Cinema

The Nice Guys: la recensione del film con Russell Crowe e Ryan Gosling

the nice guys

Titolo: The Nice Guys
Genere: giallo, commedia, azione
Anno: 2016
Durata: 1 h 56 min
Regia: Shane Black
Sceneggiatura: Shane Black, Anthony Bagarozzi
Cast principale: Russell Crowe, Ryan Gosling, Angourie Rice, Matt Bomer, Margareth Qualley, Keith David e Kim Basinger

The Nice Guys - HollandApprocciandosi a scrivere un giallo, una delle prime regole del gioco alla quale l’autore deve fare fede è che tutti gli indizi, seppur in modo subdolo e non sempre palese, vengano sempre presentati al lettore. Questo deve avvenire per far sì che al momento della scoperta del colpevole egli si trovi a esclamare un compiaciuto e sorpreso “Come avevo fatto a non pensarci!” e non un deluso “Ma perché?”, sintomo di una falla nella storia ma soprattutto di un gioco sporco da parte del narratore.
Per nostra fortuna in The Nice Guys la sceneggiatura gioca secondo le regole. Per tutto il film ci vengono infatti mostrati, in bilico su un sottilissimo e quasi impercettibile filo rosso, tutta una serie di indizi che vengono man mano messi in ordine dai personaggi, facendo capire allo spettatore come dietro alle varie scene di azione e esilaranti gag che danno carattere alla pellicola si celi un ben strutturato – e in certi passaggi anche originale – mistero da risolvere.

Shane Black, regista di Iron Man 3 e sceneggiatore di Arma Letale, ci porta nella Los Angeles di fine anni ’70, presentandoci il coinvolgimento del detective Holland March (Ryan Gosling) e il gendarme Jackson Healy (un grossissimo Russell Crowe) nelle indagini circa la scomparsa di un’ambientalista e l’omicidio di una pornostar. Il primo è il classico padre single un po’ scapestrato, che si trova a crescere un’adolescente troppo in gamba per la sua età. Se in un primo momento questa scelta può sapere di già visto, ammetto di essermi ricreduto pochi minuti dopo l’inizio del film, poiché il carisma e la simpatia di Holland (interpretato da un divertentissimo Ryan Gosling, in una veste per me totalmente inedita) e il pragmatismo della figlia Holly (Angourie Rice) hanno gettato una nuova luce sulla dinamica padre – figlia, grazie a un rapporto basato sulla complicità e non su una continua ricerca di conferme e di fiducia da parte dell’uno nei confronti dell’altra.

The Nice Guys - JacksonAnche il personaggio di Russell Crowe, che di primo acchito poteva trarre in inganno facendo pensare di avere davanti il solito duro picchia-tutti e spara a tutti, mostra un uomo che seppur risponda alle ferite infertegli della vita con la violenza, non smette comunque di farsi domande sul perché compia certe azioni. Il percorso di Healy vuole essere infatti la formazione di un uomo verso l’eroismo, è infatti fin da i primi momenti che egli si chiede se è un uomo buono, che non vuol dire santo ma semplicemente un individuo che con le sue azioni riesce ad essere di aiuto al prossimo. Ed è forse questa vulnerabilità palesata, che in certi tratti diventa tutt’uno con l’umanità, a farmi apprezzare più il personaggio di Crowe rispetto a quello di Gosling.

Presentataci come semplice spalla dei due detective, anche Holly riesce a conquistare con la sua schiettezza un posto da comprimario nel film, non solo in termini di minutaggio ma anche a livello di importanza per lo scioglimento dell’intreccio. Ho amato il fatto che finalmente il personaggio femminile, spesso ridotto al classico ostaggio (a tratti passivo e antipatico), abbia fatto uso delle sue qualità, diventando protagonista sia delle scene più adrenaliniche sia dei passaggi di ragionamento che avvicinavano protagonisti e spettatori alla soluzione del mistero.

The Nice Guys - Jackson, Holland e HollyIn merito invece alla sceneggiatura, va detto che il film risulta essere solido poiché nulla viene lasciato al caso. I personaggi agiscono in un determinato modo perché hanno un passato che giustifica le loro azioni, del quale lo spettatore viene reso partecipe, conferendo loro quella profondità che li allontana dal classico ruolo di semplici macchiette che in questo genere di film spesso si vede. Anche il mistero, come già menzionato sopra, si snoda in modo lineare, lasciando solo nella prima mezz’ora lo spettatore confuso per la mole dei personaggi che deve assimilare, per poi prenderlo per mano quando anche i protagonisti iniziano a prendere consapevolezza di ciò che sta avvenendo. Una nota di merito anche alle scene comiche, che non solo ho trovato molto originali e divertenti (come ad esempio l’episodio della mazzetta di Holland), ma anche mai fuori luogo, seppur inserite in momenti drammatici così come in scene di pura azione.
Gestite molto bene inoltre le scene di combattimento e gli inseguimenti: la fotografia non è mai stata tale da rendere confusa la scena e lo spettatore, cosa che a mio parere accade troppo spesso ultimamente (penso alla shaky cam dei film Marvel, che mi ha fatto perdere di vista Capitan America ogni quattro secondi). Un discorso simile va fatto per i corpo a corpo, caratterizzati dal giusto livello di crudezza senza che venga meno quella patina di credibilità dell’azione.

The Nice Guys - Jackson e HollandL’unica nota stonata del film il personaggio interpretato da Matt Bomeringaggiare un attore del suo calibro e delle sue capacità per metterlo a fare un sicario la cui unica funzione è sparare (va bene che lo fa con due pistole) e inseguire una bobina da cinepresa mi è sembrato un po’ riduttivo.
In sintesi The Nice Guys si rivela un giallo solido, caratterizzato da un’ironia accattivante e un ritmo scorrevole, da personaggi umani (ai quali ci si affeziona fin da subito) e da una giusta dose di tematiche di natura ambientale ma anche politico-economica. Se siete alla ricerca di un po’ di azione, condita da umorismo e Ryan Gosling (fanciulle, è voi che guardo), non lasciatevelo scappare.

 

The Nice Guys
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento Emotivo
4.4

In sintesi

Risate, scazzottate e un giallo

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