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Cinema

The Old Guard: un film che sembra un pilot – Recensione del film Netflix con Charlize Theron e Luca Marinelli

The Old Guard: la recensione
Netflix

Titolo: The Old Guard
Genere: action
Anno: 2020
Durata: 2h 05m
Regia: Gina Prince – Bythewood  
Sceneggiatura: Greg Rucka, Leandro Fernandez
Cast principale: Charlize Theron, Kiki Layne, Luca Marinelli, Mathias Schoenaerts,  Marwan Kenzari

Una volta era più frequente anche se non era così immediato accorgersene perché in Italia le serie arrivavano con notevole ritardo rispetto alla messa in onda americana. Però capitava. L’episodio pilota si mascherava da film tv e, se riscuoteva un sufficiente successo, altri ne seguivano diventando una serie tv vera e propria. Oppure una saga cinematografica andava esaurendo il suo potenziale al cinema e si trasformava in serie TV per provare ad allargare il suo pubblico. Esempio classico: Highlander. Che The Old Guard si candidi ad esempio moderno?

The Old Guard: la recensione - Credits: Netflix
The Old Guard: la recensione – Credits: Netflix

Dalla carta al cinema e dal cinema a …

Tratto da una graphic novel omonima di Greg Rucka e Leandro Fernandez, The Old Guard è la storia di un gruppo di guerrieri immortali che hanno attraversato i secoli combattendo per quelle che sembravano loro giuste cause. A guidarli è la più antica di loro che sotto il comune nome di Andy nasconde l’identità della leggendaria Andromaca di Scizia. Fedeli a lei è una squadra affiatata composta dal crociato Niccolò (Nicky), il suo ex avversario mussulmano Yussuf (Joe) e il soldato napoleonico Sebastien (Booker). La scoperta di un nuovo immortale (la giovane marines Nyle) è l’avvio di una trama che vedrà Andy e i suoi affrontare il magnate farmaceutico Merrick intenzionato a scoprire il segreto della loro immortalità per farne farmaci da vendere a caro prezzo. 

Sceneggiato dallo stesso Rucka e diretto da una Gina Prince – Bythewood alla sua prima prova con il genere action, The Old Guard ha una trama piuttosto lineare priva di errori grossolani o buchi logici. Al tempo stesso, tuttavia, la storia raccontata offre davvero pochi spunti originali seguendo un canovaccio privo di sussulti offrendo allo spettatore esattamente ma anche banalmente ciò che si aspettava. Si giunge alla fine del film con la stessa sensazione del turista che ha prenotato un giro su un bus turistico che mostra le dieci cose imperdibili di una città, ma senza aggiungere nulla più di quello che si poteva leggere su Wikipedia.

Il turista interessato potrà poi approfondire personalmente la conoscenza dei luoghi più caratteristici, ma lo spettatore di The Old Guard? L’impressione è che a lui non resti che sperare in probabili sequel che sono stati probabilmente pensati a priori in fase sia di produzione che di scrittura. Prova ne è sicuramente il finale del film che è il più classico dei cliffhanger con la comparsa di quello che potrebbe essere il villain del prossimo capitolo. Ma è la struttura stessa di questo film che si limita a presentare i personaggi piuttosto che a indagarli a chiarire le intenzioni di autori e produttori.

Un film che nasce per essere il prologo di una saga cinematografica o di una serie tv. Se non fosse che una serie tv con Charlize Theron costerebbe probabilmente troppo.

The Old Guard: la recensione - Credits: Netflix
The Old Guard: la recensione – Credits: Netflix

Un buon pilota e nulla più

Pur non peccando gravemente in nulla, The Old Guard non riesce a sottrarsi all’impressione di essere un buono, anzi buonissimo primo episodio di un qualcosa che tuttavia ancora non c’è. Il ritmo è scorrevole e veloce quanto basta a mostrare le potenzialità dell’universo narrativo in cui le vicende andranno a svolgersi. Il villain di turno è sbozzato in fretta come si compete ad un elemento la cui unica funzione inizia e finisce nell’alveo di un primo capitolo iniziale che vuole mostrare le capacità della squadra di guerrieri. I personaggi destinati ad essere ricorrenti sono presentati il tempo necessario ad assegnare loro il ruolo che dovranno avere in seguito. Il passato dei protagonisti è suggerito più che spiegato in modo da incuriosire lo spettatore ed avvinghiarlo alla serie.

