Cinema

The Perfect Date: Anche Netflix fa cilecca. Recensione del film con Noah Centineo

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Titolo: The Perfect Date

Genere: Commedia, Rom-Com

Anno: 2019

Durata: 90 minuti

Regia: Chris Nelson

Sceneggiatura: Steve Bloom, Randall Green

Cast: Noah Centineo, Laura Marano, Camila Mendes, Odiseas Georgiadis, Matt Walsh

Credo ci sia un limite alla quantità di film che possano avere successo riproponendo lo stesso attore nello stesso ruolo. A meno che tu non sia Keira Knightley ed allora sei la regina dei period drama, variare è la regola numero uno per poter mantenere lo spettatore attaccato allo schermo.

Noah Centineo, che ha conquistato il pubblico femminile di Netflix grazie a Tutte le volte che ti ho scritto Ti Amo, torna alla riscossa con una seconda pellicola, intitolata: Perfect Date. O forse è più corretto dire con la “terza”, dal momento che c’è stato anche Sierra Burgess è una sfigata. Ma quello non l’ho visto: sorry, Barb.

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Trama scontata, sempre perfetto il protagonista

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Credits: Netflix

La trama di questo film è piuttosto semplice e per nulla originale. Brooks (Noah Centineo) è un ragazzo con tanti sogni ma pochi contanti e sogna di frequentare un’università della Ivy League. Per farlo lavora con il suo migliore amico, Murph, in uno dei tanti fast food americani, nella speranza di mettere da parte abbastanza per riuscire a pagare la retta d’iscrizione – sempre che venga prima accettato.

L’occasione perfetta si presenta quando un compagno di classe si rifiuta di accompagnare la cugina ad un ballo della scuola. Un appuntamento per cui suo zio sarebbe stato disposto a pagarlo. Letteralmente. Ecco allora che Brooks si fa avanti. Non solo l’appuntamento con Celia (Laura Marano) risulta vagamente stimolante ma gli da anche un’idea geniale per poter guadagnare qualche dollaro in più. Perché non offrire alle ragazze che ne hanno bisogno un compagno “perfetto”? Grazie all’espero della tecnologia al suo fianco, Brooks crea un’app per mettere a disposizione di tutte i propri servizi di “accompagnatore”. Nulla di inappropriato, ovviamente, perché – come Murph sottolinea – altrimenti andrebbero in prigione. Un gigolò senza la ciliegina, insomma.

A differenza di gran parte dei film di questo filone narrativo, in cui spesso è la seconda parte a riscattare un inizio fiacco, in The Perfect Date si percepisce un calo piuttosto brusco dalla seconda metà in poi. Questo principalmente perché non propone nessuna novità rispetto a quello che abbiamo già avuto modo di vedere in decine, forse centinaia di film dello stesso stampo.

Prevedibile (ma inconsistente) fanservice

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Credits: Netflix

Che Noah Centineo abbia un sorriso smagliante si era capito, ma questo non può contribuire a rendere una pellicola interessante. Netflix non rischia, non propone innovazione, nessun genere di incentivo perché lo spettatore si senta invogliato a continuare la visione di Perfect Date. Perfino la relazione di Brooks e Celia, che speravo potesse finalmente offrire l’eccezione alla regola delle rom-com, finiscono esattamente come sarebbe stato prevedibile: insieme.

Era tanto chiedere una trama che non culminasse con l’amore da favola? Non c’era modo di rendere una banalissima rom-com qualcosa in più? La frustrazione nasce proprio dal fatto che, almeno nei minuti iniziali, The Perfect Date aveva tutte le carte in regola per distinguersi dalla massa. Sarebbero bastate un paio di scelte di copione meno tradizionali ed il coraggio di non inserire a forza una love story dove, probabilmente, non era necessaria.

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Un cast intelligente, ma che rende poco

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Credits: Netflix

Ovviamente Netflix non è interessata a vendere un prodotto che sia originale, è interessata a vendere un prodotto che “venda”. Ed ecco allora che con Noah Centineo c’è anche Camila Mendez (per il giubilo dei fan di Riverdale), ecco che Noah Centineo sfila con più outfit di quanti ne abbia indossati Blair Waldorf nelle sei stagioni di Gossip Girl ed ecco che la storia del solito ragazzo americano senza possibilità si conclude esattamente come tutte le altre che l’hanno anticipato.

La vera vincitrice (morale ed effettiva) della pellicola è senz’altro Laura Marano. Mentre Camila Mendes è sempre uguale al suo personaggio di Riverdale – tanto che, per qualche secondo, bisogna darsi un pizzicotto e ricordarsi che si tratta di una pellicola indipendente e non uno spin-off della serie tv – Laura Marano è un’ottimo lead per The Perfect Date. Non voglio negare il fatto che anche lei non è immune alla generalizzazione e agli stereotipi dei personaggi liceali. Ma, almeno, nel suo caso il personaggio di Celia è divertente, schietto, intelligente.

Non è la solita ragazzina che sogna l’amore o che non ha un briciolo di cervello. È una giovane donna indipendente, sagace e pronta ad aiutare i propri amici.

Un buco nell’acqua la rom-com The Perfect Date

Unica lodevole scelta è quella di rinunciare all’università dell’Ivy League. Non sono un’esperta di tasse universitarie ma dubito che qualche uscita serate per 40 dollari possa dare ad un ragazzo tutto quello di cui ha bisogno per un’istituzione del genere, per cui alcune famiglie risparmiano fin dal concepimento del loro pargolo.

In conclusione, The Perfect Date non è un film la cui visione si possa consigliare caldamente. Non se avete un minimo di cervello e avete voglia di guardare qualcosa che non sia scontato fino alla virgola. Certo, c’era un tempo in cui film del genere erano un must nei pomeriggi su Italia1, ma anche in quel caso riuscivano ad avere un senso. Adesso? Dubito che Italia1 lo trasmetterebbe. Scusa Netflix, spero che la prossima vada meglio!

The Perfect Date - Recensione
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
1.5
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