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The Originals: Recensione dell’Episodio 1.20 – A closer Walk with Thee

E io che avevo pensato che l’episodio precedente fosse degno della top 3! Questo conquista senza dubbio il primo posto, dal momento che riesce a conquistare lo spettatore, minuto dopo minuto, in un climax ascendente che non fa che portare nuovo pathos a situazioni che, probabilmente anche senza ulteriori complicazioni, presentano difficoltà ed ostacoli non indifferenti.

Il fulcro intorno a cui tutto ruota è senz’altro il funerale di Kieran. Malgrado il prete sia morto, pare che molti dei suoi misteri rischino originals_120_3di sopravvivere alla sua prematura dipartita. Una certa Francesca cerca infatti di intimidire Cami per farsi consegnare una chiave in possesso dello zio. Che cosa sia questa chiave la povera Cami nemmeno lo sa, almeno finché Marcel non le confessa di esserne in possesso e di intendere usarla per scoprire quale ‘Vaso di Pandora’ possa aprire. Come se non ci fossero abbastanza segreti del quartiere, mancava solo una chiave di cui il defunto padre non aveva mai parlato mentre era in vita: aveva svelato la sua esistenza a Marcel ma non a Cami, forse in un tentativo (disperato ed inconcludente) di tenerla lontana dal mondo soprannaturale, da cui è stata comunque risucchiata. Infatti si scopre che la chiave apre un piccolo scrigno di legno, vuoto, se non per un incisione in una specie di linguaggio dei segni segreto della famiglia di Camille. Inutilmente Marcel cerca di farsi svelare il significato delle parole, dato che la donna rifiuta di farne parola. Mentre da una parte è piuttosto surreale pensare che solo Cami parli questo fantomatico linguaggio, dall’altro si originals_120_1assicura un ruolo più centrale nelle sorti della città, molto più centrale di quanto lo sia stato nella passata stagione. Sempre che le parole non siano un ‘Sii felice e stai lontana da Klaus’.

Nel frattempo è proprio Klaus ad avere un problema non indifferente: il ritorno di Mikael. Facendo una telefonata veloce a Mystic Falls (perché chiami Bonnie e non Caroline per noi resta un mistero, ma comunque…) scopre infatti che l’Altro Lato si sta disintegrando e questo permette ai spiriti di interagire con il mondo dei vivi. Dal momento che anche Genevieve gli fornisce la stessa spiegazione, i fratelli Mikaelson non possono fare altro che domandarsi cosa comporti l’interferenza di Mikael nelle loro vite. Come verrebbe da aspettarsi, il patriarca è in splendida forma, perfido come non mai, e fa un’entrata in grande stile, evocato da una povera ed ignara Davina, pronto a vendicarsi sull’unica creatura ancora immune al suo odio e alla sua sete di vendetta: la piccola di Klaus e Hayley. Grazie infatti all’aiuto di Monique, che inizia seriamente a stare sulle scatole a molta gente (me per prima), il vecchio (ma sempre dannatamente affascinante) genitore riesce ad avere un tête-à-tête con Hayley, confrontando nell’altro lato e originals_120_2cercando di ucciderla. E’ un confronto significativo, davvero bello per il modo risoluto con cui Hayley tiene testa ad un uomo di cui ha sentito solo storie e dicerie, difendendo nel mentre l’ibrido che l’ha messa incinta: sfido chiunque a non voler bene a Klaus dopo aver visto il paparino. Ed infatti è proprio la domanda che lei gli rivolge, una volta tornata tra i vivi: perché ostinarsi a chiamarlo padre, se in realtà tutto è stato fuorchè un genitore? E’ altrettanto significativa, tanto da spezzare il cuore, la risposta di Klaus, che infatti confessa di chiamarlo tale poiché il dolore provocato da lui poteva essere inflitto solo da un genitore. E’ infatti l’eterno confronto, quello di Klaus con suo padre, ormai vicino a diventarlo lui stesso, che prega di non essere inadatto verso sua figlia nello stesso sprezzante modo. La cameretta che prepara per sua figlia e il modo in cui assicura ad Hayley che la vuole in casa sua anche dopo la nascita della bambina sono toccanti e mettono in luce l’ennesimo lato di Klaus, quello che tende a nascondere ma che a noi piace molto vedere.

originals_120_4Proprio come quello che, attraverso i flashback, racconta del suo passato con Marcel.Viene infatti messo in luce cosa abbia portato questi due colossi, entrambi re di New Orleans, a divenire così vicini e poi a essere trascinati in direzioni opposte l’uno dall’altro, come un fiume che scorre parallelo, prima di gettarsi nel mare. Bellissimo il confronto dei due, un po’ incitato da Elijah, che fa notare al fratello che non sono solo i morti a tormentarlo ma anche i vivi e che dovrebbe, in tal caso, cercare di rimediare. Marcel e Klaus non arrivano ad un punto di incontro ma riescono, se non altro, a dimostrare di essere esattamente ciò che sono sempre stati: Klaus dimostra di tenere a Marcel, nel suo modo contorto, mentre a sua volta Marcel prova a Klaus di non aver dimenticato per un attimo i suoi insegnamenti e di tenerlo ancora in alta considerazione. Malgrado tutto, non vedo l’ora di rivederli combattere insieme per uno scopo comune, l’uno accanto all’altro, e dato il piano delle streghe di eliminare la bimba di Hayley, qualcosa mi dice che accadrà molto presto.

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