fbpx
Newsroom (The)

The Newsroom: recensione dell’episodio 2.03 – Willie Pete

Operazione Genoa, Nina Howard & Twitter…

Forse sono troppo buona. O forse non sono obiettiva perché mi sono follemente innamorata di Will McAvoy fin dai primi minuti dell’episodio pilota. Ma sento di affermare che The Newsroom sia uno dei migliori prodotti usciti negli ultimi anni. Ha dei difetti? Assolutamente sì, ma resta un piccolo gioiellino che, ricordiamolo, nasce dal connubio Sorkin+HBO.

‘Willie Pete’ è stato un episodio pieno di eventi, forse anche troppi, che ci permette di fare un passo in avanti nella storyline che riguarda l’Operazione Genoa pur concentrando l’attenzione anche su fatti personali e non della redazione di News Night.

È il 23 settembre 2011 e l’episodio si apre con il finale di una puntata di News Night – adoro quando fanno così- in cui Will conferma il suo vigore e il suo coraggio nel denunciare l’incompetenza di chi è o vorrebbe essere al potere.

“How many different kinds of disgusting do you have to be to boo a man who volunteered to fight and die for you?”

the-newsroom_203 (1)Ma l’attenzione di Will e Charlie è subito catturata da Nina Howard, che torna alla riscossa affermando di sapere che Will non era malato l’11 settembre. L’ennesimo scandalo incombe su News Night e la ACN. Naturalmente, il nostro paladino della giustizia non ascolta il consiglio di Charlie di non reagire e chiede di incontrarla, sperando di far leva sulla sua umanità. Inaspettatamente il loro incontro va bene, ma Will non è contento e vuole scoprire chi è la talpa, dando vita ad una serie di scene molto divertenti. E tragicomica è stata la scena di Will e Charlie con il figlio di Leona, con i due che hanno fatto una bella figura da imbecilli. Ora che non hanno più nulla con cui ricattarla, preparatevi, Leona sta per tornare.

Adoro Will quando è ossessionato da qualcosa, così come MacKenzie, che invece è intenzionata a scoprire cosa diceva il messaggio che Will le ha lasciato in segreteria la notte della cattura di Bin Laden.

Vorrei poter dire di aver trascorso questi mesi con la curiosità di saperlo anch’io, ma non è stato così, visto che era abbastanza ovvio cosa Will avesse detto. Peccato che Nina non dica tutta la verità a MacKenzie (st***za!), ma in fondo The Newsroom non è Castle o Bones o qualcosa del genere. Penso che non vedremo mai Will e Mac insieme. E mi sta bene così.

Un piccolo cenno ai miei non protagonisti preferiti. Adorabile Sloan quando pensa di essere stata lei la talpa e vai a chiedere aiuto a Don, confermando la bellezza del suo personaggio nell’essere così intelligente ma anche tanto imbranata e distratta. E poi Jim, il meraviglioso Jim che prova ad dare inizio ad una rivoluzione sul bus della stampa. Ora sono in tre, sono curiosa su cosa combineranno!

Jeremy  e MacKenzie incontrano Sweeney e finalmente dopo 16 minuti e la telefonata che ci aveva lasciato col fiato the-newsroom_203 (2)speso alla fine dello scorso episodio, scopriamo cosa è successo durante l’operazione di estrazione di prigionieri americani conosciuta come Operazione Genoa. Il militare spiega che in questi casi viene utilizzato del fosforo bianco come copertura, ma quando il fosforo è stato rilasciato dagli elicotteri le persone presenti, anche civili, hanno cominciato a bruciare. Bruciare. Non si trattava di fosforo bianco, bensì di gas nervino.

La faccia di MacKenzie in questa scena è stata incredibile, credo che abbia avuto una reazione a metà tra la giornalista e la cittadina, con la dose giusta di indignazione ma con quel pizzico di voglia di scoprire la verità. Jerry è ancora più desideroso di lei di fare chiarezza, così la macchina della verità si mette in marcia per cercare una seconda fonte per la storia. Dopo una serie di buchi nell’acqua, a Maggie viene un’idea geniale: cercare i tweet pubblicati in quel periodo in quell’area, perché qualcuno avrà pur visto qualcosa e twittato. Dopo l’aiuto di Neal e ore di traduzioni di messaggi inutili, proprio alla fine dell’episodio scoprono i tweet di un certo Hamni8:

Willie Pete EVERYWHERE. Burning.

E scopriamo che Willie Pete a cui è dedicato il titolo dell’episodio è una parola in codice per il fosforo bianco. Mi chiedo però come facesse a saperlo Hamni8 e perché abbia usato questo termine per un tweet. Beh, immagino lo scopriremo nei prossimi episodi.

the-newsroom_203 (4)Da laureata in comunicazione e da persona che lavora con i new media, non posso fare a meno che apprezzare il richiamo al bright side dei social network, al fatto che oltre a scrivere di cosa abbiamo mangiato a cena, strumenti come Twitter hanno davvero rivoluzionato il nostro modo di comunicare in meglio. Non devo di certo ricordarvi il ruolo che ha giocato twitter nella Primavera Araba. Quindi complimenti a mr Sorkin per aver ancora una volta rappresentato al meglio il mondo in cui viviamo e in cui i nostri protagonisti lavorano. Come sempre è stato in grado in intrecciare verità e finzione, storie personali ed eventi storici realmente accaduti, con notizie di finzione che però risultano assolutamente credibili.

Comments
To Top