Solo che The Old Guard non è una serie tv. Constatazione quasi ovvia che tuttavia avrebbe dovuto spingere gli autori a usare le due ore per espandere quei temi che solo marginalmente vengono trattati. L’immortalità come condanna a restare soli è presente nelle parole di Booker, ma in un dialogo talmente breve che diventa difficile considerarlo come motivazione del suo agire successivo. Il tormento interiore di chi non riesce ad espiare la propria colpa neanche dopo secoli caratterizza Andy, ma rischia di essere un orpello superfluo in un’eroina che non ha tempo di pensarci più di tanto dato il ritmo che il film deve avere. Anche la storia d’amore tra Nicky e Joe avrebbe meritato una maggiore attenzione e profondità, mentre si limita ad emergere in una scena che vorrebbe essere romantica, ma finisce per essere fuori luogo e tempo. 

Inevitabile, inoltre, che l’immortalità dei protagonisti imponga un paragone con la saga di Highlander. Anche perché è lo stesso The Old Guard a farvi riferimento con i sogni comuni che legano gli immortali e che altro non sono che una riscrittura del legame istintivo a cui erano sensibili i Connor MacLeod e Juan Sanchez Villa Lobos Ramirez di Christopher Lambert e Sean Connery. Solo che il film del 1986 era stato concepito come un racconto unitario che portava la sua storia a compimento (e non a caso i sequel furono fortemente osteggiati dagli autori del primo Highlander). The Old Guard è, invece, costruito esattamente per il motivo opposto.  Ne consegue che il fascino irresistibile di Andromaca, che pure ha poco o nulla da invidiare al suo epigono scozzese, è inevitabilmente monco.

Si può concepire un film solo in vista di ciò che potrebbe essere domani e non guardando a ciò che deve essere qui ed ora?

The Old Guard: la recensione - Credits: Netflix
The Old Guard: la recensione – Credits: Netflix

L’uomo giusto al posto sbagliato

Ad aumentare sciovinisticamente l’attesa per The Old Guard c’era anche la presenza del nostro Luca Marinelli nel ruolo di Niccolò. Merito anche delle parole al miele spese nei suoi confronti da Charlize Theron che del film è anche produttrice. Un’occasione d’oro per quello che è uno dei migliori attori italiani dell’ultima generazione di talenti nostrani. Troppo spesso bravi in patria, ma ignorati all’estero e tagliati fuori ingiustamente dalle grandi produzioni a stelle e strisce. Occasione sfruttata?

Si e no. Perché Marinelli da l’impressione di essere l’uomo giusto al posto sbagliato. Per quanto il personaggio assegnatogli non ha molte opportunità di mettersi in mostra, è tuttavia difficile dirsi pienamente soddisfatti dell’interpretazione offerta dal nostro compatriota. Indubbiamente la filmografia di Marinelli chiarisce quanto il genere action sia avulso dalle sue esperienze precedenti. Ma quel che sembra mancare è una preparazione adeguata che lo renda credibile nelle scene d’azione in un film che di questo vive. Marinelli appare muoversi come un pesce fuor d’acqua imitando quanto fanno gli altri più che restituirlo in prima persona. Riesce fortunatamente ad evitare l’effetto “che ci faccio qui?” che caratterizzava le interpretazioni di Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino in Le Cronache di Narnia – Il Principe Caspian. Ma è troppo poco per dire se The Old Guard possa aprirgli le porte di Hollywood.

Ben diversa è, invece, la prova di Charlize Theron a cui, forse, Marinelli avrebbe dovuto guardare per imparare come ci si prepara ad un ruolo. Prima di interpretare Furiosa in Mad Max  – Fury Road, l’attrice australiana non aveva mai recitato in film action. E, tuttavia, già in quel film mostrava una fisicità e un carisma sufficiente a rendere indimenticabile il suo personaggio. Non sorprende, quindi, che sia proprio il personaggio di Andromaca a reggere questo The Old Guard e ad evitare che affondi nella propria incompletezza.

Resta da chiedersi solo che cosa Netflix voglia fare con The Old Guard ora. Un franchise per il cinema o una serie tv? La seconda la vedremmo volentieri. Basta che ci sia Charlize Theron.

The Old Guard: la recensione
  • Regia e fotgrafia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.3

Giudizio complessivo

Un film che riesce a coinvolgere e a intrattenere come deve fare un ottimo pilot, ma che si dimentica di essere un film e non una serie tv

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