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The Originals: Recensione dell’Episodio 1.14 – Long Way back from Hell

The Originals è tornato dopo una lunga pausa con un vero botto (come piace a noi), tanti drammi familiari (come piace a loro) e un Joseph Morgan bello come mamma l’ha fatto per buona parte dell’episodio (come piace a Julie Plec). Il risultato? Un episodio fantastico, con tanto pathos e drammaticità, che vengono cosparsi tra passato e presente come coriandoli a Carnevale. Si tratta di un viaggio nel passato che ricorda un periodo storico molto caro ai vampiri originali, quello del 1919, in cui scopriamo di più circa il piano autodistruttivo di Rebekah e Marcel, che avrebbe messo Mikael sulle tracce di Klaus e costretto lo stesso a fuggire da New Orleans, portandosi una ribelle Rebekah dietro di sé nella bara. Ora mi perdonerete ma, se come me siete appassionati di The Vampire Diaries, originals_114_1sorge spontanea la domanda: se la bionda vampira era innamorata alla follia di Marcel, com’è che solo un anno dopo professava disinvoltamente il suo amore per il giovane Stefan Salvatore? Domande che resteranno senza risposta, suppongo. Ma torniamo agli originali.

Mentre Rebekah ripercorre il suo personale Memory Lane, ricordando  come ha conosciuto la strega Genevieve, ci svela anche come Mikael sia riuscito a rintracciare gli originali a New Orleans. E’ infatti Genevieve, sotto richiesta di Rebekah, a convocarlo. Naturale che la biondina avesse a che fare con il ritorno di papà original; si era capito già da un pezzo ma che si trattasse di un futile tentativo di liberarsi di Klaus per giocare ai piccioncini con Marcel? Mi aspetto di più da Rebekah, soprattutto vista la sua personalità e l’evoluzione del suo personaggio nel corso delle puntate. La famiglia ha sempre rappresentato un punto fondamentale per i Mikaelson, che si trattasse del 1400 o dei primi anni del XX secolo, e il tentativo di Rebekah di liberarsi del fratello per amore ha un retrogusto da ribellione adolescenziale che le si addice ma solo per una piccola parte –  che comunque non è questa. Senza voler poi sottolineare che liberarsi di Klaus avrebbe voluto dire, per estensione, liberarsi anche di Elijah.

Punto forte dell’episodio è il lato bad-ass di Elijah, appunto, che è sempre un piacere da guardare. Ho molto apprezzato il fatto che non originals_114_2sia voluto tornare sui propri passi, rinnegando la scelta fatta di dare priorità ad Hayley e il bambino e non salvare Rebekah. Naturalmente questo non incide sul suo desiderio di ritrovare i fratelli prigionieri delle streghe. Il suo andare in giro a scaraventare umani in bar pieni di vampiri fa molto vecchio west, o cavalier cortese se preferite, adatto ad Elijah quanto un completo giacca e cravatta.

Mentre Rebekah ricorda gli errori passati, la vendetta di Genevieve – morta per mano della vampira – si concretizza nel legame che instaura tra la mente di Klaus e quella della sorella, rivelando al primo del profondo tradimento di lei e non lasciando alla seconda nessuna via di scampo. Naturalmente sarebbe ridicolo attribuire a Klaus il titolo di santo – ha rinchiuso i propri parenti in bare per più di mezzo millennio solo per capriccio! – ma nessuno, credo, è rimasto impassibile di fronte alla rabbia che quest’ultimo ha mostrato in seguito alla scoperta del tradimento della sorella. Forse la sua reazione è giustificata in quanto è l’abitudine di far male agli altri che gli ha precluso il dolore altrimenti infertogli dal male fatto a lui. E’ una reazione molto umana da parte di Klaus, molto emozionante se vogliamo, in cui vediamo tralasciato il senso di potere e gloria da cui è costantemente circondato e vediamo emergere quel lato di fratello tradito che molto gli si addice.

originals_114_3Il climax ascendente del dolore di Klaus culmina in uno scontro finale con la sorella, in trappola dopo tanto scappare, sia da lei stessa che dall’ibrido. I due se le danno di santa ragione, il che è ovviamente catartico per Klaus e quanto mai doloroso per la bionda. Ma è una scena necessaria, a parer mio, perché rende con forza l’immagine di quello che i due provano in quell’istante e non credo che una semplice chiacchierata avrebbe significato altrettanto. Ma la vera sorpresa non è tanto il fatto che Rebekah non venga effettivamente uccisa (c’è qualcuno che davvero ci ha creduto?!) e nemmeno il fatto che Marcel corra a salvarla, quanto piuttosto il gesto istintivo di Elijah. Da bravo fratello ha fatto l’esatto opposto di quello che Sabine/Celeste si aspettava avrebbe fatto. Il suo piano era lasciar che Rebekah morisse per mano di Klaus, in modo che il fratello maggiore non si perdonasse mai per il torto compiuto. La situazione è invertita. Mentre Celeste collassa sotto l’incredibile forza di Hayley (fin troppo forzuta per una donna al trecendododicesimo mese di gravidanza), Elijah trafigge Klaus con il coltello di Papa Tunde, dando la possibilità ai piccioncini innamorati di scappare.

Andranno lontano? Secondo me non tanto. Ma non dovremo aspettare molto per scoprirlo! Episodio, insomma, strabiliante, come ogni episodio in cui emergono i sentimenti degli originali che non riguardino le lotte di potere a New Orleans. Adorable!

Per vedere sempre prima gli episodi di The Originals seguite la pagina Facebook di Angels & Demons – Italian Subtitles

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