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The Newsroom: Recensione dell’episodio 2.06 – One step too many

Will è in crisi per gli indici di gradimento mentre Mackenzie convoca il primo Red Team per l’Operazione Genoa.

“By 10:05, I knew we had a problem.” — Charlie Skinner

Le prove che riguardano l’Operazione Genoa si fanno sempre più consistenti ed è giunto il momento di farle visionare al Red Team, costituito da Don, Jim e Sloan. Will resta ancora il grande escluso di questa storia e devo ammettere che non mi dispiace affatto che le cose una volta tanto non siano incentrate completamente su di lui.

La nostra primadonna è preoccupata per l’indice di popolarità in calo e, sotto consiglio di Nina Howard, si ritrova a fare il cretino in un programma the-newsroom_206 (1)mattutino. Will farebbe di tutto per l’amore della sua audience, e in un paio d’ore fa 1000 passi indietro, cancellando tutto ciò che ha costruito grazie al fondamentale supporto di MacKenzie.

Glielo fa notare Sloan, l’adorabile Sloan senza peli sulla lingua, che si rivolge a lui come una sorella ad un fratello, in maniera anche abbastanza brutale ma regalandoci una delle scene più belle dell’episodio.

Buona parte di ‘One step too many’ si concentra sulle vite private degli altri protagonisti, lasciando solo apparentemente in secondo piano la questione Genoa.

Da un lato vediamo MacKenzie e Don che si ritrovano a legare seduti in un bar, ma per fortuna a Sorkin non è venuta la barbara idea di far andar loro oltre una conversazione profonda ma amichevole.

Jim è alle prese con Haley, che si trova a New York per poche ore e che lo costringe ad una cena con Neal, un’amica di lei, e Taylor che, udite udite, ha perso il suo lavoro come portavoce di Romney. Molto bella la scena in cui questo cazzutissimo personaggio spiega che Romney non ha accettato i suoi consigli, come per volersi giustificare  per tutte quelle gaffe di cui i media lo hanno accusato.

Ma veniamo alla parte più interessante: l’Operazione Genoa.the-newsroom_206 (5)

Innanzitutto precisiamo che, pur essendo un argomento di finzione, questa storia ricorda molto un evento realmente accaduto: l’Operazione Tailwind del 1970 in cui l’esercito americano ha proceduto all’estrazione di alcuni soldati in Laos. Gli aerei americani usarono potenti gas lacrimogeni per stordire chi si trovava a terra – tutti, anche i loro soldati – per poi prelevare le forze speciali.

Nel 1997, quasi 30 anni dopo, la CNN e il Time portarono questa operazione sotto i riflettori, affermando che gli Stati Uniti avevano ucciso deliberatamente oltre un centinaio di civili e un gruppo di disertori americani con del gas nervino, un’arma chimica. Si trattava di un’accusa molto pesante, proprio come quella di cui lo staff di News Night è responsabile.

La tesi di CNN e Time sembrava ben documentata, ma dopo delle ricerche più approfondite e tutto lo scalpore creato dovettero ritrattare quanto dichiarato poiché supportato da prove poco attendibili (per approfondire vi consiglio questo interessante articolo).

the-newsroom_206 (7)E anche nella finzione di The Newsroom scopriamo che non ci si può tanto fidare delle prove raccolte.

Fin dal primo episodio abbiamo saputo che tutta questa storia sarebbe andata a finire molto molto male, e ora scopriamo anche di chi è in particolare la colpa. Di chi poteva essere se non di colui che ha dato inizio a tutto ciò: Jerry. L’EP giunto da Washington fa un passo falso, manipolando l’intervista di un generale. Cancellando un ‘if’ finisce col rovinare tutto. Scommetto che verrà scoperto grazie alla partita di football che si vede sullo sfondo.

L’episodio si conclude con un costernato Charlie che è costretto a dichiarare: “None of it was true”, dandoci forse l’unica vera emozione in un episodio che sembrava soprattutto di passaggio e di riflessione sui personaggi.

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