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Interviste

The OA: i creatori parlano dei cinque movimenti

The OA

Uno degli elementi centrali della storia di The OA, e sicuramente quello che ha suscitato maggiori discussioni, è quello dei Movimenti, che, se eseguiti in serie con il perfetto sentimento, sono in grado di guarire gli ammalati (e anche resuscitare i morti) e aprire un portale su un’altra dimensione. I Movimenti giocano anche un ruolo fondamentale nel finale dove i protagonisti riescono a fermare una strage alla scuola proprio eseguendoli.

Intervistati, Marling e Zal Batmanglij, hanno dichiarato di comprendere perfettamente la tentazione di ridere davanti ai Movimenti. I due ci spiegano il significato dietro ad essi e perchè non dovremmo chiamarli “danza interpretativa”

Quando hai capito che i Movimenti sarebbero stati così fondamentali per The OA?

Marling: I Movimenti ci sono stati fin dall’inizio. I semi dello show erano le esperienze di pre-morte, degli adolescenti del Midwest e probabilmente dei movimenti angelici. Penso che in qualche modo lo show sia stato modellato intorno ad essi. Ci sono molte cose che volevo rappresentare. Per esempio al giorno d’oggi tendiamo a vivere molto nella nostra testa e la tecnologia ha esacerbato la cosa. I nostri cervelli non si fermano mai, sempre distratti da qualcosa. Penso che i Movimenti siano un richiamo a tornare nel corpo e verso altri tipi di intelligenza e che sono possibilmente più grandi del pensiero lineare e razionale.

The OA

Il coreografo Ryan Heffington è un artista che ammiriamo tantissimo e che sta portando avanti un lavoro fantastico. Ogni volta che sono stata ad una delle sue rappresentazioni ho sempre sentito che il suo lavoro affonda le mani in quella parte selvaggia che si trova nelle persone e che suona più vera. E penso che quando ha disegnato i Movimenti ha regalato proprio questo a tutti noi. Tutti gli attori che si sono esercitati con i Movimenti all’inizio hanno avuto la stessa reazione degli spettatori. Siamo un gruppo di attori, non di ballerini, e non siamo neppure particolarmente atletici e ci siamo trovati in tuta in una stanza. Ci siamo appena incontrati e ci ritroviamo a muoverci in modi strani, mai provati e lo facciamo uno davanti all’altro.

All’inizio sei imbarazzata, ti vergogni, ridi un po’ per farlo sembrare OK, ma dopo un po’ che riproducevamo i movimenti, qualcosa di ultraterreno è accaduto al nostro corpo e tra di noi.

E’ successo qualcosa sul set alla fine dei cinque movimenti… che non era neanche nella sceneggiatura. C’è questo momento quando Homer e OA hanno praticamente un litigio tra innamorati. Lei gli dice “te ne sei andato all’Havana e mi hai tradito, non mi fido di te.” E lui sta dicendo “Ma baby, io ti amo ancora”. E lei: “No, non ti perdonerò!” e poi lui attinge a un qualche luogo di profondo dolore dentro di sé per mostrarle quanto si vergogni e lei lo perdona. E tutto senza alcun dialogo. Lo fanno attraverso i Movimenti e in qualche modo lo capisci, lo capisci meglio che se lo avessero spiegato a parole. Penso che il movimento sia questo: uno dei più primitivi, immediati e antichi metodi di comunicazione.

E questa donna ha subito questa esperienza traumatica e non importa se la sua storia sia vera o solo parzialmente vera o se sia una metafora, perché quello che dona agli altri protagonisti ha un profondo effetto su di loro e li lega e li motiva a liberarsi davvero.

Credo che l’intero insieme delle risposte che i Movimenti hanno suscitato sia giusto e lo capisco perchè io stessa ho provato quelle stesse emozioni quando li imparavo.

Credo che il lavoro  di uno storyteller sia quello di raccontare una storia comprensibile il più possibile. E ogni volta, si spera che diventi più bravo a renderla comprensibile e la risposta resta agli spettatori. Penso che ogni risposta sia giusta. Alcune delle cose che mi hanno emozionato di più al mondo sono cose che non hanno emozionato affatto le altre persone.

Viviamo in un tempo molto complesso e spaventoso e il modo in cui ci difendiamo è indossando una maschera di cinismo e ironia e funziona. Ma qualcosa in questa storia, per chissà quale ragione, ci ha dato il permesso di mostrarci vulnerabili per un momento e esposti e vivi. Ed è qualcosa in cui io credo molto. Io personalmente cerco queste storie.

Cosa ne pensi della reazione delle persone ai Movimenti?

Batmanglij: penso che sia negativo che la gente li chiami “danza interpretativa”, perchè è un spregio verso la forma d’arte. Non chiamereste Moonlight “filmografia interpretativa”. La danza si trova a questo punto… Ryan Heffington è uno degli artisti più brillanti nella danza. Disprezzare qualcosa che non si capisce è ingiusto… mi aspetto di meglio dalle persone.

Ma penso che il fatto che le persone ci ridano sopra sia una reazione buona. Ci sta. Penso che se gli alieni arrivassero sulla terra anche loro riderebbero. Se ci fosse della tecnologia aliena probabilmente noi stessi rideremmo. Penso che ogni cosa che sia profondamente diversa possa suscitare sia meraviglia quanto risata. Non c’è un modo giusto in cui sentirsi.

Se c’è una cosa che il 2016 mi ha insegnato è che la nostra società ha dei problemi con le donne e con il femminile. E cosa sono i Movimenti se non qualcosa di femminile? E’ complicato per noi. Il femminile non ci piace. Non pensiamo sia qualcosa di serio, ma invece è un dialogo che dobbiamo affrontare.

Che cos’è il finale se non un incontro tra una forte mascolinità e una forte femminilità? E ci fa ridere perchè non abbiamo mai pensato che qualcosa di molto femminile possa opporsi al maschile. E’ un’idea ridicola per la nostra società. Ma questa è solo la mia interpretazione. La mia interpretazione è solo una di tante. La gente può reagire come preferisce. Quando leggo una reazione violenta e viscerale mi dico “Ah, interessante, abbiamo toccato qualcosa di importante.”.

The OA è sicuramente una serie che ha suscitato i pareri più svariati. C’è chi ne è rimasto profondamente commosso, c’è chi non l’ha capita per niente e chi invece è rimasto confuso o molto affascinato. E voi? Come avete reagito ai Movimenti?
A queto link trovate la recensione del primo episodio e qui della stagione.

Fonte: THR

 

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