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The Normal Heart: dopo il successo, parla il regista, Ryan Murphy

The Normal Heart, film andato in onda per la prima volta il 25 maggio su HBO, portando sul piccolo schermo l’omonima opera teatrale di Larry Kramer, è stato un successo, conquistando sia pubblico che critica, cosa che non può che far piacere in vista delle nomination agli Emmy.

normalheart_logoRyan Murphy, regista del film, però, in un’intervista per TVLine si è detto molto soddisfatto del risultato ottenuto a prescindere da quello che ne conseguirà, perché The Normal Heart è un progetto che va oltre i premi, per l’importanza e la profondità dell’argomento e della storia raccontata, e di sicuro tutti sul set hanno sentito la responsabilità: “Si tratta di un viaggio durato 30 anni e si sentiva una certa responsabilità affinché venisse bene. Non sono mai stato coinvolto in una produzione in cui ci fosse assoluto silenzio sul set. Volevamo farlo per Larry, e volevamo farlo per la storia. Volevamo che le persone guardassero questa storia e non la dimenticassero”.

Ed è proprio l’autore della storia, Larry Kramer che Ryan Murphy voleva conquistare e pare che ci sia riuscito: “Era commosso. Credo lo abbia visto con suo marito e alcuni amici a casa sua ed erano tutti commossi e si sono complimentati. E’ stato meraviglioso perché io l’ho fatto per lui. Volevo che ne fosse orgoglioso e che sentisse di essere ascoltato e credo di esserci riuscito”.

THE-NORMAL-HEARTMurphy ha parlato molto anche dei casting e del fatto che molti degli attori che hanno preso parte al film siano gay: “Adesso, guardando indietro, sono orgoglioso che molti attori gay interpretino personaggi gay nel film. Di sicuro siamo stati molto aperti in quanto a sessualità, ma durante i casting non ci ho pensato. Pensavo solo ai migliori attori possibili per ogni ruolo. Quasi tutti hanno dovuto fare audizioni, ma era importante per me che ci fossero persone che amavano il progetto almeno quanto me, ma sono contento che si siano molti attori gay”.

Ed il film, effettivamente,così come ha detto il regista, è stato molto aperto in quanto a sessualità, senza nascondersi dietro stratagemmi durante le scene di sesso il che ha richiesto non solo una certa disponibilità da parte degli attori, ma anche molto duro lavoro e l’aiuto di un esperto: “Volevo che gli attori fossero a loro agio. Abbiamo assunto questo ragazzo che si è costruito una carriera coreografando scene di sesso. Quando lo fa, lavora prima con gli attori, in una sala prove, e trasforma quelle scene in danze. Lavoriamo con gli attori, in modo tale che nel momento in cui si accendono le telecamere non ci sono errori o domande. Ma non è stato un problema, sia Mark Ruffalo che Matt Bomer, così come gli altri hanno detto ‘Tucco ciò che è necessario'”.

Ryan Murphy si è poi espresso sulla decisione della commissione degli Emmy di introdurre due categorie separate per film e miniserie, fatta eccezione per gli attori: “Bisogna fidarsi nel fatto che prendano la decisione giusta. Penso che le regole andrebbero riviste, ma la decisione di quest’anno è un passo nella giusta direzione”.

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