco mentre canta a squarciagola e incita le conigliette a ballare in mezzo alla folla. La protagonista è Amber Heard che veste i panni della coniglietta Maureen, una giovane e affascinante ragazza orfana che è giunta in città per reinventarsi e diventare una star. La sua luce brilla così intensamente da catturare immediatamente l’attenzione del procuratore Nick Dalton (Eddie Cibrian) e del boss mafioso Bruno Bianchi.

A prima vista, Nick Dalton sembra il classico uomo perfetto, l’uomo che possiede tutto quello che una persona qualunque potrebbe desiderare. Nick è un avvocato a dir poco affascinante, di enorme successo e con numerose aspirazioni politiche. E’ l’uomo perfetto che tutte le donne vorrebbero avere al proprio fianco e che tutti gli uomini vorrebbero impersonare, l’unica pecca è che in passato ha lavorato per Bruno Bianchi, boss di Chicago. Quando il re della mafia segue la giovane coniglietta nel magazzino pronta a stuprarla, Nick sopraggiunge a salvare Maureen e quest’ultima, per legittima difesa, tira un calcio al suo assalitore infilzandogli il tacco a spillo nella giugulare, uccidendolo all’istante.

Senza un attimo di esitazione, Nick aiuta la donna a sbarazzarsi del cadavere e a gettarlo in un fiume. Ora Nick e Maureen sono uniti da un segreto e sia le aspirazioni politiche di lui, sia la vita di lei dipendono da questo avvenimento. I due protagonisti sono uniti anche (chiaramente) da una forte attrazione fisica. Peccato che Nick abbia già un “intrallazzo” con il capo delle conigliette ovvero Carol-Lynne (Laura Benanti). Carol-Lynne non solo è la prima coniglietta del club ma è anche la preferita del proprietario Hugh Hefner tanto che, quando il manager del club Billy Rosen (David Krumholtz) decide di licenziarla, lei torna a testa alta proprio grazie all’intervento di Hef.

La storyline principale è dedicata dunque al trio Maureen, Nick e Carol-Lynne ma ci sono sicuramente altre conigliette degne di nota in questo primo episodio; citiamo Brenda (Naturi Naughton) che sogna di diventare la prima coniglietta di colore riconosciuta da tutti, Janie (Jenna Dewan-Tatum) che deve destreggiarsi tra il lavoro e la relazione con un suo collega non molto contento della professione intrapresa dalla donna e Alice (Leah Renee Cudmore) fondatrice di un club segreto per omosessuali.

Che cosa vogliamo dire di The Playboy Club? La maggior parte delle scene si svolgono chiaramente nel club e questo è davvero un punto a suo favore perchè l’ambientazione è perfetta, tanto che il telespettatore percepisce distintamente e soprattutto con forza l’energia che emana la pista da ballo, grazie anche alla bella musica che fa da colonna sonora all’episodio. Gli ingredienti per affascinare il pubblico dunque ci sono tutti: musica, sesso, attrazione fisica e attori affascinanti. L’unica cosa che ci resta da capire è dove ci porterà la trama, se riuscirà a mantenere il serial unito in ogni sua parte perché la storia mafiosa è alquanto banale e il rischio di un flop, viste poi le numerose contestazioni, è davvero dietro l’angolo.

Mara D.

Founder e Admin di Telefilm-Central.org. Amante delle serie tv, del cinema e dell'universo Internet :-)

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