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The Originals: Recensione dell’episodio 1.16 – Farewell to Storyille

Quando si tratta degli Originals, difficilmente si riesce ad annoiarsi. Le emozioni che questi personaggi riescono a trasmettere, singolarmente ma soprattutto insieme, raggiunge livelli incredibili, a mio parere, che non fanno che aggiungere punti ad un prodotto che funziona e che ha ingranato la marcia giusta fin dalla primissima puntata. Si potrebbe discutere per delle ore sui pregi di questo o quell’elemento della serie, partendo dall’ottima sceneggiatura, alle suggestive ambientazioni e a storie sempre emozionanti, ma a me ne basterà solo una: la bravura di Joseph Morgan nei panni di Klaus Mikaelson. Con questo non sminuisco l’incredibile energia e significativa presenza di Claire Holt e Daniel Gilles, attori davvero capaci e insostituibili in questo contesto, ma basta concentrarsi per più di qualche secondo su Klaus e notare la miriade di sfumature che attraversano il suo volto, in questo episodio, dal tradimento alla rabbia, dalla comprensione alla spavalderia, dalla determinazione all’incertezza e tutto – sottolineo tutto – assume un significato nuovo per il suo personaggio. Con quest’episodio, senza dubbio, Joseph Morgan conferma una scelta giusta, una scelta che l’ha reso normal_TheOriginals116-1470l’unico vero attore capace di prestare il volto all’ibrido originale.

Per quanto nulla mi darebbe più gioia del decantare le lodi di Klaus per ore ed ore, abbiamo un episodio di cui discutere e direi che è arrivato il momento di farlo. Rinchiusi nel cimitero da un incantesimo dell’ormai defunta Celeste, i tre fratelli originali si trovano davanti alla necessità di confrontarsi sui reciproci sentimenti. Non hanno scampo da quel luogo e non hanno neanche la minima possibilità di evitare ciò che li affligge. Il tradimento che Rebekah ha commesso, ormai cento anni fa, è reso ancor più vivido attraverso i ricordi d’infanzia dei due fratelli, sia Klaus che Elijah. Nel caso dell’ibrido, la memoria lo porta a ricordare con quanta dolcezza e spensieratezza avesse caratterizzato la sua relazione con la sorella, quando erano entrambi molto piccoli. Si sapeva già da tempo che tra i due ci fosse un legame molto profondo, particolarmente tossico se vogliamo, in cui Klaus aveva vissuto nella costante paura di vedersi abbandonato dalla sorella per quello e quell’altro pretendente. E’ stata una paura egoistica la sua, che ha portato Rebekah a fare delle scelte molto difficili, come quella di chiamare Mikael, appunto. Nel finto processo improvvisato da Klaus, non so per chi sia stato più emozionante il confronto tra i due: per noi che lo vedevamo dall’esterno o per loro, che squarciavano i loro sentimenti e si pugnalavano a vicenda con parole assassine. Klaus e Rebekah sono sempre stati in grado di tirare il meglio ma anche il peggio da loro stessi, ormai è chiaro. E’ tuttavia confortante sapere che, nonostante tutto, la scelta finale di Klaus è andata verso la felicità della sorella. Una felicità che, a parer mio, è molto relativa e discutibile: ha lasciato Rebekah libera di partire, questo è vero, ma che partenza felice potrebbe mai essere quella che la costringe a lasciarsi alle spalle una nipote non ancora nata, due fratelli che ama e Marcel, per il quale ha rischiato la sua normal_TheOriginals116-1993stessa vita? Quando sorride nella sua decapottabile, sfrecciando verso l’infinito in pieno stile ‘Thelma e Louise’, ho trovato quel sorriso qualcosa di ridicolo, non propriamente falso ma decisamente poco congeniale alla sua scelta.

Cuscinetto tra i due è invece Elijah, al quale va dedicato molto più che un semplice cenno, in quest’episodio. Non deve essere facile, essere costantemente in bilico fra le due persone più importanti della sua vita, senza mai schierarsi definitivamente. Che Elijah abbia una profonda predilezione per sua sorella lo sapevamo già da tempo, ma naturalmente è normale che non riesca a lasciar perdere la speranza per suo fratello. Lo dimostra anche in questo episodio, in cui discute senza sosta con Klaus, impedendogli di pugnalare Rebekah. La forza di Elijah sta proprio nella sua capacità di mantenere la calma anche nelle situazioni più disperate, anche se questo lo porta a beccarsi una pugnalata con il pugnale di papa Tunde. E’ quella stessa forza a costringerlo a restare quando Rebekah parte, probabilmente per restare vicino ad Hayley e al nipote. I suoi ricordi sottolineano ulteriormente questo suo carattere.

normal_TheOriginals116-2409Un po’ marginale ma significativa è invece la sfera privata in cui sono immersi Marcel con Cami e Davina, recentemente tornata in vita. Se da un lato Marcel non può che essere contento per il ritorno della sua pupilla, dall’altro deve fare i conti con una Rebekah imprigionata con le ire di Klaus. E’ una scelta insidiosa, direi quasi triky, che non ha né una scelta sbagliata né una giusta ma che, almeno secondo un minimo di logica, dovrebbe vertere verso Davina. Non accade tuttavia ciò che ci si aspetta – come mai, del resto, per questo telefilm – e Marcel sceglie, su richiesta della sua vecchia conoscenza, la strega Genevieve, di consegnare Davina alle streghe e salvare Rebekah, spezzando l’incantesimo che la tiene prigioniera. La scelta di Marcel avrà sicuramente delle ripercussioni significative, non c’è dubbio, soprattutto visto che gli anziani sono piuttosto adirati con Davina per la sua scelta di aiutare Marcel e non le sue sorelle streghe. Dove porterà questa scelta? Ah, chi lo sa!

Un episodio con i fuochi d’artificio, insomma, in cui tutta l’azione è stata rimpiazzata da elementi psicologici e ricordi. Bellissimo.

Per vedere sempre prima gli episodi di The Originals seguite la pagina Facebook di Angels & Demons – Italian Subtitles

1.16 - Farewell to Storyille

Bellissimo

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Katia Kutsenko

Cavaliere della Corte di Netflix, rinomata per binge-watching e rewatch, Katia è la Paladina di Telefilm Central quando si tratta di tessere le lodi di period drama e serie tv fantasy. Le sue uniche droghe sono: la caffeina, Harry Potter e Chris Evans.

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