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Pacific (The)

The Pacific – 1.04 Gloucester/Pavuvu/Banika

Lo ammetto. Faccio un po’ fatica a ritrovarmi nei momenti di battaglia. E’ una Storia che conosco decisamente molto meno, quello della giungla è un ambiente difficile da capire, la geografia mi è quasi sconosciuta. E’ l’altra faccia della Seconda Guerra Mondiale, quella svoltasi a migliaia di chilometri di distanza contro un Impero che con la Germania nazista e l’Italia fascista c’entra ben poco.
Ma questo ovviamente è un limite mio, perché la serie viene condotta con la solita maestria e la dovizia di particolari.
L’aspetto che mi ha meno coinvolto fino a qui è stato proprio quello del combattimento, spesso svoltosi di notte, in un’ottica complessiva di conquiste che di fatto non mi è molto chiara, e contro un nemico che non ha una vera e propria strategia se non quella di mandare a certo massacro migliaia di soldati per tentare di fiaccare il nemico.

(Le immagini dell’episodio nella Gallery)

Detto questo però, la serie ha decisamente spiccato il volo. Questo era già accaduto nella scorsa puntata con i soldati temporaneamente fermi a Melbourne a rifiatare un po’.

Nella quarta puntata viene approfondito un aspetto che anche in Band of Brothers era tutto sommato solo accennato, e cioè l’impatto psicologico della guerra sui soldati. E in un ambiente molto particolare come quello della giungla, con piogge torrenziali, rumori sconosciuti, vegetazione fitta, temperatura e clima diversi da quelli di casa, penso che l’impatto possa essere ancora più devastante.

Ancora una volta il punto di vista principale è quello di Robert Leckie. Bob continua incessantemente a scrivere a Vera (io spero tanto che le stia leggendo, mi si stringe il cuore quando legge ad alta voce le lettere *_*) mentre di notte si ritrova bagnato fradicio sotto la pioggia. Probabilmente a causa del clima molto umido Robert comincia a soffrire di enuresi, in sostanza non ha controllo della propria vescica.

Mi ha molto colpito la solidarietà tra commilitoni. Probabilmente in altro ambiente Bob sarebbe stato oggetto di scherno, seppur bonario. In questo caso tutti sono consapevoli della situazioni, tutti sono consapevoli che in un qualsiasi momento potrebbero aver bisogno degli altri. Nessuno sorride, nessuno scherza, ma anzi si mettono addosso coperte e si chiama il medico. Leckie viene così allontanato per qualche settimana dal fronte per potersi “asciugare” in una struttura ospedaliera, in particolare nell’area psichiatrica.

Dove c’è Captain Midnight che bisbiglia tutta la notte andando avanti e indietro e dove c’è anche un vecchio commilitone di Robert che in un atto estremo ha cercato di tornare a casa rubando un aereo.

I capelli biondi dell’infermiera fanno tornare alla memoria desideri sopiti, ma il pensiero ai compagni nella giungla è costante. E così Bob chiede al medico di tornare al fronte anzitempo, addirittura dandogli una pistola giapponese, per il cui possesso aveva lottato quasi sfiorando l’insubordinazione. Questo ci dà il metro di misura di quanto sia alto lo spirito di squadra.

John Basilone è ancora in tour a casa, promuovendo gli eroi di Guadalcanal mentre Eugene è ancora in fase di addestramento pronto a partire. Immagino che presto li vedremo entrambi comparire sulla scena principale.

E mente ci avviciniamo al “midseason” possiamo indubbiamente dire che la serie è di qualità e non sfigura di fronte al fratello maggiore. I personaggi sono credibili così come sono rese alla perfezione, anche con i soli sguardi, i mille pensieri che possono attraversare la mente di un soldato.

E io non vedo l’ora di vedere la prossima.

VOTO 9.5

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