Originals (The)

The Originals: Recensione dell’episodio 1.12 – Dance Back from the Grave

Come disse qualcuno una volta, il mondo non è fatto di luce o di tenebre bensì di ombre; non predomina il bianco o il nero ma un costante e perpetuo susseguirsi di tonalità di grigio. E’ un po’ quello che tende ad influenzare i personaggi di The Originals, questa settimana, che si riprova per l’ennesima volta come uno show in grado di interpretare a fondo le dinamiche, interiori e reciproche, dei suoi protagonisti. Nulla di più difficile, se si considera il profilo narrativo intrapreso dalla serie, in cui si ricorda costantemente come i vampiri, idealmente privi di sentimenti e temprati da secoli di dolori e rinunce, abbiano in realtà una miriade di sfaccettature diverse, condizionate da sentimenti forti proprio a causa di quei secoli, vissuti con tanta intensità.

normal_Originals112-1072Dopo la morte definitiva di Davina, che aveva rischiato di spazzare via l’intera città con i suoi poteri, ognuno reagisce al dolore in maniera diversa. Mentre Marcel si da agli alcolici, Klaus – un sorridente originale che ha appena conquistato la sua bella, nella lontana Mystic Falls – si ritrova, faccia a faccia, con un potente nemico del passato, che torna a tormentarlo dopo quasi un secolo da quando lui ed Elijah si erano sbarazzati di lui. Papa Tunde (un rimaneggiamento mal riuscito del più inquietante Papa Legba di American Horror Story – Coven), richiamato da Celeste, ha infatti un unico obiettivo: vendicarsi degli originali. Dopo aver ‘prosciugato’ Rebekah, tenta di uccidere Marcel, benché l’intervento sul doppio fronte di Klaus e Elijah riesca a prevenire il peggio, offrendo tuttavia a Papa Tunde l’opportunità di scappare, consegnando nelle mani di Celeste – un’altra che avrà una vendetta bella condita, in mente – il pugnale con il potere dei vampiri rinchiusi nei famosi Giardini di Punizione del re deposto, aka Marcel.

normal_Originals112-1116Mentre Marcel reagisce al dolore nella maniera più razionale e, a parer mio, consona, Klaus comincia a giocare al re megalomane, amministrando quella città che è New Orleans come se fosse realmente l’Impero Romano. Lungi da me dal giudicare ma, personalmente, ritengo si facciano troppi problemi per un misero quartierino. Poi, naturalmente, mi ricordo chi è Klaus e annuisco in silenzio: il suo sogno era governare, da sempre, e che si tratti di un quartiere pieno di vampiri da comandare a bacchetta o di una regione di formiche, il principio resta lo stesso. Ma è sempre bello, ammettiamolo, vederlo premurarsi tanto per mantenere lo status quo delle cose, tra vampiri indisciplinati e stregoni che spuntano dal nulla.

Alla missione più che logica di Klaus di proteggere se stesso e il suo potere, si affianca quella (su meno larga scala) di Elijah ed Hayley, che partono alla volta dell’ennesimo magazzino abbandonato per salvare Rebekah, riuscendoci senza problemi. Il magnetismo tra il vampiro e la lupacchiotta incinta è qualcosa che non mi stancherò mai di vedere: non si tratta di un amore proibito, perché tecnicamente non lo è, ma è la morale dell’uno e lo spirito di sopravvivenza dell’altra a tenersi sul filo di un rasoio, pericolosamente vicini al cadere nel vortice della passione da un momento all’altro. Un vortice che sarebbe scatenato direttamente normal_Originals112-1719dalla furia di Klaus, se mai i due si trovassero realmente l’uno tra le braccia dell’altra. E’ infatti egoistico, rinfaccia Rebekah (quando la fanno tornare di nuovo idratata come una margherita) al fratello, continuare a tenere Hayley vicino con la chiara consapevolezza di quanto questo faccia infuriare Klaus. All’amore non si comanda ma, per uno che mette la famiglia al primo posto, con i suoi ideali e la sua altissima morale, come potrebbe Elijah venir meno alle sue promesse? Non potrebbe e non lo farà: la scena in cui non si azzarda a raggiungere Hayley sul balcone mette in chiaro la sua scelta, quella di mettere la famiglia al primo posto. Per quanto riuscirà a resistere? Ah, poco, se lo chiedete alla sottoscritta!

Bellissimo il tuffo nel passato che l’episodio ci regala (i flashback sono sempre estremamente graditi!) e che analizza più a fondo il tipo di vita che conducevano gli Originals prima di essere raggiunti da Mikael, il caro dolce papà, ed essere dunque costretti a scappare da New Orleans. Si indaga inoltre sul rapporto Rebekah-Marcel, che personalmente riesce a prendermi ma solo fino ad un certo punto. I normal_Originals112-2382due continuano a dimostrare di essere destinati ad un eterno tira e molla ma, dato che non sono doppleganger e non sono destinati a stare insieme, credo sia l’ora – dopo qualche secolo di troppo – di fare una scelta definitiva e farla finita con questo amore ‘maledetto’.

Cami e Sophie intervengono anche loro, senza darci particolare motivo per apprezzarle, mentre tutta l’attenzione si focalizza su Celeste. Perché è sopravvissuta quando la credevamo morta? Cerca vendetta, qual è il suo piano? Chi sarà travolto dalla sua furia e dal nuovo potere, acquisito grazie a Papa Tunde? Domande, queste, a cui non vediamo l’ora di dare una risposta, soprattutto visto che ogni episodio di questo show sembra riuscire ad appassionare più di quello precedente. Se continua così, e noi ce lo auguriamo, la CW avrà trovato il suo prossimo The Vampire Diaries. E noi, da grandi fan degli Originali, non possiamo che gioirne!

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